Elisabetta Favale
E(li's)books
6 Agosto Ago 2019 1225 06 agosto 2019

Come eliminare la polvere e altri brutti pensieri di Daniele Germani. Recensione

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C’è Il Pazzo, c’è L’uomo e c’è La donna, tutti e tre vivono in modo diverso una forma di alienazione che li tiene in ostaggio nella gabbia della loro mente, l’uomo e la donna temono talmente tanto il rimpianto da perdersi nei pensieri continuando a farsi domande e incapaci di scegliere, crogiolandosi nel dolore del rammarico che annienta, il Pazzo è la summa di entrambi.

Il libro

“Come eliminare la polvere e altri brutti pensieri: Una donna, un uomo, un pazzo. Lei ha un rimpianto, aver lasciato il pianoforte e la musica per dedicarsi al marito e ai figli. Lui è ossessionato da una nota stonata, che gli risuona nella testa e non gli dà pace. Il folle sta preparando una bomba, per annientare il padre che non l'ha mai accettato. Siamo all'inizio degli anni Ottanta, la chiusura dei manicomi imposta dalla legge Basaglia del 1978 è l'occasione per esplorare il territorio complesso e accidentato del senno umano. In un romanzo ardito nella struttura, i riflettori sono puntati sulla parola «guarigione», che implica il sacrificio di mondi immaginari costruiti come antidoto all'isolamento, all'emarginazione. L'impossibilità di un legame autentico con gli altri lacera i personaggi della storia. E così la vicenda letteraria di una malattia «mentale» esplode nel racconto intimo della malattia «relazionale». Perché a volte i muri più difficili da penetrare, i più alti e i più spessi, sono quelli eretti da chi ci sta intorno. Ma i veri pazzi chi sono?”

La mia lettura

Daniele Germani ci conduce nel labirinto dell’agentività umana, un senso di dolore fisico arriva al lettore che vive la “ruminazione mentale” raccontata nei brevi capitoli che si alternano passando da una maschera all’altra perché come diceva Oscar Wilde“Ogni uomo mente, ma dategli una maschera e sarà sincero”chi sono i tre personaggi principali di “Come eliminare la polvere e altri brutti pensieri”? A voi scoprirlo.

Quello che racconta Germani è un mondo di atti ripetuti e svuotati quasi di ogni energia, stereotipia comportamentale o comportamento che devia dallo standard, entrambi letali! La prosa di Daniele Germani è elegante anche laddove si fa più duro l’argomento, quando racconta le verità del pazzo.

Non è possibile, leggendo Come eliminare la polvere e altri brutti pensieri, evitare di pensare alla proprie occasioni perdute che altro non sono se non un passato che fatica a svanire “Non c'è nostalgia più dolorosa di quella delle cose che non sono mai state! “ per dirla con Fernando Pessoa e per questo a leggere questo romanzo ci si fa un po’ male …

Ho scoperto che il tempo si piega nei ricordi e non nelle ferite che la vita ti ha inflitto. Quelle restano, si trasformano, diventano alibi e verità manomesse dalle circostanze. Le mie, di circostanze, erano le più vere bugie che mi fossi mai detto, le menzogne più reali che nessuno mi avrebbe mai e poi mai potuto contestare

Il Pazzo è l’emblema della “follia dell’immaginario collettivo”, porta addosso lo stigma del pregiudizio e dell’ignoranza, viaggiare nella sua mente vuol dire prendere coscienza di cosa significhi “ Imparare a fissare un muro e viverci dentro”.

Cos’è il vero? Come fate a essere certi che il reale sia quello che state vivendo? Voi ora, adesso? Chi può assicurarvelo? Come fanno a essere false certe emozioni che ho provato?

Tagliente, preciso, Daniele Germani riesce a svegliare dall’acquiescenza un’anima fragile che vent’anni di reclusione hanno fatto precipitare in un profondo stato catatonico, l’incapacità di uscire fuori dalla reclusione fisica e mentale è straziante, ci porta in fondo a questa storia Daniele Germani senza illuderci.

Affermare, confermare, negare, accettare regole, tacere per salvarsi e la salvezza è in quei granelli di polvere. Nonostante tutto.

Come eliminare la polvere e altri brutti pensieri – Daniele Germani – Edizioni Spartaco

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