Francesco Fravolini
Notes da (ri)vedere
13 Novembre Nov 2019 0934 13 novembre 2019

La poesia aumenta la socializzazione e offre un contributo civile

Compagni Dei Poeti Abruzzo

La poesia diventa protagonista nella società. È stato celebrato, domenica 3 novembre 2019, un tributo poetico agli autori maledetti presso il Palazzetto dei Nobili de L'Aquila, in Abruzzo. Versi maledetti e incursioni letterarie gotiche a cura della famosa organizzazione della Compagnia dei Poeti dell'Aquila, inserita nel più ampio contesto dell'Abruzzo Horror Festival. La Compagnia, nata 4 anni fa dall'impegno e dalla passione di Valter Marcone e Alessandra Prospero, è stata invitata a partecipare per il terzo anno di seguito con il reading/spettacolo nella prestigiosa cornice di Palazzetto dei Nobili a L'Aquila per la serata conclusiva.

Quattordici autori hanno recitato i testi propri e di autori celebri (Baudelaire, Tarchetti, Rimbaud, Poe): Carmela De Felice, Federico Del Monaco,Tonino Frattale, Carla Gonnelli, Eraldo Guadagnoli, Tiziana Iemmolo, Selene Luise, Valter Marcone, Roberta Placida, Giuliana Prescenzo, Alessandra Prospero, Claudio Spinosa, Luigi Tiberi e Fabio Tobia con l'amichevole partecipazione dell'attrice Rita Pelliccione che ha interpretato il racconto "Il ritratto ovale" di Edgar Allan Poe. Federico Del Monaco e Alessandra Prospero facevano anche parte della giuria di Abruzzo Horror Literary Contest, la cui cerimonia di premiazione si è tenuta al termine del reading. La peculiarità della Compagnia dei Poeti consiste nell'essere un gruppo di lavoro che porta in giro, come se fosse un tour, dei veri e propri spettacoli tematici poetici, strutturati e ideati da Marcone e Prospero. Alcuni reading (come "Miti e Muse") sono in costume ed altri sono creati ad hoc per le occasioni. Alessandra Prospero, poetessa aquilana dopo gli studi classici si è laureata in Scienze dell’Investigazione. Già recensionista per diverse riviste culturali online, editor, è attualmente giornalista presso la testata online Il Capoluogo d’Abruzzo e titolare della Daimon Edizioni, sofferma la sua attenzione sulla valenza culturale della poesia nella letteratura italiana.

La manifestazione in che modo vuole valorizzare la poesia?

«L’iniziativa aveva lo scopo di rendere omaggio ai grandi autori in prosa e in poesia che hanno fatto sobbalzare il nostro cuore e la nostra mente con i loro testi. Sono stati letti brani di autori conosciutissimi che ci hanno accompagnato nelle nostre emozioni “orride, laide, sconvolgenti”, che ben si addicevano al genere horror o gotico; alcuni testi dei celebri poeti maledetti e composizioni che i poeti partecipanti hanno voluto ideare per questa occasione. Un omaggio dunque ma anche una sperimentazione per i nostri, un’ulteriore occasione di composizione “a tema”».

L'espressione culturale ha molteplici linguaggi, quello della poesia che valenza assume nel contesto italiano?

«Il linguaggio poetico ha una funzione emotiva imprescindibile. Soprattutto negli odierni che richiamano l’oralità da cui nacque che avvicina, nella lettura, il pubblico al poeta, veicolando un messaggio e creando una relazione. Questo è l’aspetto fondamentale: la poesia crea relazione. Se consideriamo il contesto attuale, fatto di monadi smartphonemunite, la valenza dell’espressione poetica è sorprendente».

Come scegliete le persone per la rassegna, quali i criteri di selezione che adottate?

«La Compagnia dei Poeti dell’Aquila è nata come progetto di inclusione poetica (generi, estrazioni e provenienze diverse) 4 anni fa. Il progetto è riuscito: coesistere si può. Non tutti però hanno lo stesso spirito di sacrificio, la stessa costanza e la stessa visione o le stesse aspettative. Abbiamo dunque ristretto (sembra quasi paradossale la scelta del termine) il numero dei membri a una trentina di poeti appassionati e fidati, che credono nel sodalizio artistico e mettono la Compagnia al di sopra dei narcisismi o egoismi poetici. Purtroppo il poeta, per definizione, non è immune da introflessione, autoreferenzialità, senso di eliminazione della persona e della comunità correlato alla perdita dell’importanza del valore condiviso. Nata come progetto di inclusione, è divenuta dunque progetto di “riqualificazione poetica” mantenendo al suo interno i più valenti e i più legati umanamente al gruppo di lavoro».

Il futuro della poesia quali argomenti può trattare nel contesto sociale del XXI secolo in costante trasformazione?

«La poesia è un meraviglioso e duttile strumento che può essere utilizzato a mo’ di denuncia con il filone della poesia sociale, come mezzo divulgativo e competitivo nel poetry slam, come registro comunicativo immediato ed emotivo in tutte le altre sue forme. Credo che la poesia possa offrire un contributo civile rilevante e abbia un notevole potere aggregativo: se la ritenessi un mero esercizio di stile fine a se stesso, di certo non mi occuperei di essa da anni con tale fervore».

Francesco Fravolini

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