Maurizio Sgroi
il Cronicario di Crusoe
12 Luglio Lug 2019 1408 12 luglio 2019

Debito pubblico, palla al piede e goal

Goal

Proverbio del 12 luglio I tatuaggi sulla schiena li ammirano gli altri

Numero del giorno: 140.480.000.000 Surplus commerciale cinese vs Usa nel primo semestre 2019

E che ci vuole a parlar male del debito pubblico italiano? Al netto di pochi (confusi e/o furbetti) sostenitori, è uno degli sport nazionali più diffusi dopo il calcio. E non a caso si sentono tutti allenatori. Se governassi io, signora mia.

Per non parlare di quanto sia diffuso all’estero questo sport. Ormai il debito pubblico italiano è ospite fisso in qualunque baubau internazionale. L’ultimo l’ha fatto la Banca d’Inghilterra, dopo aver letto le previsioni della Commissione Ue, nostra nota estimatrice, nonché cultrice della materia.

Per cui, che ci vuole a parlar male del debito pubblico? Specie se sei il capataz dell’associazione delle banche italiane, oggi in grande spolvero per la presentazione del rapporto annuale, e quindi in pieno riflusso verbale. Al punto che viene utilizzata una meravigliosa metafora per parlare del debito pubblico italiano. Ve ne do qualche assaggio: “Il debito pubblico italiano, sempre crescente dalla fine degli anni Sessanta, è la principale palla al piede dello sviluppo e dell’occupazione. il suo continuo incremento è la principale causa dello spread” che “impoverisce gli italiani”, dice.

Ne volete ancora? Eccovi serviti “Quando il debito pubblico era infimo, l’Italia raggiunse il ‘miracolo economico’” mentre “nell’ultimo ventennio il debito pubblico è raddoppiato e il suo continuo incremento è la principale causa dello spread che quando è alto innesta una catena di conseguenze: si alzano i tassi sui titoli di Stato italiani e ciò può creare una pericolosa e onerosa catena di aumenti del costo del denaro per banche, imprese e famiglie”.

Tutto giusto, vero, sacrosanto, applausi…ma…ma…c’è sempre un ma. Non appena si parla di bail in, un meccanismo studiato apposta per evitare che i crediti marci delle banche si trasformino in debito pubblico dei contribuenti, ecco che “il bail in è inapplicabile”, perché “la Costituzione tutela il risparmio e i depositi non sono investimenti”. Quando si tratta dei casi propri, d’improvviso il debito non è più una palla al piede. E’ un pallone.

E si fa sempre goal.

Buon week end.

 Iscriviti alla newsletter

Vuoi essere sempre aggiornato? Iscriviti alla newsletter de Linkiesta.it .

Quando invii il modulo, controlla la tua inbox per confermare l'iscrizione

 Seguici su Facebook