Elisabetta Favale
E(li's)books
11 Luglio Lug 2019 1322 11 luglio 2019

Jalna di Mazo de la Roche. Recensione

Whiteoak

Jalna di Mazo de la Roche in libreria dal 4 luglio

Il libro

Jalna è il primo romanzo di una saga familiare amatissima che, a partire dagli anni Venti, conquistò generazioni di lettori, con undici milioni di copie vendute e centinaia di edizioni in tutto il mondo. All’epoca della sua prima uscita, la saga di Jalna, ambientata in Canada, era seconda solo a Via col vento fra i bestseller. Grazie a quest’opera, l’autrice, paragonabile a Thomas Hardy, ottenne fama internazionale e fu la prima donna a vincere il prestigioso Atlantic Monthly Prize.
I Whiteoak, numerosa famiglia di origini inglesi, risiedono a Jalna, grande tenuta nell’Ontario che deve il suo nome alla città indiana dove i due capostipiti, il capitano Philip Whiteoak e la moglie Adeline, si sono conosciuti. Molto tempo è trascorso da quel fatidico primo incontro. Oggi – siamo negli anni Venti – l’indomita Adeline, ormai nonna e vedova, tiene le fila di tutta la famiglia mentre aspetta con ansia di festeggiare il suo centesimo compleanno insieme a figli e nipoti: a partire dal piccolo Wakefield, scaltro come pochi, infallibile nell’escogitare trucchi per non studiare e sgraffignare fette di torta, fino al maggiore, Renny, il capofamiglia, grande seduttore che nasconde un animo sensibile. La vita a Jalna scorre tranquilla, fino a quando due nuore appena acquisite arrivano a scombussolarne gli equilibri: la giovanissima Pheasant, figlia illegittima del vicino, il cui ingresso in famiglia è accolto come un oltraggio, e la deliziosa Alayne, americana in carriera che, al contrario, con la sua grazia ammalierà tutti, specialmente gli uomini di casa… Con una prosa leggera ed elegante e un delizioso sguardo ironico, Mazo de la Roche ci racconta la storia di tre generazioni accompagnandoci in un allegro gioco di intrecci incorniciato dalla bellezza e i colori del paesaggio canadese e dalla quiete della natura incontaminata.

La mia lettura

Molto tempo fa la mia coinquilina dell’università che studiava lingue mi parlò di Mazo de la Roche e di Jalna che aveva letto in lingua originale per un esame, mi capitava di leggere i suoi libri quando ero in pausa dai miei esami che invece erano un po’ meno divertenti (io sono laureata in diritto amministrativo). Faccio questa premessa per dire che so alcune cose di questa autrice, cose che ho tirato fuori da uno di quei cassetti della memoria, vado a raccontare:

Mazo de la Roche è canadese, quando pubblicò la famosa saga della famiglia Whiteoak divenne così famosa che ancora oggi a Mississauga, cittadina dell’Ontario , c’è una scuola pubblica che si chiama proprio Whiteoak (nella foto) e addirittura un quartiere, così come a Newmarket c’è una scuola intitolata all’autrice e a Oakville una casa in stile georgiano in cui visse oggi è stata trasformata in dimora storica.

Il romanzo venne “etichettato” come romanzo rosa perché ne ha molte caratteristiche ma leggendo bene ci rendiamo conto che le vicende di questi personaggi (sono tantissimi se includiamo anche gli animali …) hanno diversi scheletri nell’armadio e alla fine possono risultare molto meno romantici del previsto! Più di qualcuno desidera altro rispetto a ciò che ha e il microcosmo in cui questi personaggi vivono è alla fine soffocante, non hanno altro che quel contesto limitato in cui vivere e mentire sui propri sentimenti, sulle aspettative sui sogni è molto faticoso.

Renny , Piers, Eden, Pheasant, Alayne sono le loro storie d’amore a intrecciarsi creando quel giusto mix di cliché e rottura degli schemi che sorregge la trama. Oramai quando leggiamo storie così non resistiamo alla tentazione di paragonarle a Downton Abbey, Jalna dovrebbe essere la versione canadese anche se potremo dirlo solo dopo aver letto tutta la saga che è molto molto lunga …

Il pregio di questo romanzo è l’universalità dei temi trattati che ora come allora continuano ad avere un valore: la famiglia, i legami ancestrali prima di ogni cosa, il focolare domestico, le tradizioni, il passato perduto a cui in qualche modo si guarda con occhi nostalgici fosse anche solo per quell’aura di romanticismo che si porta dietro e che fa dimenticare ciò che invece di negativo c’era.

“ Alayne aveva l’impressione di trovarsi in un sogno. La stanza, l’arredamento, le persone, tutto era così diverso da ciò a cui era abituata […] Si chiese malinconicamente se ci avrebbe messo tanto ad abituarsi a quelle persone. Tuttavia più osservava le loro facce più trovava in ciascuna qualcosa di attraente.”

Ed è con gli occhi di Alayne che voglio guardare Jalna, Alayne Archer che dice ad Eden descrivendo se stessa: “Suvvia, lo ammetta, ho la flemma di una Fräulein olandese! “Mi ha fatto sorridere e mi sono anche chiesta… ma Fräulein non è tedesco?

“Jalna era come un frutto maturo nella luce dorata, avvolta in un rosso manto di vite vergine, circondata da prati appena rasati. Uno dei conigli di Wake saltellava sull'erba e i due spaniel di Renny se ne stavano distesi sui gradini del portico. Un pero aveva lasciato cadere i propri frutti sull'erba e là se ne stavano gialli e panciuti, dando un'impressione di noncurante benessere a chiunque arrivasse dalla città. Alayne pensò che Jalna avesse qualcosa delle antiche case padronali al centro si vasti pascoli e frutteti”

Da dove ha preso origine la grande famiglia Mazo de la Roche che lo racconta subito all’inizio, per proseguire poi con la presentazione generale di tutti gli altri membri e via via uno per volta!

Ovviamente siamo in una famiglia dove il “potere” è in mano agli uomini e dove le donne esercitano la loro influenza in modo trasversale, la nonna Adeline, i figli e i nipoti con le loro vite, le loro scelte, i loro errori, descrivono al lettore la upper class canadese dei primi del Novecento.

Vi lascio con una breve presentazione …

“A Jalna nacquero due figli maschi: Ernest fu battezzato così in omaggio alla passione che all’epoca Adeline nutriva per la storia di Ernest Maltravers; Philip prese il nome dal padre. Nicholas, il maggiore, si sposò in Inghilterra ma, dopo una convivenza breve e tempestosa, la moglie lo lasciò per scappare con un giovane ufficiale irlandese. Tornò quindi in Canada e non la rivide più.

Ernest rimase scapolo e si dedicò con cura quasi monastica allo studio di Shakespeare e alla propria salute, che era sempre stata delicata. Philip, il più giovane, si sposò due volte: la prima con la figlia di un medico scozzese che aveva introdotto il futuro genero nei circoli mondani, da cui ebbe Meg e Renny; la seconda con la graziosa governante dei due bambini rimasti orfani.

La povera ragazza, che fu sempre trattata con freddezza dalla famiglia, gli diede altri quattro figli e morì poco dopo aver dato la luce Wakefield. Eden il maggiore, aveva ventitrè anni; Piers venti; Finch sedici, e il piccolo Wake nove.”

Jalna -Mazo de la Roche - Fazi editore Traduzione di Sabina Terziani

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