Elisabetta Favale
E(li's)books
5 Agosto Ago 2019 1436 05 agosto 2019

Il Passaggio in Sicilia di Massimo Onofri. Spunti di lettura per le mie vacanze!

Foto Sicilia 259 Agrigento Valle Dei Templi

Il fluviale scrittore francese Honoré de Balzac aveva scritto: «Se vuoi essere veramente universale, parla del tuo paese». Sciascia, nel Novecento italiano, l’ha fatto come pochissimi altri, restituendocelo come mondo, autorizzando così altri compaesani a ricalcare le sue orme …”

Il libro

"Dopo il successo di ''Passaggio in Sardegna'' il viaggio di Massimo Onofri continua in Sicilia: l'isola da sempre amata ma poi perduta nella nostalgia. E Onofri parte da lì, da dove lo avevamo lasciato, cioè dal centro della Sardegna, con lo stesso spirito di quelle camicie rosse che s'imbarcarono, 150 anni fa, da Quarto per Marsala. Un viaggio verso quella terra-continente, bellissima e feroce, mitica e dolorosamente contemporanea, che i più grandi siciliani dell'ultimo scorcio del secolo scorso hanno patito come irredimibile. Ma i siciliani possono ancora salvarsi? Onofri vuole verificare, una volta di più, le ragioni d'una sconfitta che è metafisica, prima che storica e antropologica, affidandosi magari a una nuova speranza. Un viaggio fuori dei percorsi obbligati dall'esotismo di massa, alla ricerca di sé, del sé. Ecco, allora, Palermo sontuosamente inesistente, con la sua corda pazza, il suo vitalissimo senso di morte; Catania felicissima e mondana, col suo erotismo di natura e quotidiano; Enna, elegantissima, alta e sola; Comiso viva e cordiale; Siracusa dolcissima e utopica; Marsala in versi e prosa; Caltanissetta operosa e civile; Agrigento con e senza Pirandello; Messina che, alla fine di tutto, non c'è. E poi: i silenzi di Sciascia, gli ignoti marinai di Consolo, le euforie di Bufalino, le passioni di Guttuso e Buttitta, i sogni dipinti di Giuseppe Modica, e molto altro ancora. ''Passaggio in Sicilia'', una vera e propria guida-romanzo da affiancare alla guida turistica per entrare più profondamente nell'interiorità di una grande terra dalle stratificazioni culturali molteplici e complesse. Un'opera magmatica, ricchissima tanto di informazioni quanto di stimoli, di suggestioni, di illuminazioni; una originale nuova frontiera"

La mia lettura

Mi sto preparando ad una vacanza in Sicilia e come spesso faccio la preparazione avviene leggendo della terra in cui vado, Passaggio in Sicilia di Massimo Onofri è un’esperienza che non esagero a definire “esaltante” e il perché è presto detto:

le 400 pagine scritte con ritmo incalzante, talvolta concitato perfino, contengono un ritratto accurato dell’isola, ritratto che Massimo Onofri dipinge attraverso scrittori, poeti, pittori, è la Sicilia con i suoi pregi e difetti che il viaggiatore può godere usufruendo di un approccio laterale mai banale.

Ho scoperto, per esempio, Michele Perriera e i suoi scritti come La spola infinita che Onofri riassume così:

si tratta d’un diario davvero bello, uno zibaldone densissimo e pieno di riflessioni, tra vita e letteratura, che si agglutinano spesso in aforismi, un documento straordinario di più di trent’anni di storia sicilana e italiana, una crestomazia di cronache che definirei antimondane, un cordiale e lucido ritratto di Palermo.”

Bellissima anche la descrizione, sempre rimanendo a Palermo, delle catacombe dei cappuccini che sono, per l’autore, il monumento cittadino che più di tutti riesce a darci la misura della grandezza di questa città.

Sono rimasta affascinata anche da quello che Onofri racconta su Giuseppe Antonio Borgese e il suo lavoro sull'identità siciliana: “Una Sicilia senza aranci”, incuriosita da Brancati che parlando della Sicilia orientale scrive:

Sulla costa orientale della Sicilia si cade spesso in un comico grossolano, ma c’è sempre qualcuno in grado di sorriderne. L’ umorismo più fine accompagna gli errori più madornali del gestire, del parlare, del vivere” mentre … “Da Caltanissetta, invece, la vita diventa meno grossolana,

ma la capacità di sorridere si estingue del tutto: il senso del ridicolo abbandona proprio qui la littorina che da Catania vola a Palermo. Se il sorriso è una luce, la costa occidentale della Sicilia può dirsi perfettamente al buio.”

Non potrò fare a meno di andare a Comiso, quella Comiso di ha scritto Bufalino stretta tra muri a secco e cave e a proposito di Bufalino l’autore ricorda Argo il cieco (1984) indimenticabile diario-romanzo...

Andrò a cercare le antiche grotte ancora visitabili verso Siracusa, lungo la valle, a Cava d’Ispica e poi le geometrie barocche della Val di Noto.

Io alloggerò a Siracusa quindi ho trovato particolarmente interessante il capitolo: Siracusa dolcissima:

“A Siracusa, da Modica, ci si andava già nei primi anni del Novecento col treno, che arrivava ronfante da Ragusa, e non senza disavventure, soprattutto – proprio come oggi – per assistere alle «feste classiche». Basterebbe aprire Carrube e cavalieri per rendersi conto della concitazione e dell’euforia, ma anche di qualche insofferenza, che sopraggiunge a casa Poidomani, mentre si progetta il viaggio per andare ad assistere all’Antigone rappresentata da Annibale Ninchi. Noi, invece, ci andiamo per vedere (o rivedere) la città del mio indimenticabile zio, seppure ci aspetti, sempre in macchina, un piccolo viaggio attraverso Ispica, Noto, Avola e anche, prima di riprendere, all’altezza di Modica, la strada per Siracusa, una pausa veloce a Scicli […]”

E poi Noto il cui barocco è così stupefacente da lasciare, assicura Onofri, senza fiato.

Mi preparo alla partenza tenendo a mente quel che ha scritto Borgese a proposito di Siracusa in un articolo del 1 luglio del 1931:

Siracusa la luce giunge dalla Grecia con una specie di fruscio celeste sull’acqua del mare», mentre «in fondo all’orizzonte, di Oriente attenuato, si potrebbe vedere un paradiso d’oro, bizantino». Ma ora che la città – e son passati secoli – è «tutta viva nella penisola d’Ortigia, rosea come una mano sul mare», le memorie dormono, nella valle dell’Anapo, dove resistono appena i ruderi delle quattro Siracuse, la megalopoli che umiliò Atene e Cartagine, mentre le sepolte età tacciono, sugli altipiani rasi, di «quel calcare dalla tinta quasi di giaggiolo», tra file di mandorli «in fronda tenera» e acanti, a terra, «dai numerosi occhi».

Ma la lettura di Passaggio in Sicilia è lettura per tutti non solo se si è prossimi alla partenza per l’isola, è un libro di tale intelligenza, così ricco di stimoli che spinge il lettore seduto sul suo divano nel profondo Nord-Est a sognare luci, colori, suoni, sapori di questa terra che ipnotizza e ammalia anche così, sulla carta soltanto.

Passaggio in Sicilia – Massimo Onofri – Giunti editore

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