Pino Suriano
Punti di vista
31 Luglio Lug 2019 1118 31 luglio 2019

Salvini mi sta simpatico. E la colpa è di chi lo attacca (male)

Salvini_Linkiesta
Salvini mi sta simpatico,
ANDREAS SOLARO / AFP

Un post politico dopo un po’ per dire che Salvini a me sta simpatico

Mi sta simpatico perché sa parlare e farsi ascoltare, e io, che a scuola insegno a farlo, apprezzo

Mi sta simpatico perché è leggero, ironico e non ha bisogno di fingersi“sapiente”

Mi sta simpatico perché ascolta De André e ama il calcio, passioni anche mie, e ne parla in un modo che fa presumere un certo gusto non banale

Mi sta simpatico perché vota per lui quasi il 40% degli italiani e di fronte al consenso, come insegno ai miei studenti, non si spara a zero ma bisogna sempre chiedersi quale corda umana è stata toccata per raggiungerlo

Mi sta simpatico perché tale me lo rendono, come accadeva per Berlusconi, tutti quelli che gli vanno contro per le ragioni sbagliate

Mi sta simpatico certo più di Carola, perché tra la costruzione di un consenso politico e un estemporaneo eroismo preferisco il primo; preferisco il frutto di pazienza e visione al puro slancio

Mi sta simpatico perché le copertine idiote di Famiglia Cristiana (“Vade retro salvini”) e gli attacchi di Saviano renderebbero simpatico chiunque

E mi sta simpatico proprio perché sa “palleggiare” bene questi attacchi e volgerli a proprio vantaggio (e io ho simpatia per l’intelligenza)

Mi sta simpatico ma non sto con lui, non con quel quasi 40%

Non sto con lui perché è una semplificazione menzognera quella per cui il centro dei problemi italiani sarebbe quello delle migrazioni e non dello sviluppo o della natalità (che è di certo più legata allo sviluppo che al blocco dei migranti)

Non lo farò perché la moderazione del linguaggio (che volutamente evita) è una forma di educazione al ragionamento complesso (che tanto serve)

Non lo farò perché ho l’impressione che “il popolo” raramente abbia ragione e lui gliela dà troppo spesso

Non lo farò perché, anche indirettamente, la sua azione comunicativa rischia di far coincidere accoglienza e stupidità, come se l’accogliere fosse un “perderci” idiota. E invece la nostra grande cultura cristiana ha mostrato al mondo che “perdendoci” si può vincere. E che la generosità può essere investimento. E la diversità arricchisce. E l’incontro con il diverso, che comprensibilmente spaventa, può generare valore e sviluppo.

Non lo farò perché il mio orizzonte è il mondo e non l’Italia (e se proprio devo concepirmi in un confine indennitario ne preferisco uno piccolo, localistico, non certo nazionale; o uno ampio, europeo e globale)

Non lo farò perché, per quanto mi riguarda, tra un fratello italiano e un fratello pakistano o tailandese per me non c’è nessuna differenza. E quando questa diffidenza o distanza le sento (perché le sento, e di fatto non mi avvicino al thailandese con la facilità con cui mi avvicino all’italiano) è perché il mio cuore si fa piccolo, il sentimento immediato di repulsione prevale su quello, faticoso ma POSSIBILE, dell’apertura

Per cui…
io non sono di una virgola più umano di Salvini.
io non sono di una virgola più bravo di lui (e magari riuscissi a portare un partito dal 7% al 37%)
io non ho diritto di dire a nessuno Vade Retro


Altro che “restiamo umani”. Più concretamente non sto con Salvini perché:
- ha messo al centro un falso problema (reale ma non centrale)
- non è vero quello che dice e non mi sembra utile quello che fa

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