Daniele Grassucci
Dopo Skuola
15 Novembre Nov 2019 1600 15 novembre 2019

Se smartphone, tablet e pc mettono a dura prova la salute dei più piccoli

Tecnologia Bambini

Mancanza di concentrazione, bruciore agli occhi, dolori a collo e schiena, difficoltà a prendere sonno. Sono questi alcuni dei disturbi, i più diffusi, che affliggono gli adolescenti di oggi. Anche i più piccoli. Invecchiamento precoce? Non proprio, la causa è un’altra: un uso eccessivo dei dispositivi tecnologici, smartphone su tutti. Nonostante ciò, continuano a restare ore e ore davanti agli schermi; spesso con la complicità dei genitori. A confessarlo sono stati direttamente loro, 10mila ragazzi tra i 9 e i 18 anni (circa 4mila tra i 9 e i 14 anni) intervistati da Skuola.net per il progetto “In rete con ragazzi”, realizzato da Polizia di Stato, Società Italiana di Pediatria, Associazione Nazionale Comuni Italiani (ANCI), Google e UniCredit Foundation.

Un sesto della giornata è con lo sguardo fisso su uno schermo

In media, infatti, quasi la metà degli adolescenti e dei preadolescenti – il 41% - passa oltre 3 ore al giorno con lo sguardo fisso su un dispositivo elettronico. Il 29% sopra le due ore, il 20% almeno un’ora. Appena 1 su 10 riesce a limitare l’uso complessivo a un’ora al dì. Ovviamente i picchi più preoccupanti si raggiungono nella fascia 15-18 anni, laddove è il 44% a dire di usare i device per più di tre ore nell’arco delle 24 ore. Mentre nella fascia 9-14 si fermano al 32%. Calcolando le ipotetiche otto ore di sonno, in pratica per loro un sesto della giornata è speso interagendo con le nuove tecnologie.

Piccoli problemi di salute dovuti alla tecnologia: i più diffusi

Come detto, questi comportamenti, quando portati all’estremo, si traducono in problemi dal punto di vista sanitario. Gli effetti negativi sulla salute dovuti a un abuso di smartphone, tablet e similari si manifestano soprattutto sotto forma di scarsa concentrazione nello studio e nelle attività quotidiane (lo lamenta il 24% degli intervistati) e sensazione di bruciore agli occhi (21%). Leggermente meno diffusi i fastidi alle articolazioni di collo e schiena (12%), l’insonnia (10%) e i disturbi dell’umore (7%). Alla fine, solamente 1 su 4, sostiene di non accusare alcun sintomo dopo una lunga sessione ‘tech’.

Si accende il display anche quando non serve

Anche il profilo comportamentale, però, può essere insidiato dalla presenza ingombrante della tecnologia. Il 38% dei ragazzi coinvolti dalla ricerca, ad esempio, dice di usare lo smartphone appena prima di addormentarsi; il 24% di utilizzare i dispositivi mentre studia a casa (non sempre per fare i compiti); il 21% di accendere il telefono appena apre gli occhi la mattina. Per fare cosa? Niente di particolarmente importante: un quarto del campione si tiene soprattutto in contatto con gli amici, più o meno gli stessi controllano costantemente i social network. Solo il 19% sfrutta i device anche per fare ricerche per la scuola.

Rinunciare al telefono? Non se parla, nemmeno per un giorno

Considerando queste premesse, è possibile parlare di vera e propria dipendenza? Probabilmente sì. Lo ammettono gli stessi ragazzi: il 15% non potrebbe rinunciare a smartphone e tablet neanche per un giorno (il 18% nella fascia 9-14 anni), il 16% ne potrebbe fare a meno al massimo per un giorno, il 13% per tre giorni, il 26% per non più di una settimana, solo il 30% resisterebbe anche per un mese e oltre. Fenomeni che, ragionando su larga scala, potrebbero interessare milioni di giovanissimi. Smartphone e tablet, ormai, sono nelle mani di tutti: quasi 9 minori su 10 (tra i 9-14enni sono 8 su 10) hanno un telefono di ultima generazione, quasi 6 su 10 anche un tablet.

Smartphone e tablet in mano già da piccolissimi

Un quadro allarmante che gli adulti, in primis i genitori, non contribuiscono di certo a limitare. Basti pensare che, tra gli intervistati, quasi 2 su 10 hanno avuto il primo dispositivo personale (quasi sempre uno smartphone) quando avevano meno di 9 anni. Un trend che, negli ultimi anni, sta addirittura crescendo: tra i 9-14enni, la quota di chi ha ricevuto il primo device (con i tablet che riconquistano terreno) quando era ancora bambino sale al 24%, circa 1 su 4.

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