Elisabetta Favale
E(li's)books
30 Luglio Lug 2019 1621 30 luglio 2019

L'Educazione europea di Romain Gary. Recensione

Europa Linkiesta

Pensare a Educazione europea come ad un romanzo d’esordio fa un certo effetto, Romain Gary nasce grande scrittore raccontando la Resistenza con l’ardore dei sentimenti. Non so se questo sia, come ha detto Sartre, il migliore romanzo sulla Resistenza, di certo è uno di quei romanzi a cui dare un posto d’onore in libreria.

Il libro

“Educazione europea è il romanzo d'esordio di Romain Gary, ma non è affatto una «oeuvre de jeunesse», bensì una delle sue opere piú importanti. Gary lo scrisse quando era aviatore delle forze alleate durante la seconda guerra mondiale. Apparve nel 1945 e fu subito un grande successo. Sartre lo giudicò il miglior libro mai scritto sulla resistenza.
Romain Gary vi racconta la storia di un gruppo di resistenti polacchi: i loro sogni, le loro speranze, i loro ideali, le loro piccole e grandi miserie e i compromessi che la guerra esige. Per sopravvivere e resistere, per affermare anche nel dolore la grandezza della vita e la speranza del pensiero.
Il personaggio centrale del romanzo è Janek, un ragazzo che, nella spietata durezza del combattimento clandestino, conosce il freddo e la fame, il tradimento, l'orrore e la morte senza che l'odio afferri, anche per un solo istante, il suo cuore. Attraverso Zosia, Janek conosce infatti l'amore, attraverso Dobranski, lo studente, il culto della libertà e, attraverso la semplicità dei suoi compagni di lotta, la grandezza dell'uomo.
Un sogno alimenta e attraversa ogni riga di queste pagine: che, dalla resistenza comune ai popoli oppressi dal nazismo, non solo sorga il sentimento di una solidarietà europea ma, come recita una poesia di Dobranski lo studente, «l'ultimo stato sovrano crolli ai colpi dei patrioti europei», «si spenga nel mondo l'eco dell'ultimo canto nazionale», e l'Europa finalmente «si erga e cammini».
Come ha scritto il New York Times, in questo straordinario romanzo, Gary forgia per la prima volta la sua grandiosa concezione dell'uomo «con la forza incandescente di uno scrittore romantico, temperata però da malinconica ironia».
Dopo La vita davanti a sé e La promessa dell'alba, Educazione europea è il terzo titolo di Gary edito da Neri Pozza, nell'ambito del progetto di pubblicazione di tutte le sue opere maggiori

La mia lettura

Se dovessi individuare il tema centrale di questo romanzo direi che è il coraggio di rimanere umani, come si fa assistendo a violenze, stragi, miseria e devastazione a preservare i sentimenti buoni? A rimanere umani, a desiderare ancora le emozioni che può suscitare un brano di Chopin nonostante freddo e fame?

E cosa insegna la guerra? Ad essere cinici e spietati o può insegnare la libertà, la solidarietà, la sofferenza che fa crescere?

Janek, il protagonista, è solo un adolescente quando è costretto a fare i conti con la guerra e la paura che si porta dietro, la prima cosa che deve imparare è la privazione, perde l’intera famiglia e fa quel che il padre gli ha raccomandato, andare nei boschi a cercare i partigiani.

Janek non sa neppure chi siano i partigiani e non sa come trovarli, semplicemente obbedisce all’ultima raccomandazione ricevuta, l’unica di cui può fidarsi così, vagando per la foresta con l’inverno alle porte, incontra un gruppo di partigiani che poco ha a che vedere con l’idea che si era fatto, questi uomini passano più tempo a parlare di letteratura, di sentimenti, che di azioni militari.

Bellissima la figura dello studente-scrittore Dobranski che intrattiene tutti leggendo brani del libro che sta scrivendo e che si intitola appunto Educazione europea, vuole contribuire all’educazione del ragazzo insegnandogli il valore della libertà.

Una storia questa di Romain Gary che racconta un grande sogno, quello di un unico grande popolo europeo unito contro la sopraffazione e le ingiustizie:

«l'ultimo stato sovrano crolli ai colpi dei patrioti europei» e «si spenga nel mondo l'eco dell'ultimo canto nazionale»

Tanti piccoli eroi comuni che si distinguono per la caparbietà con cui alimentano la speranza reciproca, commoventi gli sforzi di mantenere intatta la propri dignità anche quando si fanno cose che questa dignità l’annullano.

“Per più di un’ora i partigiani, alcuni dei quali avevano marciato per dieci chilometri per raggiungere il rifugio, ascoltarono la voce, quel che c’è di migliore nell’essere umano, come per rassicurarsi. Per più di un’ora degli uomini stanchi, affamati, feriti, perseguitati celebrarono così la loro fece, confidando in una dignità che nessuna bruttura, nessun crimine potevano intaccare. Janek non avrebbe mai dimenticato quel momento […]”

Bello il personaggio di Zosia, la prostituta bambina, che cede il suo corpo ai soldati tedeschi in cambio di informazioni utili alla sopravvivenza dei partigiani e che procura cibo stringendo forte i denti nella neve gelata quando più uomini abusano di lei. Zosia insegna l’amore fisico a Janek e lui insegna a lei l’amore del cuore.

Rimanere umani in questa storia è una priorità, l’obiettivo di proteggere l’ideale della non violenza, della pace e dell’unità dei popoli è catartico:

“In Europa abbiamo le cattedrali più antiche, le più vecchie e celebri università, le più grandi biblioteche, ed è qui che si riceve l’educazione migliore, sembra che vengano in Europa da tutti gli angoli del mondo per istruirsi. Ma alla fine, quel che ti insegna tutta questa famosa educazione europea è come trovare il coraggio e delle buone ragioni, valide e convenienti, per ammazzare un uomo che non ti ha fatto nulla e che se ne sta seduto sul ghiaccio a testa china, ad aspettare la fine.”

Uno stile moderno, attuale, veloce, belli i dialoghi e stupendo questo messaggio di apertura incondizionata alla vita e ai sogni. Siamo fortunati a vivere in una Europa che ha saputo mantenere la pace nonostante le differenze ideologiche e un ideale di unità che in questi ultimi tempi è indubbiamente ossidato dagli interessi economici dei singoli Paesi membri.

Educazione europea – Romain Gary – Neri Pozza editore Traduzione di Mario Nardi

P.S. Ho voluto mettere in foto la bandiera dell’Europa e non la copertina del libro per ricordare questo ideale di unità che condivido.

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