Alessio Pecoraro
Generazione Harry Potter
21 Novembre Nov 2019 0951 21 novembre 2019

Le sardine battono la bestia

Sardine

Salvini ci aveva spaventato, inutile girarci attorno. La crescita costante di un partito, sempre più suo, anche nel nome, preso al 4,09% e portato al 34,3% alle europee 2019, la vittoria in Umbria, una delle roccaforti storiche della sinistra italiana, quella capacità di mobilitare e sdoganare il substrato sociale e culturale fascista che in Italia, così come in molte parti d’Europa, esiste, quel suo essere un fenomeno pop, lo straordinario dinamismo, la capacità di sfruttare il trendismo cioè la naturale propensione del giornalismo italiano a cavalcare temi, trasformandoli in trend, sulla base perlopiù di sensazioni più che supportati dai numeri.

Si è detto che Salvini ha “La Bestia” e con quella è capace di influenzare l’opinione sulla rete. Nessuna super tecnologia a disposizione del leader della Lega, “La Bestia” non è altro che la struttura che condivide sulla rete il messaggio e l’immagine del leader della Lega, una sorta di agenzia di comunicazione politica che lavora bene, fatta di persone, strumenti di analytics e investimenti importanti.

Salvini parla alla pancia dell’elettorato e lo fa con un messaggio capace di far leva su determinati valori e di massimizzare alcune paure. Un messaggio che raccoglie sempre più consensi anche là dove la sinistra, da sempre, vince le elezioni.

Salvini ci aveva spaventato dicevamo quando forte del suo consenso ha messo l’Emilia Romagna nel mirino trasformando così le elezioni regionali nella linea maginot del pensiero riformista italiano. Così per giornali e addetti ai lavori il 26 gennaio si giocherà il futuro del centro-sinistra italiano sotto attacco dalla nuova destra italica della coppia Salvini-Meloni. Bene ha fatto il governatore Bonaccini a disinnescare la portata nazionale della contesa riportando il confronto nei confini regionali rivendicando cinque anni di buon governo e dichiarando, con idee, progetti e numeri, la volontà di fare meglio nei prossimi.

Salvini ci aveva spaventato; Il suo assalto alla dirigenza emiliano-romagnola, i numeri mai visti prima da queste parti, le difficoltà dei democratici alle prese con l’ennesima scissione, la possibilità, per la prima volta nella storia, di perdere qualcosa che appartiene alla storia e al DNA della sinistra italiana ci avevano bloccato e riempito di pessimismo le nostre conversazioni che ormai corrono nelle chat di gruppo su whatsapp.

Ma si sa le elezioni, come tutte le competizioni, vivono anche di aspetti psicologici che non vanno sottovalutati. Salvini ci aveva spaventato; Il suo assalto alla dirigenza emiliano-romagnola, i numeri mai visti prima da queste parti, le difficoltà dei democratici alle prese con l’ennesima scissione, la possibilità, per la prima volta nella storia, di perdere qualcosa che appartiene alla storia e al DNA della sinistra italiana ci avevano bloccato e riempito di pessimismo le nostre conversazioni che ormai corrono nelle chat di gruppo su whatsapp.

A sbloccarci, come spesso è accaduto nella storia dei riformisti, una piazza, una piazza piena di gente qualunque. Quella Piazza Maggiore, cuore di Bologna, dove sono comparse per la prima volta le ormai famose sardine, un movimento nato in maniera spontanea, che si è diffuso sulla rete e con il troppo presto accantonato volantinaggio. La sera del 15 novembre abbiamo visto che l’alternativa a Salvini c’è, che c’è “La Bestia” è vero, il cui nome è una traduzione di quello coniato da Barack Obama, il primo politico ad usare le reti social per fini elettorali, c’è il bunker, il quartier generale della comunicazione salviniana a due passi dal Viminale, come c’era la war room nella downtown di Chicago coordinata da Jim Messina, ma fuori dalle bolle dei social network c’è una partita tutta da giocare.

Quella piazza, quelle venute dopo e quelle che verranno hanno dimostrato che c’è un’alternativa a restare chiusi in casa quando viene la sera, per citare il principe della canzone italiana, che anche se la sinistra è cambiata così come è cambiato quello che era il popolo della sinistra c’è ancora uno spazio, anche fisico, da occupare.

Le sardine hanno ridato entusiasmo ad un ambiente, quello del Partito Democratico emiliano-romagnolo, depresso, ma attenzione a non guardare alle sardine e vederci una proposta politica invece che una richiesta, replicando lo stesso errore fatto con i girotondi nei primi anni duemila. Sta alla politica affrontare i temi che riguardano le prospettive, il futuro, il lavoro, la formazione scolastica, la famiglia.

Come diceva il buon Walt Disney: “L’unico modo per iniziare a fare qualcosa è smettere di parlare e iniziare a fare”.

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