Elisabetta Favale
E(li's)books
12 Settembre Set 2019 1648 12 settembre 2019

Ci rivediamo lassù di Pierre Lemaitre - Recensione

Ci Rivediamo Lassu Lemaitre

Ci rivediamo lassù, un romanzo che ho letto in agosto, in Sicilia, non conoscevo Pierre Lemaitre e ne sono rimasta affascinata, ringrazio la mia amica Simonetta che me lo ha consigliato!

Il libro

Sopravvissuti alla carneficina della Grande Guerra, nel 1918 Albert e Edouard si ritrovano emarginati dalla società. Albert, un umile e insicuro impiegato che ha perso tutto, proprio alla fine del conflitto viene salvato sul campo di battaglia da Edouard, un ragazzo ricco, sfacciato ed eccentrico, dalle notevoli doti artistiche. Dopo il congedo, condannati a una vita grama da esclusi, decidono di prendersi la loro rivincita inventandosi una colossale truffa ai danni del loro paese ed ergendo il sacrilegio allo status di opera d'arte. "Ci rivediamo lassù" è il romanzo appassionante e rocambolesco che racconta gli affanni del primo dopoguerra, le illusioni dell'armistizio, l'ipocrisia dello Stato che glorifica i suoi morti ma si dimentica dei vivi, l'abominio innalzato a virtù. In un'atmosfera crepuscolare e visionaria, Pierre Lemaitre orchestra la grande tragedia di una generazione perduta.

La mia lettura

Questa bizzarra storia che riesce, nonostante il contesto tragico, a strappare più di qualche sorriso, parte dalla ricostruzione che Lemaitre ha fatto di alcuni eventi storici risalenti al 1918 quando, dopo l’armistizio, era scoppiato uno scandalo che aveva portato alla esumazione delle salme di molti militari caduti in guerra.

Abbiamo due personaggi principali: Albert Maillard e Edouard Péricourt, la città teatro della storia è Parigi devastata dalla guerra e bisognosa di ricominciare.

Albert ed Edouard sono molto diversi, il primo è figlio unico, ha una fidanzata e un buon posto di lavoro ma per dovere patriottico decide di arruolarsi, Edouard invece è un artista, è omosessuale e la sua decisione di arruolarsi è una sorta di ribellione. Sarà proprio lui a salvare Albert dalla morte, è solo un caso ma di fatto lo salva e finisce per pagarne le conseguenze infatti la bomba che gli esplode vicinissima gli sfigura la faccia.

Le loro vite sono condizionate, negativamente, dal tenente D’Aulnay-Pradelle che ha cercato nella guerra una rivalsa, un riscatto dalla condizione di nobile decaduto, il tenente è persona senza scrupoli e non si farà problemi a lucrare sui cimiteri militari.

“E chi cazzo se ne fotte, porca puttana! Quando vengono a raccogliersi, i parenti mica scavano sotto la tomba per verificare che è proprio il loro morto?”

Il bello di questa storia è che racconta al lettore un’altra faccia della guerra, quella in cui i soldati hanno pagato le spese per l’arrivismo di chi al potere ha cercato di trarre il maggior numero di benefici dalla sofferenza e dalla morte.

Il tenente D’Aulnay-Pradelle mi ricorda il Maggiore de Coverley di Catch-22 la miniserie tv tratta dal romanzo di J. Heller! Il maggiore è talmente attaccato alla guerra che aumenta di giorno in giorno il numero di missioni da compiere prima del congedo! Se nella serie tv è chiaro che si tratta di una parodia, nel caso del personaggio di Lemaitre i toni sono più drammatici visto che provocherà carneficine gratuite pur di guadagnare prestigio.

Ci rivediamo lassù mostra solo gli aspetti peggiori della guerra, le inefficienze burocratiche, la crudeltà, l’incapacità di prendersi cura dei soldati che hanno dato tutto per difendere il loro Paese e che vengono abbandonati senza remore in ospedali fatiscenti.

Vendicarsi di tutte le ingiustizie subite per Albert e Edouard diventa vitale.

Crudo e al tempo stesso leggero, l’autore racconta le trincee, la perdita della speranza, la paura, la consapevolezza che “ la guerra non era altro che un'immensa roulette in cui le palline erano pallottole, e sopravvivere quattro anni rappresentava fondamentalmente un miracolo”.

La fatalità degli incontri è regista dei destini dei personaggi.

“Nella loro vita, Albert e Édouard non si erano mai frequentati, si erano visti, incrociati, salutati, forse un sorriso da lontano da qualche parte, niente di più”.

Albert è grato ad Edouard che gli ha salvato la vita quindi si dedica a lui che ha pagato le conseguenze di quella scelta e ha reagito tirando fuori tutto il suo cinismo ideando a sua volta una incredibile truffa in cui coinvolge anche Albert.

Ho trovato lo stile di Lemaitre antico e nuovo insieme, divertente e profondo, ammalia il lettore, sorprende perché vi assicuro la sequenza dei fatti non è prevedibile.

Guerra nelle trincee e guerra negli animi, destini che si incrociano tragicamente, metafora potente dell’antieroismo.

Un bellissimo romanzo.

“Ogni storia deve trovare la propria fine, è nell'ordine della vita. Anche tragica, anche insopportabile, anche ridicola, ci vuole una fine a tutto, e con suo padre non c'era stata, tutti e due si erano lasciati nemici dichiarati, non si erano mai visti, uno era morto, l'altro no, ma nessuno aveva pronunciato la parola fine”

Ci rivediamo lassù di Pierre Lemaitre - Mondadori 2014 (traduzione Stefania Ricciardi)

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