Claudio Scaccianoce
Adrenalina e motori
21 Ottobre Ott 2019 1224 21 ottobre 2019

E' bianconero il primo Derby d’Italia.

Girelli

La Juventus domina e vince il primo derby d’Italia di calcio femminile di serie A.

Per la prima volta le campionesse d’Italia della Juve incontrano l’Inter, squadra neo promossa in serie A in quello che (in ambito maschile) è lo scontro classico tra le due società più vincenti della nostra penisola (competizioni internazionali escluse, dove il Milan invece fa la parte del leone).

Per la prima volta le campionesse d’Italia della Juve incontrano l’Inter

Siamo andati a vedere questa partita a Solbiate Arno, in provincia di Varese, dove le ragazze neroazzurre giocano spesso gli incontri casalinghi. Il piccolo stadio Felice Chinetti è una struttura dotata di due tribune contrapposte, una coperta ed una scoperta.

Photo credit: Francesco Scaccianoce

Stampa e media (l’incontro viene trasmesso in diretta dalla piattaforma SkySport), la dirigenza di entrambe le squadre ed i tifosi nerazzurri si accomodano all’asciutto; i tifosi della Juve eroicamente affrontano a testa alta due ore di pioggia senza un tetto sopra la testa.

Il terreno di gioco tiene bene e, pur appesantito dalla pioggia battente, è perfettamente praticabile

La Juventus si presenta a questa partita a punteggio pieno in classifica (a pari merito con il Milan di Maurizio Ganz) mentre l’Inter sta ancora metabolizzando la sconfitta del derby che ha visto i colori rossoneri prevalere per 3 a 1.

Nel team bianconero di Rita Guarino continua l’assenza per infortunio della bomber Barbara Bonansea (stella della nazionale azzurra) mentre tra le fila neroazzurre è Alice Regazzoli #10 ad accomodarsi in tribuna, reduce dalla recente rottura del legamento crociato anteriore del ginocchio destro.

Photo credit: Francesco Scaccianoce

La partita inizia sotto un diluvio che non si fermerà per l’intero pomeriggio. L’Inter parte spavalda, quasi a voler dimostrare che il blasone della maglia non consente timidezze e timori reverenziali. La Juventus non fa una piega, consapevole che il tricolore cucito sulle sue casacche è il simbolo di un’ indiscussa maestria pedatoria.

A proposito delle maglie bianconere, rimangono decisamente bruttarelle anche quando ad indossarle sono atlete prestanti e graziose.

Il guanto di sfida è lanciato.

Il signor Carlo Rinaldi della sezione di Bassano del Grappa avvia l’incontro e subito le bianconere pungono con Rosucci. Il guanto di sfida è lanciato.

Non riporteremo la cronaca fedele della partita minuto per minuto. Segnaliamo solo gli episodi salienti.

Al minuto 8 pt la prima occasione per l’Inter. Calcio di punizione dalla distanza, il pallone taglia tutta l'area di rigore e si spegne sul fondo.

Al minuto 17 pt la Juve sfiora il vantaggio. Bel traversone di di Cernoia, Marchitelli tocca la sfera e la manda sulla traversa salvandosi in calcio d’angolo.

Photo credit: Francesco Scaccianoce

Al minuto 23 pt arriva il primo gol della Juventus. Sgroppata sulla fascia destra, bel traversone indirizzato al centro dell’area di rigore dell’Inter e dopo una serie di batti e ribatti insacca Rosucci da terra. Primo gol in questo campionato per Martina Rosucci.

L’Inter prova a serrare le fila con orgoglio ma la Juventus gioca decisamente meglio ed al minuto 30 pt le torinesi raddoppiano. Perfetta incornata di Cristiana Girelli che raccoglie un cross teso e bellissima segnatura della bomber bianconera. Doppio KO nel giro di meno di dieci minuti.

Partita chiusa? Probabilmente si, ma non nella testa delle giocatrici dell’Inter che non gettano la spugna ed anzi in questa fase dell’incontro propongono il proprio miglior gioco.

Photo credit: Francesco Scaccianoce

Al minuto 38 pt sinistro da lontanissimo di Auvinen con la sfera che sfiora il palo della porta difesa dal portiere bianconero Giuliani.

Al minuto 43 pt ancora pericolosa l’Inter, con la numero 7 Marinelli che colpisce al volo la sfera. La sua conclusione viene deviata e termina alta sopra la traversa. Solo un corner per le ragazze di Sorbi.

Doppio fischio dell’arbitro e tutte negli spogliatoi per il classico thè caldo di caressiana memoria.

