Alfredo Ferrante
Tantopremesso
9 Agosto Ago 2019 1038 09 agosto 2019

Cinzia, che paura!

Cinzia Leo Ortolani

L’edizione 2019 di Lucca Comics and Games, la principale manifestazione sul fumetto e dintorni in Italia, che si tiene ogni novembre, avrà come tema di sfondo “becoming human”, a significare la ricchezza del recupero delle relazioni umane e della necessità, in una società sempre più complessa, di aprire le porte a chi sia portatore di diversità. In questo quadro, è stata anche annunciata l’organizzazione della rappresentazione teatrale di “Cinzia”, ispirata all’omonimo fumetto scritto e disegnato da Leo Ortolani (Bao Publishing, 2018), celebrato autore della ormai trentennale saga di Rat-Man, di cui uno dei personaggi è proprio Cinzia, leopardatissima transessuale che da anni diverte, appassiona e fa riflettere gli appassionati lettori del super-eroe con le orecchie da topo. Ebbene, il tutto pare sia risultato indigesto alle forze di opposizione nel Consiglio Comunale, che, alla presentazione del programma della quattro giorni novembrina da parte di Lucca Crea, società partecipata che gestisce Lucca Comics and Games, hanno manifestato forti perplessità sia sul tema scelto per la manifestazione, sia per la rappresentazione della storia di Ortolani. In particolare, come riporta Luccaindiretta, la consigliera Testaferrata, Forza Italia, ha dichiarato che “la diversità andrebbe spiegata in altri termini”, così da evitare una deriva che vada verso la cultura gender, mentre il consigliere Minniti, Lega, ha sostenuto di essere perplesso per il tema scelto, dato che ”affrontare questi temi è pericoloso” e che, dunque, “bisognerebbe stare attenti”. Il consigliere Bindocci, M5S, ha invece allargato la questione alla discrezionalità dell’organizzazione della manifestazione, per la quale ha giudicato opportuno la creazione di linee guida sulle scelte di marketing e nei rapporti con le case editrici. Ora, non serve star qui a cantare le lodi di Ortolani: le vendite delle tante edizioni dei suoi fumetti stanno a dimostrarne il valore. Il punto è un altro: si assiste ad un’interferenza tanto perniciosa quanto inusitata della politica nei confronti di una delle più importanti manifestazioni culturali di questo Paese, che ogni anno attrae nella città toscana decine di migliaia di appassionati di tutte le età e che è ormai fenomeno che fa notizia nei mass media, portando ovvii vantaggi non solo al settore dell’editoria ma al territorio cittadino e dei dintorni. Accade, per esser chiari, che la politica voglia metter becco non solo sulle scelte manageriali di chi organizza la manifestazione ma anche sulla legittimità e opportunità di singoli eventi che, secondo taluni, sarebbero responsabili di propagandare la temutissima teoria gender. Facciamola breve: in prima battuta, la principale preoccupazione di una politica avveduta – opposizione e maggioranza – dovrebbe essere quella di tutelare e promuovere un vero e proprio tesoretto nazionale che, dopo tanti anni di successi e con un’affluenza sempre crescente, sta per raggiungere il livello di saturazione, arrivando a mettere a dura prova la città e i cittadini così come il pubblico pagante: occorre, in altre parole, accompagnare la manifestazione migliorando la fruizione degli spazi fieristici e favorendo la partecipazione ordinata e divertita dei tanti che ogni anno si danno appuntamento a Lucca, sempre più evento anche per famiglie. Lasciamo fuori, per carità, le pur legittime – seppure per molti incomprensibili – dinamiche politiche e convincimenti di parte: l’immenso patrimonio che il fumetto rappresenta è, esso stesso, celebrazione della diversità, di tutte le diversità. Non tutti si son fatti le ossa sfogliando le pagine dei “giornaletti” nostrani, dei comics americani o delle bandes dessinnées franco-belghe, ma basterebbe un ripassino del decano Tex, o delle storie Disney per capire quanto inclusione e promozione delle diversità compongano da sempre la fibra di questo meraviglioso mezzo di comunicazione. Non serve neppure stare a discutere di strampalate teorie che immaginano oscure cospirazioni a danno di bambine e bambini, contro i quali si complottano forzati cambiamenti di orientamento sessuale, magari al servizio di potenti corporazioni o lobby gay: è sufficiente leggere le pagine di “Cinzia” per capire che una persona transessuale è, innanzitutto, una persona, con la sua storia, le sue caratteristiche, le sue preferenze, le sue aspirazioni. Come lo sono le persone omosessuali, le persone con disabilità, le persone la cui pelle è di un colore diverso. Il dono della cosiddetta arte sequenziale è quello di riuscire a raccontare una storia vignetta dopo vignetta, inquadratura dopo inquadratura, accendendo, attraverso la parola e le immagini disegnate, al pari della narrativa o del cinema e del teatro, la fantasia e l’animo dei lettori. Ortolani è riuscito, con la sua arte, a dar vita ad una storia divertente e commovente, rivelandoci che il Re è nudo, ovvero che le persone transessuali sono, troppo spesso, emarginate dalla società, da alcuni temute perché portatrici di qualcosa che si teme e si vuole nascondere e da altri cercate in qualità di giocattolo sessuale. A cosa, allora, bisogna stare attenti? A perpetuare ignoranza e ipocrisia o a abbattere i muri della separazione? Rat-Man ha scelto: flette i muscoli ed è nel vuoto, lui che può.

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