Giuseppe Trapani
Promemoria
6 Agosto Ago 2019 0805 06 agosto 2019

Maria, Madre dei migranti (ma non ditelo a Salvini)

Migranti Sbarco Trapani2

Papa Francesco, in comunione con tutta la Chiesa, invita ad invocare la Vergine Maria come Madre dei Migranti e degli itineranti così come testimonia una appassionata preghiera del pontefice scritta e recitata nel suo primo viaggio all'inizio del suo pontificato:

Protettrice dei migranti e degli itineranti, assisti con cura materna gli uomini, le donne e i bambini
costretti a fuggire dalle loro terre in cerca di avvenire e di speranza.

Papa Francesco, preghiera a Lampedusa (Primo viaggio pastorale 8 Luglio 2013)

Madre dei migranti? Non ditelo a Matteo Salvini anche perchè questo striderebbe con la bizzarra associazione del ministro con l'approvazione di un decreto discutibile. Un decreto nel quale si cerca di insistere su un'infallibile quanto intollerabile simmetria tra immigrazione e insicurezza, equazione che non esiste nei fatti. E proprio perchè questa simmetria non esiste si cerca di farsi bollinare la scelta politica con un imprimatur religioso, un sigillo devozionale" che giustifichi la propria azione nel merito e nel metodo come vorrebbe affermare la sequenza surreale della dischiarazione del ministro di decreto- più fallaci- meno rachete - compleanno-della-Madonna. Boh, ma che significano queste parole?

Ciò detto però Matteo Salvini ha totalmente toppato sulle date accostando (pensa te) l'approvazione al Senato della Repubblica con il compleanno della Madonna per quanto il calendario liturgico assegna la festa Mariae Nascenti l'8 settembre, oltretutto fortemente solennizzata sopratutto nella sua Diocesi di Milano. la domanda a questo punto è se l'ambrosiano Salvini abbia mai osservato e meditato sul titolo mariano sulla facciata del Duomo milanese che peraltro da inizio alla sua pastorale proprio nel "compleanno" della Vergine Madre Maria.

In secondo luogo, si ignora la tradizione storica per la quale uno degli appellattivi più antichi della Madonna è il suo essere "stella maris", faro dei naviganti come canta un poema in sette quartine senza rima di antichissima composizione e diffusione già dal VI secolo. In quel canto si associa la madre di Gesù come una nuvola lucente (stella) rassicurante che si staglia all'orizzonte di chi viaggia alla ricerca di speranza e di futuro. Basterebbe pensare proprio al mar mediterraneo, crocevia per la storia del cristianesimo, come luogo archetipo di chi quelle acque le ha attraversate ripetendo proprio quella preghiera e quella litania nei momenti più tragici. Una litania che certamente il ministro avrà ripetuto innumerevoli volte durante i suoi rosari.

Certo, Immaginate l'indignazione e il disgusto che in queste ore scorre sul web ma durerà il tempo di una castroneria che attende la successiva sciocchezza magari su un tema legato alla salute, ad una legge che si cita ma non esiste, ad una pagina di storia nata da un complotto dei poteri forti e quindi negata in nome di chissà che crociata. In altre parole - specialmente nella strumentalizzazione del religioso - il cinismo in politica è sempre esistito per cui non mi scandalizzo.

Se proprio va cercato un problema nella società italiana è l'ignoranza sempre più diffusa nella popolazione. Questo vuoto di conoscenze e di memoria è una palese spia di cambiamenti profondi accaduti nel nostro modo di sentire e di pensare, e di conseguenza ha ricadute in alcuni ambiti della nostra vita sociale come quello politico per cui nell'attuale panorama non di rado i leader scivolano per mancanza di competenza o di previa informazione. Tutto questo provoca paradossalmente un disagio per chi sa, per chi ha studiato con passione e rigore. Basta seguire un dibattito tra politici e fermate la vostra attenzione sull'ospite cosidetto "tecnico" il quale pensa e spesso eplicita il suo pensiero con la frase "ma di che stiamo parlando"? E lo sconforto aumenta più si da spazio al vuoto di contenuti, alla mancanza di dati puntuali, alla pressocché assenza di dati oggettivi su cui costruire un minimale ragionamento.

Tornando all'ultima sciocchezza pseudo-devozionale, il ministro Salvini avrebbe potuto una volta tanto cliccare sullo smartphone, leggere wikipedia (sicuramente più rassicurante del suo staff comunicazione) e finalmente mettere la data liturgica nel posto giusto. Ma da tempo si sono aperte la porte della disintermediazione politica che annullando ogni filtro intermedio, mischia i registri di comunicazione, contamina i generi letterari, confonde il fatto con l'opinione, raccoglie le pulsioni e le scaraventa nell'arena continua e nello scontro delle fazioni senza alcuna voglia di trovare una soluzione e senza nemmeno rivolgere lo sguardo verso il buonsenso (per dirla laicamente) oppure lasciarsi ispirare cristianamente per chi - come Salvini - è cattolico e dunque devoto a Colei che protegge i migranti, gli tineranti, coloro che tendono la mano chiedendo aiuto e protezione mentre sono alte le onde del mare.

Forse questa porzione sfortunata di umanità non sa che ci sono onde tumultuose anche nell'animo dei governanti.

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