Elisabetta Favale
E(li's)books
17 Settembre Set 2019 1339 17 settembre 2019

Libera di volare, il viaggio di un padre di Ziauddin Yousafzai. Recensione

Libera Di Volare

Avrei potuto incontrare Ziauddin Yousafzai a Pordenonelegge (potrete ascoltarlo mercoledì 18 settembre alle ore 11.30 presso il Palazzo della Provincia), mi sarebbe stata data l’opportunità di guardarlo negli occhi e di fargli tutte le domande che questo suo libro, Libera di volare diario intimo di un uomo, un marito, un padre, si sono fatte strade nella mia testa pagina dopo pagina.

Avrei potuto ma invece sono stata costretta a rinunciare perché, come tutti sanno, raccontare di libri è una passione grande a cui dedico moltissimo del mio tempo libero dopo il lavoro però...

E’ una delle tante opportunità che mi sono state offerte, incontrare una persona che sono certa avrebbe lasciato una traccia nella mia vita, non essendo stato possibile mi accontento di riferire della mia lettura di Libera di volare.

Il Libro

“Commovente e fonte di grande ispirazione, Libera di volare racconta il lungo viaggio di Ziauddin Yousafzai, da ragazzino timido e balbuziente cresciuto in una casa di fango tra le montagne del Pakistan a uomo capace di rompere con retrograde norme sociali e di dimostrarci i tanti volti che può assumere il femminismo. Da insegnante, padre di famiglia e attivista, Ziauddin Yousafzai ha sempre promosso cambiamenti positivi nella sua vita, incoraggiando la figlia Malala a diventare una paladina per il diritto all’istruzione delle ragazze o insegnando ai figli il valore della parità di genere. Con sincerità e senso dell’umorismo, Ziauddin descrive la sua vita nella valle dello Swat prima dell’arrivo dei talebani: i figli Khusal e Atal che giocano con l’aquilone sul tetto di casa; il rapporto con la moglie Toor Pekai; la sfida di crescere i figli in un paese sconosciuto. Dopo l’attentato talebano subito da Malala, infatti, la sua famiglia è stata sradicata dal Pakistan e costretta a rifarsi una vita nel Regno Unito, e oggi Ziauddin Yousafzai può descrivere la gioia mista al dolore del ritorno, sei anni dopo, nella sua bella patria. Libera di volare è l’intimo ritratto famigliare scritto dal padre di uno dei più importanti leader globali: per la prima volta, i lettori possono scoprire in che modo un uomo proveniente dalle zone rurali del Pakistan sia riuscito ad aprire nuove scuole per educare le giovani donne del suo paese, offrendo loro un futuro più luminoso. Ziauddin e Toor Pekai rappresentano un esempio straordinario per i genitori che vogliono esortare i loro figli a fare la differenza. E mentre Ziauddin Yousafzai racconta quel che ha imparato dai suoi ragazzi e cosa spera di poter insegnare al mondo, Libera di volare incanterà tutti coloro cui sta a cuore la vita di ogni bambino.”

La mia lettura

Il cognome Yousafzai oramai lo conosciamo tutti, è il cognome di Malala, Ziauddin è suo padre ma non trovo giusto raccontare di Libera di volare riferendomi a lui come “il padre di “ perché questo è un racconto intimo di un uomo che dalla sua casa di fango in Pakistan ha fatto la sua rivoluzione culturale, ha conservato l’amore per la sua terra, per le sue tradizioni e la sua cultura pur superandone i limiti, quei limiti che avrebbero compromesso il rispetto per le donne della sua famiglia, per prima sua moglie Toor Pekai, sposa innamorata e preziosa alleata e poi sua figlia Malala.

