Giuseppe Trapani
Promemoria
3 Luglio Lug 2019 1724 03 luglio 2019

David Sassoli , nuovo presidente dell'Europarlamento

Cq5dam

Recuperare lo spirito dei padri fondatori perché la nostra Europa non è un incidente della storia.

Emozionato ma deciso il nuovo presidente dell'Europarlamento - l'italiano David Sassoli del PSE - ha tracciato la road map della legislatura continentale appena iniziata con parole intense, sentite nel profondo. Non si percepiva solo la maestria dell'uomo di comunicazione, essendo Sassoli giornalista di lungo corso al tg1. La drammaticità del momento europeo è sotto gli occhi di tutti e - se volete - si è resa "fotografica" in quel voltarsi le spalle da parte dei deputati del Brexit party durante la prima seduta del nuovo parlamento. La voluta distrazione di fronte alle sfide della complessità contemporanea significa da parte della politica europea il non voler vedere (ben diverso dal non potere) ciò che la storia sta presentando come conto da pagare. E quel che i britannici fanno con un livello allucinante d'incoscienza pari alla loro suprema inerzia unita all'incapacità di gestione del dossier Brexit di questi anni buttati nel cestino, altri leader europei mostrano in molte questioni con ostinata miopia. Non si vuole vedere perché si cerca di grattare il presente tornaconto finché la barca sta in piedi poi magari si scappa con la scialuppa perchè si ha un biglietto di prima classe e per le seconde e terze classi ci si affida al fato.

Il neo presidente Sassoli ha usato invece parole che ricordano - in certi passaggi - il fuoco di chi indica una strada in salita ma inesorabile se si vuole recuperare lo "spirito" segno che la lettera da sola non basta come del resto ricorda la saggezza biblica. Come la tecnica da sola svuota le azioni umane se non connessa al carisma così la lettera senza lo spirito non conduce a nulla ma diventa a volte una zavorra per chi desidera risolvere i problemi. Non ci si può accontentare di conservare l'esistente sopratutto se esso addiziona gli egoismi anziché armonizzare le istanze.

“L’Unione europea non è un incidente della storia. È il progetto di chi voleva fermare la guerra per sempre. Se ci riunissimo a un tavolo, davanti a una birra, diremmo che la nostra storia è scritta sul lavoro, sul sangue dei giovani britannici uccisi in guerra, sulla voglia di libertà. Sul desiderio di fraternità

David Sassoli (PSE) - Presidente Parlamento UE

Sassoli - nel passaggio a mio avviso più intenso - ha voluto poi lanciare il suo memento homo, un ricordiamoci tutti di quanto l'Europa - come molti vogliono far percepire - non è un incidente della storia, un evento transeunte tra una tragedia e l'altra ma qualcosa di necessario al mondo, un centro permamente per la libertà, la pace e la concordia tra le nazioni, il progresso e il benessere nella solidarietà tra gli stati e i popoli. Fondato - per chi lo dimenticasse

....che da noi nessuno può tappare la bocca agli oppositori, che i nostri governi e le istituzioni europee che li rappresentano sono il frutto della democrazia e di libere elezioni...
....che nessuno può essere condannato per la propria fede religiosa, politica, filosofica... che da noi ragazze e ragazzi possono viaggiare, studiare, amare senza costrizioni...
....che nessun europeo può essere umiliato e emarginato per il proprio orientamento sessuale... che nello spazio europeo, con modalità diverse, la protezione sociale è parte della nostra identità,
....che la difesa della vita di chiunque si trovi in pericolo è un dovere stabilito dai nostri Trattati e dalle Convenzioni internazionali che abbiamo stipulato.

Nelle parole del presidente Sassoli c'è l'intenzione di cambiare atteggiamento passando dalla miopia allo sguardo decisivo quand'anche si trattasse di mettere il dito nelle piaghe delle questioni come la riforma del trattato di Dublino a proposito di una riforma dinanzi all'immigrazione come per un rilancio dell'economia più orientata allo sviluppo sostenibile e solidale, polarità che non si elidono se si mettono in campo idee giovani ma possono stare perfettamente insieme e dialogare.

Una presidenza che va nuovamente ad un parlamentare italiano e dopo Antonio Tajani (dei Popolari) adesso tocca al socialdemocratico Sassoli il quale - almeno per parte italiana - riceve il no della Lega e libertà di voto dal movimento cinquestelle (il cui insieme di eletti attualmente è acefalo non riuscendo a creare a Bruxelles un gruppo autonomo capace di aggregare altre forze minori). Che sia chiaro al lettore, i famosi sovranisti del prima gli italiani non hanno votato un esponenente italiano quando si è presentata l'occasione.

Come inizio del sovranismo fotonico gialloverse che doveva fare cose strabilianti, non c'è male no?

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