Francesco Fravolini
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23 Luglio Lug 2019 0925 23 luglio 2019

Il 'Progetto di Vita' chiede le dimissioni di Giuseppe Conte

Giuseppe Conte_Linkiesta

La politica italiana del XXI secolo subisce un profondo cambiamento. C'è un'esigenza di rinnovare il 'dialogo' con la popolazione proprio per ascoltare le istanze; questo rinnovamento è soltanto agli inizi, facilitando di conseguenza quella pericolosa turbolenza delle istituzioni. Sull'operato del governo c'è una determinata dialettica critica proveniente dalle diverse realtà sociali e politiche; il 'Progetto di Vita', movimento fondato da Gerardo Gatti e Adriana Colacicco, prosegue la sua battaglia senza mezzi termini e chiede le dimissioni del Presidente del Consiglio Giuseppe Conte.

Un passaggio della lettera a Giuseppe Conte

«Il 'Progetto di Vita' - si legge nel documento - ritiene affrontare, con il governo da lei rappresentato, i temi che ancora oggi sono fonte di dibattito. L’impegno discontinuo di questo governo, i toni accesi delle liti fra i suoi politici e il continuo vantarsi pubblicamente screditando altre persone e il loro operato, crea soltanto tensioni in Italia e anche all’estero. Essere al potere significa essere al servizio del popolo e non accentrare o accrescere popolarità. Governare significa mantenere un delicato equilibrio che Lei non sa mantenere piegandosi al potere dei suoi vice Presidenti del Consiglio. Lei, con il suo ruolo, può fare la differenza anche sulle nomine di alcuni ministri come, come quella del Ministro del Sud, un ruolo del tutto inutile. Se non si ritiene utile nominare un ministro del Centro e uno del Nord, è inutile, quindi, nominare un ministro che non tutela neanche il Sud. Si continua ad alimentare odio e guerra fra poveri e ciò crea un clima di paura e di inciviltà. Si sbeffeggia la Costituzione a discapito della tutela della democrazia tanto dolorosamente conquistata. Non ci sono leggi che, equamente, distribuiscano il lavoro, non ci sono posti di lavoro tanto decantati e promessi nella continua campagna elettorale. Il paese non è invaso dai migranti, che sono diventati i nemici e causa dei nostri mali. Il Suo governo ha tagliato fondi all’istruzione e alla sanità. Il nostro paese non è accattivante per gli investitori esteri visto il periodo di crisi economica e culturale. È Sua responsabilità rispondere all’inefficienza di questo governo con le Sue irrevocabili e immediate dimissioni che verranno chieste attraverso la raccolta firme».

Francesco Fravolini

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