Libera di volare ci accompagna nel percorso personale di Ziauddin Yousafzai che ha diviso il racconto in capitoli i cui protagonisti sono i membri della famiglia, abbiamo quindi: Padre, Figli, Moglie e migliore amica, Figlia. Io ho trovato molto interessante il racconto della sua infanzia a Barkana, della sua famiglia di origine in cui a due soli figli maschi si erano aggiunte ben sette figlie femmine, donne intelligenti, gentili, piene di energia e con evidenti potenzialità ma il cui futuro era segnato, avrebbero ceduto inevitabilmente il passo ai fratelli. Il bambino Ziauddin, come i maschi della famiglia, aveva ereditato la balbuzie e per questo i genitori si impegnarono al massimo per aiutarlo a superare questo problema, all’eloquio perfetto delle sorelle nessuno prestò mai attenzione e in Libera di volare Ziauddin Yousafzai lo evidenzia più volte e più volte ribadisce di quanto tempo ci sia voluto perché, crescendo in quel tipo di società, arrivasse a rendersi conto della necessità di un cambiamento, eppure amava le sorelle.

Bello il ricordo di sua madre: “ Mio padre può anche avermi instillato l’amore per l’istruzione e la passione per l’oratoria, ma fu mia madre a fornirmi un’incondizionata gentilezza”.

Toccante il racconto della sua morte, del vuoto che lasciò nel suo cuore e del fatto che dovette fare i conti con la decisione di suo padre di risposarsi dopo pochissimo tempo perché in Pakistan gli uomini non vivono da soli.

Siamo abituati a pensare al Pakistan come a una terra inospitale, piena di pericoli e ottenebrata da integralismi religiosi, il Pakistan di cui leggiamo qui è anche una terra dove i ragazzini fanno volare gli aquiloni, dove a scuola si fanno gare di oratoria, dove si prepara un tè dal sapore dolce e intenso che noi neppure riusciamo a immaginare.

E c’è anche il Pakistan violento, quello che le ha quasi ucciso una figlia e che quotidianamente arriva a toccare livelli di violenza senza pari. Straziante il racconto dell’assassinio di una ragazza del suo villaggio per mano della famiglia, la sua colpa era amare un ragazzo diverso da quello da loro scelto.

Ci racconta anche l’amore per sua moglie, il loro primo incontro, la complicità che da sempre li unisce. Toor Pekai chiama suo marito Khaista, che significa bello, lui la descrive come una roccia, la sua compagna di viaggio senza la quale la sua vita, la vita della sua famiglia non sarebbe stata la stessa.

Sorvolo sul racconto del ferimento di Malala anche se vi assicuro è toccante perché ci restituisce le emozioni di un padre, dei fratelli, della madre, voglio passare invece alle conseguenze di quella disgrazia che ha sradicato la famiglia Yousafzai costringendola a trapiantarsi altrove, in Gran Bretagna, dove Malala è stata curata e ha avuto salva la vita.

Questa nuova fase della famiglia ha significato per tutti diventare qualcosa di diverso, adattarsi a un mondo sconosciuto, a tradizioni che andavano, per forza di cose, a mutare anche i loro rapporti. Non diamo per scontato che ci si debba per forza sentire fortunati a vivere lontani dal proprio Paese, anche se questo è attanagliato dalla povertà e dalla violenza.

L’idea che mi sono fatta di Toor Pekai e Ziauddin Yousafzai è che sono riusciti a realizzare i propri obiettivi di vita che di fatto erano semplicissimi: assicurare una istruzione e un futuro ai figli, farli crescere con idee di giustizia e uguaglianza e al sicuro. La Malala raccontata da suo padre è sicuramente una ragazza intelligente, piena di ideali e coraggiosissima ma è anche una ragazza e basta, una figlia e una sorella affettuosa con un dono enorme, il più enorme di tutti secondo me, quello di essere riuscita a ridimensionare ogni cosa, il Premio Nobel per la pace, i giornali di tutto il mondo che le hanno dedicato decine di copertine, i colloqui alle Nazioni Unite...

Ha ragione Toor Pekai a chiamare suo marito Khaista, bello lo è davvero , con la sua umanità, l’amore per la famiglia, il desiderio di lottare non solo per le sue donne ma anche per tutte le altre mettendo a repentaglio la sua vita opponendosi ai talebani.

Libera di volare è un album di famiglia, una storia ricca di sentimenti, di amore per le proprie origini che mai neppure una volta vengono messe in discussione o rinnegate, è la storia di Ziauddin Yousafzai , un uomo gentile e un ottimo padre.

Libera di volare - Ziauddin Yousafzai – Garzanti editore (traduzione di Sara Caraffini)

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