Elisabetta Favale
E(li's)books
4 Novembre Nov 2019 1629 04 novembre 2019

The Irishman. Recensione

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Ho letto The Irishman di Charles Brandt (titolo originale I Heard You Paint Houses) uscito il 24 ottobre in Italia con Fazi editore e la traduzione di Giuliano Bottali e Simonetta Levantini

Il libro

Il libro da cui è stato tratto il film The Irishman.
Regia di Martin Scorsese, cast d’eccezione: Robert De Niro, Al Pacino, Joe Pesci, Harvey Keitel finalmente riuniti. Sceneggiatura di Steven Zaillian (Schindler’s List, Gangs of New York).

La scomparsa di Jimmy Hoffa, leggendario leader sindacale, definito «l’uomo più potente degli Stati Uniti dopo il presidente» dal suo oppositore Robert Kennedy, è uno dei più grandi misteri della storia americana e ha ossessionato l’opinione pubblica del paese per decenni. Arrivato talmente in alto da intrattenere rapporti con la mafia e con le più importanti cariche dello Stato, Hoffa era un personaggio scomodo a molti uomini, politici e criminali. Fu visto l’ultima volta il 30 luglio 1975 e il suo corpo non fu mai ritrovato. Frank Sheeran, detto l’Irlandese – uno degli unici due non italiani nella lista dei ventisei personaggi di maggior spicco della criminalità organizzata americana stilata da Rudy Giuliani –, prima di morire chiede di confessare tutti i suoi crimini. Nel corso di svariati anni di interviste rilasciate a Charles Brandt, noto procuratore che ha condotto innumerevoli inchieste sulla malavita americana, l’Irlandese rivela il suo coinvolgimento in più di venticinque omicidi, tra cui quello di Jimmy Hoffa. Racconta anche la storia della sua vita: figlio della Grande Depressione, fu soldato in Italia durante la seconda guerra mondiale e, una volta tornato in patria, divenne uno dei più fidati sicari della Cupola di Cosa Nostra. Basandosi sulle sue parole, la penna di Brandt dà vita a un racconto epico, che si conclude con delle scottanti rivelazioni inedite sul coinvolgimento della mafia nell’assassinio dei Kennedy.
Narrazione di grande potenza,The Irishman è un viaggio monumentale attraverso i corridoi nascosti del crimine organizzato, le sue dinamiche interne, le rivalità e le connessioni con le alte sfere della politica: un grande classico della letteratura americana sulla mafia.

La mia lettura

Mi piacciono molto i libri cosiddetti di “non fiction” soprattutto quando parlano di fatti di cronaca, in questo caso a scrivere è un ex procuratore, Charles Brandt, lo fa usando la prima persona per il lungo racconto del protagonista, Frank Sheeran (L’Irlandese).

Il ritmo oscilla tra narrazione e inchiesta, sfrutta la retorica della narrazione e il pragmatismo dell’inchiesta, ogni fatto è raccontato meticolosamente come in una sorta di promemoria/testimonianza per una memoria difensiva (deformazione professionale dell’autore?), la sintassi, il lessico, rimandano a fatti reali di cui nessuno, leggendo, dubita perché a parlare è proprio il protagonista in carne e ossa.

L’idea che mi sono fatta del libro di Brandt è che vuole essere “opera di verità”, vuole contestualizzare la vicenda nell’ambiente socio-politico, ricercare i significati, le motivazioni che hanno portato agli eventi e la letteratura, più del giornalismo, può essere “parola sempiterna”.

I numerosi dialoghi hanno il tono della concretezza, suggeriscono sequenze vivide dando sostanza alla cronistoria delle vite dei personaggi principali. Jimmy Hoffa emerge in tutte le sue contraddizioni, con le ombre che ne hanno segnato la vita e la reputazione, il suo carattere viene recepito dal lettore con l’aderenza all’essenzialità dei fatti come riferiti dalla voce narrante e testimone Frank Sheeran.

Come spesso avviene in libri il cui protagonista è un criminale, anche The Irishman coinvolge il lettore in primis con la figura di Frank Sheeran che riesce a mettere in ombra il grande assente, Jimmy Hoffa (secondo me).

Un arco di tempo lunghissimo, dagli anni Cinquanta al Duemila, delitti, tradimenti, paura, legami determinanti per la vita di tanti, potere, denaro e in fondo a tutto quella che Totò chiamava “a livella”, la morte che arriva per tutti, anche per uomini abituati a pensarsi “indistruttibili”.

Una storia, come dicevo, raccontata in modo meticoloso, se volete “gustarvi” il film in uscita su Netflix a fine mese, conoscendo i fatti … leggete il libro!

Charles Brandt - The Irishman – Fazi editore

Traduzione di Giuliano Bottali e Simonetta Levantini

Pagine 470 € 18,00

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