Francesco Fravolini
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6 Agosto Ago 2019 0946 06 agosto 2019

Il 'Progetto di Vita' sfida la politica alle prossime elezioni regionali della Puglia

Montecitorio 11

La politica italiana è in continuo fermento. Si moltiplicano le proposte dalle quali nascono iniziative a favore dei cittadini. L'occasione arriva con le prossime elezioni regionali della Puglia nel 2020, senza tralasciare la possibilità di possibili consultazioni elettorali anticipate a livello nazionale. È proprio in questa regione che si candida Il 'Progetto di Vita', movimento politico fondato da Adriana Colacicco e Gerardo Gatti, per offrire una convincente alternativa politica a beneficio della popolazione.

Adriana e Gerardo, perché volete presentarvi alle prossime elezioni regionali?

«In questo momento storico e politico difficile, abbiamo sentito il dovere morale ed etico di dare il nostro contributo con il 'Progetto di Vita', un insieme di valori fondati sulla Costituzione, per offrire possibili soluzioni ai problemi che oggi affliggono il nostro Paese».

Come mai avete scelto il nome Progetto di Vita e cosa significa?

«La vita è libertà, anima, rispetto, diritti, doveri, prossimità e tanto altro. Con il 'Progetto di Vita’ vogliamo difendere la vita in tutte le sue forme da chi tenta di distruggerla, danneggiarla, umiliarla, possederla, come il mal governo, le mafie».

Quale messaggio volete lanciare con il 'Progetto di Vita'?

«Scardinare un sistema ormai logoro e corrotto in molti ambiti, dalla politica alla sanità. Lanciamo un messaggio di rispetto per la Costituzione, di legalità, di libertà, denunciamo senza restare fermi a guardare quello che accade. Molti sono abituati a lamentarsi, incolpando gli altri».

Di cosa si occupa il 'Progetto di Vita'?

«Sicurezza come lotta alla criminalità; lavoro perché fonte di vita; lotta all’amianto e a tutti gli inquinanti come responsabilità umana, ambientale e climatica; ecologia e tutela dell’ambiente come occasione di rinascita; salute perché necessaria; istruzione perché fondamentale; accoglienza e integrazione come dovere morale; femminismo perché essenziale e doveroso; parità di diritti e accettazione delle differenze perché indispensabile».

Qual è il vostro pensiero su questo governo?

«Governare significa mantenere un delicato equilibrio che questo governo non riesce a mantenere. Essere al potere è dedicare il tempo al servizio del popolo e non accentrare o addirittura accrescere la popolarità. La promessa dell'onestà da parte di questo governo non c’è altrimenti avremmo avuto l’allontanamento di ministri indagati. Si continua ad alimentare odio e guerra fra poveri e ciò crea un clima di paura e di inciviltà. Si sbeffeggia la Costituzione a discapito della tutela della democrazia tanto dolorosamente conquistata. Mancano leggi che, equamente, distribuiscano il lavoro. Il paese non è invaso dai migranti, che sono diventati i nemici. Il governo ha tagliato fondi all’istruzione e alla sanità. Il nostro paese non è accattivante per gli investitori esteri visto il periodo di crisi economica e culturale».

Avete delle soluzioni da proporre con il 'Progetto di Vita'? Quali sono?

«Le soluzioni de il 'Progetto di Vita' spaziano dall’ambito del lavoro all’ambito sanitario, dal settore pensionistico all’invalidità, dall’immigrazione all’ambito dell’istruzione, dall’ambientale all’ambito aziendale. Il 'Progetto di Vita' è stato inviato al Consiglio Europeo, al Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, presso la Camera e il Senato, alla Santa Sede, e altro ancora. Le risposte giunte ci incoraggiano a proseguire perché il 'Progetto di Vita' è il risultato positivo del cambiamento del sistema».

Qual è il ruolo del 'Progetto di Vita' in questo momento politico?

«L’equilibrio, la differenza, l’onesta, la voce del popolo, l’uguaglianza, i valori, l’amore per il più debole e per il nostro Paese».

Allora il 'Progetto di Vita' diventerà un partito politico?

«Sicuramente lo sarà. Non era nostra intenzione ma, non avendo nessuna persona leader che possa ascoltare e dar voce la voce al popolo, abbiamo sentito il dovere di realizzare un partito che dia soluzioni concrete alla popolazione».

Cosa pensate del Decreto Sicurezza?

«Il Decreto Sicurezza certamente non costruisce nulla a favore e al raggiungimento del bene comune. È più facile indicare i migranti come l’unico nemico, sottovalutando la lotta alla criminalità organizzata. Anche la manovra di bilancio non è certamente a favore degli italiani anzi è una manovra senza futuro».

Cosa pensate dello scandalo di Bibbiano?

«È inaccettabile che in un Paese fondato sulla Costituzione, vengano meno i diritti inviolabili dell’uomo, dei bambini, dei genitori. Questi tragici episodi non rimarranno impuniti ed è solo l’inizio affinché emergano altre situazioni come quelle di Bibbiano. Noi ci batteremo affinché i bambini e i genitori siano tutelati nei loro diritti e che la legge faccia il suo corso. È nostro obiettivo rimodulare il sistema delle case famiglia, occorre fare chiarezza e sicuramente eliminare dalla gestione cooperative e associazioni che mirano solo al proprio tornaconto economico. Lo Stato deve farsi carico di questa gestione, operando con personale altamente qualificato, capace di decidere e di accompagnare il minore e la sua famiglia in un percorso legittimo. Le persone devono fidarsi delle istituzioni, soltanto in questo modo ne avranno rispetto e cura. Con il caso Bibbiano abbiamo avuto la dimostrazione di quanto si giochi sulla vita dei più deboli che non possono difendersi. Noi siamo accanto a loro. Il 'Progetto di Vita' vuole dare voce e sta lottando affinché i corrotti emergano e i bambini siano nelle braccia sicure e amorevoli dei loro genitori».

Perché avete chiesto le dimissioni di questo governo?

«Questo governo è incapace di governare. La storia ci ha insegnato tanto e noi dobbiamo farne tesoro e continuare ad essere sentinelle».

Avete raccolto circa 3.850.215 firme. A cosa servono?

«La raccolta firme serve a dar voce a tanti cittadini che esercitano un loro diritto. Con queste firme, non appena saranno depositate, chiederemo nuovamente le dimissioni di questo governo».

Cosa ne pensate del Partito democratico?

«Attualmente il Partito democratico, che siede all’opposizione di governo, è un partito che non offre soluzioni, non dà sicurezza, non dà serenità al cittadino italiano. Sicuramente la frammentazione della sinistra non ha aiutato a creare un’opposizione ferrea e concreta. Oggi più che mai occorre un’opposizione con le idee chiare, come le abbiamo noi, con toni pacati e sicuramente con la voglia di costruire un Paese provato da odio e violenza».

Qual è il vostro pensiero sui sindacati?

«Siamo da sempre convinti che i sindacati siano dei veri e proprio “partiti” che “gestiscono” il mondo del lavoro, tutelando non come dovrebbero il disoccupato e il lavoratore. I sindacati devono garantire maggiore tutela ai lavoratori. Devono essere capaci di andare al passo con i tempi e non essere conservatori. Perché i sindacati hanno tanti soldi, tanti beni e non vengono utilizzati? Se solo volessero, potrebbero usarli per l’occupazione e la formazione di giovani e di disoccupati».

Francesco Fravolini

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