Elisabetta Favale
E(li's)books
1 Luglio Lug 2019 1623 01 luglio 2019

L'anno nuovo di Juli Zeh. Recensione

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Da poco in libreria per Fazi editore il nuovo romanzo dell’autrice tedesca Juli Zeh: L’anno nuovo, tradotto da Madeira Giacci

Il libro

Henning ha una quarantina d’anni ed è sposato con Theresa, con la quale ha due figli. La famiglia sta trascorrendo le vacanze di Natale sull’isola di Lanzarote, dove il vento impetuoso spazza via tutti i pensieri e il sole accecante allontana lo stress quotidiano. Henning si ripete di essere un uomo fortunato: vive in un bell’appartamento di Gottinga, lavora per una casa editrice, ha una famiglia felice. Nonostante ciò, da alcuni mesi soffre di attacchi di panico. Non è sereno, non riesce a dormire, litiga in continuazione con la moglie, che lo esorta a comportarsi «come un uomo, un uomo che io possa amare». Il mattino del primo giorno dell’anno, durante un’escursione in bicicletta verso uno dei punti più alti dell’isola, quel malessere torna a fargli visita. A soccorrerlo è Lisa, un’artista tedesca che lo invita a casa sua offrendogli acqua e cibo. Dettaglio dopo dettaglio, la casa della donna gli appare sempre più familiare, una strana sensazione di déjà-vu comincia a farsi strada nella sua mente e, quando Lisa gli mostra un pozzo nel giardino, quella che sembrava una strana suggestione si trasforma in certezza: in quella casa c’è già stato, tanto tempo fa. E poco alla volta tornano a galla i ricordi di un’esperienza terrificante vissuta fra quelle mura, un’esperienza che lo ha segnato per sempre.
Un tranquillo viaggio in famiglia a Lanzarote che si trasforma in un incubo: con una parabola vertiginosa, L’anno nuovo racconta la storia di un uomo in crisi d’identità e di due bambini che nel bel mezzo di una vacanza paradisiaca si ritrovano all’inferno. L’ultimo romanzo di Juli Zeh, all’uscita subito al primo posto nelle classifiche tedesche, conferma lo straordinario talento dell’autrice.

La mia lettura

Ho notato che il romanzo di Juli Zeh viene considerato un thriller e, probabilmente, alcune caratteristiche del genere le ha, ci sono tensione, ansia, sorpresa, attesa, ma la storia nell’insieme è più a sfondo psicologico secondo me.

Il tema centrale del romanzo io l’ho visto nella crisi esistenziale del protagonista che sembra sia sul punto di elaborare, finalmente, alcune delle paure ereditate dall’infanzia.

Henning è un uomo con la testa sulle spalle, vuole essere all’altezza delle situazioni, si sforza di essere un buon marito e un buon padre proprio perché ha vissuto in una famiglia dove le figure genitoriali hanno deluso le sue aspettative.

Leggendo è subito chiaro che si porta dietro un carico di ansia inesplosa per anni e che ora si sta manifestando sotto forma di attacchi di panico che lui chiama La Cosa, a me è sembrato di vedere emergere forte lo stigma verso questo argomento che assume connotazione sociale negativa, tiene il problema nascosto perché “Henning non vuole logorare la famiglia con le proprie nevrosi. Vuol essere un uomo che val la pena di amare”, quasi che a manifestare debolezza e necessità di aiuto sia una vergogna.

Poco a poco scopriamo cosa è accaduto proprio in quell’isola tanti anni prima, un avvenimento che ha continuato ad esistere dentro di lui influendo sulle sue scelte da adulto, sui suoi sentimenti e determinando i rapporti e il modo di agire pur tuttavia non ricordandone nessun particolare.

Tutto sarà svelato dopo un percorso interiore che il protagonista fa, una sorta di “ritorno al passato” che gli permetterà di capire chi è veramente, di ritrovare e amare il "bambino che era" arrivando ad armonizzare gli aspetti della sua vita di adulto perché in fondo, tutto quello che vuole è “abbracciare Theresa più spesso, perdere meno le staffe con i bambini e vedere gli amici. Non può essere così difficile”.

Una scrittura semplice quella di Juli Zeh, un modo lineare di proporre temi contemporanei, originale aver voluto invertire i ruoli, in questa storia Henning guadagna meno di sua moglie Theresa e per questo sente di doversi “spendere” maggiormente per la famiglia, è un “mammo” che passa molto tempo con i figli e in casa e questo gli provoca quei sentimenti contrapposti tipici di noi donne … ama la sua famiglia, non riesce a immaginare di stare lontano dai bambini eppure si sente soffocare, ha bisogno di spazio che non è più in grado di prendersi e tutto questo lo condiziona anche a livello lavorativo.

Tra l’annichilimento dovuto ai social network e le incertezze dei tempi, i protagonisti di L’anno nuovo sono molto vicini alla nostra quotidianità, non so nulla dell’autrice ma non mi sorprenderei se scoprissi “tracce” autobiografiche nella storia.

Un romanzo da leggere in una bella domenica al mare.

L’anno nuovo – Juli Zeh – Fazi editore

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