Photo credit: Francesco Scaccianoce

La ripresa (caratterizzata da numerosi cambi per entrambe le squadre) dice ancora Juve.

Al minuto 51 st bellissima azione della Juventus. Tre tocchi di prima e conclusione di Aluko dalla distanza. Il suo destro a giro esce di un soffio, strappando applausi anche ai tifosi dell’Inter.

L’Inter non demorde ma le incursioni verso l’area di rigore di Giuliani non producono vere occasioni da gol, nemmeno quando al minuto 62 st la difesa bianconera va in affanno complicandosi la vita da sola.

Da qui alla fine della partita il tabellino dice solo Juventus. 82, 84 ed 86 sono i minuti che vedono andare la squadra di Guarino vicina al terno secco.

Il gol del definitivo 0-3 giunge al minuto 89 st; la marcatura è di Valentina Cernoia che finalizza una giocata sopraffina di Girelli.

Photo credit: Francesco Scaccianoce

Al di là della nuda cronaca, torniamo al quadro d’insieme di questa piacevole partita.

Inter. Dobbiamo ricordare che per le nerazzurre questa è la stagione di esordio nella massima serie nazionale. Giungono in serie A dopo avere dominato lo scorso anno la serie B. L’Inter ha preferito non seguire l’esempio di altre società che sono giunte in prima divisione attraverso l’acquisizione di un titolo sportivo, conquistato sul campo da altre compagini. Una scelta non solo lodevole, ma anche premiante.

Il team si è compattato sul campo e sta crescendo molto bene, partita dopo partita. Sono diverse le giocatrici che meriterebbero un pubblico encomio; in questa sede ci limitiamo a valutare il gruppo. Nonostante le sconfitte nel derby e contro la Juve (squadre molto più forti dell’Inter attuale) si sono viste buone cose; questa formazione potrà dire la sua in una stagione che va considerata propedeutica alle affermazioni delle stagioni future. Che non mancheranno di sicuro.

Squadra fortissima, compatta, concentrata.

Juventus. Squadra fortissima, compatta, concentrata. Atlete molto tecniche e perfettamente a proprio agio anche su un campo pesante e decisamente faticoso. Tutte le ragazze di Guarino sono in perfetta forma fisica. Insieme al Milan questa Juventus si giocherà lo scudetto sino all’ultima giornata.

Vedere giocare la Juve è appagante; il gioco è disciplinato, gli schemi sono da grande squadra, le giocatrici sono talentuose e mai sopra le righe nell’approccio al campo. Persino un devoto fedele del Diavolo come me si è trovato ad applaudire le bianconere, con convinzione.

Photo credit: Francesco Scaccianoce

Pollice recto per…

Un plauso a quei tifosi dell’Inter che alla fine della partita hanno applaudito le proprie ragazze. “Il nostro campionato comincia oggi, Milan e Juve erano troppo forti per noi…avanti tutta e sempre Forza Inter”. Onesti e sportivi. Bravi.

Pollice verso per…

Per i pochi tifosi di Inter e Juve che si sono amabilmente sfottuti sugli spalti durante la partita. Al coro interista “La Champions non la vincerete mai” è risuonato il contro coro bianconero “Contro di noi non passerete mai”. Sia chiaro che entrambi gli sfottò sono stati proposti con estrema tranquillità, in modalità scherzo e non per attaccar briga.

Però questi cori hanno evidenziato il viziaccio brutto del volere proporre il calcio femminile come coda accessoria del football maschile.

E’ un errore madornale. Il calcio femminile non è un aspetto minore del football maschile. Non è la brutta copia del grande calcio degli uomini. Il calcio femminile vive in un mondo proprio, un mondo che sta crescendo piano piano, un mondo virtuoso dove lo sport viene prima dello show business, dove il gesto tecnico è apprezzato a prescindere dal colore della maglia di chi lo compie. Un mondo dove il fair play in campo non è da richiamare prima del fischio d’avvio, semplicemente perché è già insito nel patrimonio genetico delle calciatrici.

Il maschilizzare ad oggi costo il calcio femminile ed il creare un cliché di antagonismo a prescindere è, a mio avviso, una colossale sciocchezza.

Lasciamo che questo ambito sportivo cresca piano piano senza snaturarsi; oggi è ancora un bellissimo sport. Certamente il professionismo, l’attenzione mediatica e la sua crescita fisiologica lo modificheranno. Speriamo solo che non lo snaturino, trasformandolo in un Circo Barnum del pallone.

Ad maiora.

Photo credit: Francesco Scaccianoce

fotoservizio: Francesco Scaccianoce Photography

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