Elisabetta Favale
E(li's)books
22 Settembre Set 2019 1143 22 settembre 2019

Der Zoo o lettere non d’amore, oppure La terza Eloisa di Viktor Šklovskij - Recensione

5C894082 80E4 4A74 9F77 9EA070CCCCB6

Der Zoo o lettere non d’amore, oppure La terza Eloisa di Viktor Šklovskij, ripubblicato da Sellerio con il titolo Zoo o lettere non d’amore ma io ho una precedente edizione di Meridiano zero in formato eBook ma prevedo di cedere alla tentazione di comprare questa nuova edizione cartacea.

Un libro singolare, di certo geniale nella struttura ma soprattutto nella prosa che io ho trovato incredibilmente moderna (scritto nel 1923) originale e ricercata, dove la ricercatezza non ha nulla a che fare con il linguaggio ma piuttosto con le metafore e i parallelismi e le divagazioni che ci conducono verso mete inaspettate.

Šklovskij parte da un amore non corrisposto per Elsa Triolet ( pseudonimo di Ella Yurievna Kagan) come lui esule in una Berlino che negli anni Venti aveva accolto tanti intellettuali russi. Elsa, affascinante e molto seducente, era l’amore di molti connazionali, quelli che stavano dando vita al cosiddetto formalismo russo e allo strutturalismo.

A Viktor Šklovskij la bella Elsa impose un divieto: «Non scrivermi d’amore. Non sta bene».

Ecco che Šklovskij, partendo da questo assurdo paradosso, scrisse un non-romanzo in forma epistolare, 29 lettere indirizzate ad una donna di nome Alja a cui racconta la nostalgia per la Russia, l’incapacità di capire i tedeschi, la solitudine.

“La vita è un gioco di incastri, come un nécessaire, ma non tutti riusciamo a trovare in essa il nostro posto”.

Lo sforzo dell’autore, innamorato respinto, di evitare l’argomento amore si trasforma in una singolare occasione di tracciare un ritratto di russi illustri come Remizov. Ricordi di conversazioni (vere? Non saprei) sulla letteratura e il suo futuro:

“ Non posso più iniziare un romanzo così: Ivan ivanovic era seduto a un tavolo [...] Come la mucca ingoia l’erba, così si ingoiano i temi letterari, si assimilano e si triturano i procedimenti “.

Me li figuro questi russi che non comprendevano il motivo di portare pantaloni con la piega stirata sul davanti, uomini con i loro logori cappotti 4 stagioni, riparati in stanze affatto accoglienti e neppure decorose nelle strade intorno allo zoo (per questo il titolo). Ci sono Boris Leonidovič Pasternak:

“Lui come sempre parlava, lanciava ora da un lato, ora dall’altro le parole ammucchiate in massa, e la più importante non la diceva. La più importante.”

E Marc Chagall che descrive:

“ È un uomo ridicolmente maleducato. Trasfonde nei suoi quadri i colori nel suo abito e il suo romanticismo di provincia. [...] Marc Chagall non appartiene a un mondo culturale “.

Interessante è la lettera ventiduesima, più lunga delle altre, affronta finalmente il tema dello straniamento mettendo a confronto lo schema psicologico dei personaggi di Stendhal, di Tolstoj, di Dostoevskij :

“ Alla fine resta una sola cosa: passare ai momenti, spezzare i collegamenti, divenuti tessuto cicatriziale” è questa la conclusione a cui arriva Šklovskij.

Ma è indispensabile leggere Zoo e lettere non d’amore perché credetemi è difficile provare a spiegarne il fascino, l’entusiasmo che è in grado di suscitare a chi ama certi equilibrismi letterari.

Una curiosità sulla lettera diciassettesima, ad un certo punto l’autore si perde in una spiegazione del movimento di un’automobile:

“ Una buona auto si appoggia piacevolmente alla tua schiena, come col palmo, ti sospinge. La voce-trazione di una FIAT cresce in modo piacevole. Premi il pedale del gas e la macchina ti porta con entusiasmo “.

E tra piccoli saggi critici e riflessioni sull’arte e la letteratura si arriva in fondo con una consapevolezza: queste lettere non-d’amore sono le lettere di un uomo pazzi d’amore:

“ Questo libro è un tentativo di uscire dalla cornice del romanzo tradizionale. Lo scrivo per te, e scriverlo mi fa male fisicamente “.

Cito l’edizione che ho letto io tradotta da Giulietta Greppi:

Der Zoo o lettere non d’amore, oppure La terza Eloisa di Viktor Šklovskij - Meridiano zero 2014

 Iscriviti alla newsletter

Vuoi essere sempre aggiornato? Iscriviti alla newsletter de Linkiesta.it .

Quando invii il modulo, controlla la tua inbox per confermare l'iscrizione

 Seguici su Facebook