Elena Inversetti
Inversamente
14 Novembre Nov 2019 1104 14 novembre 2019

Gli audiolibri fanno bene al cervello

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Se non leggo sto male. E come me molti altri. A dir la verità non siamo in moltissimi in Italia. Ma tuttavia ‘siamo’.


Leggere è fondamentalmente 'ascoltare'. Per questo motivo ormai, quando dico 'leggo', comprendo sia il cartaceo sia il digitale, non solo nella forma dell'Ibook, ma anche dell'audiolibro.

Il digitale rappresenta una buona opportunità per incentivare la lettura e un buon investimento per gli editori.

Ovviamente da buona nerd dell’inchiostro, nonché vecchia redattrice formatasi sulla carta stampata, mai e poi mai auspicherò la morte della carta. Tuttavia l’integrazione dei supporti è un'ottima strategia per implementare le proprie conoscenze e divagazioni letterarie, tra analogico e digitale.

Addirittura riscoprendo la forma primaria di fruizione della parola: l’ascolto. Come per i canti degli aedi fino ai filò di più recente memoria. Inoltre, lo dice la scienza, al cervello piace e serve non solo leggere i libri, ma pure ascoltarli.

Ecco allora che, nel momento in cui mi metto gli auricolari e vado di Play, mi sento una castellana di epiche memorie o una paesana (dipende dai giorni) che tutta contenta si appresta a incontrare nuove storie. E che audiolibro sia!

Mi sono decisa a provare, quando una mamma mi ha spiegato come gli audiolibri abbiano permesso ai figli con dislessia di conoscere e apprezzare Dostoevskij, Manzoni ecc. Quindi ho pensato che quando i miei figli non hanno voglia di leggere, forse preferiscono ascoltare. In realtà in quel caso vogliono ascoltare me e al momento abbiamo abortito sia La Storia Infinita sia Piccole Donne. Intanto però io: passo diverso tempo in auto, cammino parecchio e, se la sera oso sedermi sul divano, mi cala la palpebra. Invece l’orecchio resiste all’addormentamento. Ecco allora che ho affrontato la Mancia in compagnia di Don Chisciotte, gli States on the road con Kerouac, una Roma straordinaria nel Pasticciaccio di Gadda, qualche racconto di Checov (questo però suggerisco di non ascoltarlo ad agosto in spiaggia, l’impresa risulta alquanto ardua) e adesso sono nel mondo di Philip Roth.

Buon ascolto a tutti!

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