Elisabetta Favale
E(li's)books
21 Novembre Nov 2019 1456 21 novembre 2019

Nessuno è come qualcun altro di Amy Hempel

Amy Hempel Nessuno È Come Qualcun Altro

Nella prossima vita, se rinasco scrittrice, voglio avere il talento di Amy Hempel.

Nessuno è come qualcun altro pubblicato da SEM Libri e tradotto come sempre da Silvia Pareschi.

Il libro

Il nuovo e attesissimo libro di Amy Hempel, una delle voci più celebri e originali della narrativa di oggi, si apre con un proverbio arabo: "Quando il pericolo si avvicina, cantagli una canzone". Queste quindici storie raffinate rivelano la parte più umana e vivace della leggendaria scrittrice, che ci presenta figure solitarie e alla deriva in cerca di una connessione. Le loro brevi vicende affrontano le nostre paure e i nostri desideri, costringendoci a compatirli. I personaggi di Amy Hempel, immediatamente vividi e memorabili, hanno cuori danneggiati e sono perseguitati dal dolore. Lottano per perdonare se stessi e gli altri. Ne La chicane l'incontro di una donna con un attore francese suscita un diluvio di ricordi legati a una zia suicida, incapace di trovare stabilità in amore e nella vita. In Un rifugio con tutti i servizi una volontaria di un ricovero per cani si prende cura con devozione degli animali da sopprimere. In Greed una moglie respinta esamina la relazione di suo marito con una donna affascinante e anziana. E in Cloudland, la storia più lunga della raccolta, una donna rimugina sulla scelta fatta da adolescente di rinunciare al suo bambino. Seducenti e inquietanti, tenere e cupamente divertenti, queste storie sono piene di rivelazioni inattese, narrate con lo stile singolare e inimitabile di Amy Hempel.

La mia lettura

E i bambini tra i rami del melo

Ignorati, perché non cercati...

T.S. Eliot, Quattro quartetti

Questa citazione la troviamo all’inizio del racconto Cloudland. Cito la nota del libro che spiega il significato della parola Cloudland:

Cloudland sta per “Terra delle nuvole”. [N.d.T.] Cloudland è un quadro di Gloria Vanderbilt. Il racconto Cloudland deve molto al saggio Butterbox Babies: Baby Sales, Baby Deaths, the Scandalous Story of the Ideal Maternity Home, della giornalista canadese Bette Cahill, che ha pubblicato quell’agghiacciante e complicata storia vera nel 1992 e, in una versione aggiornata con nuove rivelazioni, nel 2007.”

Nessuno è come qualcun altro Amy Hempel lo ha dedicato A Gloria Vanderbilt Cooper.

Premesso ciò voglio raccontare un piccolo aneddoto che riguarda la citazione di T.S. Eliot. Diversi mesi fa la traduttrice Silvia Pareschi scrisse su Twitter questi versi in inglese dicendo che era alle prese con la traduzione decisamente difficile, io le risposi anche, ero andata a cercare nella mia copia di Quattro quartetti per vedere come era stata tradotta … non sapevo cosa stesse traducendo, so che è una cosa sciocca ma quando leggendo mi sono trovata davanti i versi l’ho trovato bello perché ho sentito, di aver assistito ad un microscopico pezzetto del lavoro che ha portato oggi in libreria questo bellissimo libro.

Segnalo Cloudland in particolare perché è quello più “corposo”. I racconti di Nessuno è come qualcun altro sono in realtà brevissimi, alcuni mezza pagina, una sorta di flash fiction ridotta all’essenziale ma del minimalismo di Amy Hempel ho già parlato quando ho recensito Ragioni per vivere.

Gli argomenti trattati sono di vita quotidiana, presumibilmente molte cose la stessa autrice le ha vissute da vicino, è a questo che ci ha abituati no?

Allora si parla di uragani, di assicurazioni sanitarie, di famiglia, di animali e del rapporto che i padroni hanno con loro, delle incertezze della vita, dei “ricominciare”.

Cloudland, dicevo, è il racconto più lungo, un piccolo romanzo dove la prosa della scrittrice è così “densa” che il lettore ha l’impressione di dover “tirare fuori” le cose dai personaggi, nel senso che i “non detto” sono tali e tanti che non ci rimane che lavorare per deduzioni.

Quanto è facile però comprendere il senso di perdita, l’amore, il desiderio, lo smarrimento? Quante parole servono per capire fino in fondo? Poche dico io.

“Evocare luoghi era una cosa innocua; c’era sempre la possibilità di tornare a una spiaggia incantata. Meno innocuo era richiamare alla mente una persona irraggiungibile, che non avrebbe gradito essere raggiunta, e così mettere in moto l’orrore della nostalgia. Quale delle due parole suona peggio: “nostalgia” o “desiderio”? Le usavo in modo intercambiabile per descrivere ciò che provavo, e l’ho provato per molto tempo. Ma fantasticare su un’altra persona è diverso; è una specie di talento concettuale.”

Cloudland è una storia di rimpianti, di dolore stratificato che riemerge improvvisamente nella rievocazione di un episodio della vita della protagonista, un episodio penoso che si infiltra nel già precario equilibrio mettendo in discussione la possibilità di un nuovo inizio.

Tormentato il tono di molte storie, provocatorio e persino divertente quello di altre, Hempel ci fa viaggiare tra New York (molti racconti sono ambientati lì) e la Florida, il più caustico e irresistibile in assoluto perché strappa davvero diversi sorrisi è Greed.

“La signora Greed era sposata da quarant’anni, suo marito il cornuto del secolo. Un uomo bruttino dal patrimonio ragguardevole, che l’accompagnava a fare commissioni nel quartiere. La signora Greed si faceva un punto d’onore di affermare che non lo avrebbe mai lasciato. Poco importava se il suo affetto per lui era superato dall’attaccamento ad altri. Tra cui, per esempio, mio marito. […]Protetta dagli uomini, dai soldi e dalla sfrontatezza, la signora Greed era sempre riuscita a evitare ciò che si meritava. Aveva quel genere di gaiezza per cui gli uomini non pensavano che se la facesse con tutti, bensì che avesse joie de vivre; la consideravano una libertina, non una puttana.”

Non credo di esagerare quando dico che lo stile di Amy Hempel nel modo in cui apre e chiude una storia in poche battute sfiora la perfezione, è capace di far succedere un fatto, svilupparlo e concluderlo lasciando il lettore senza parole e lo fa anche in mezza pagina, una lettura “one sitting” che può essere “goduta” di getto e interpretata a piacimento perché è come se Amy Hempel ci scrivesse un biglietto con dei pensieri estemporanei e ognuno di noi può formulare in testa una risposta …

Ragioni per vivere mi era piaciuto molto, Nessuno è come qualcun altro mi è piaciuto moltissimo.

Hempel, Amy - Nessuno è come qualcun altro

In libreria: 21 novembre 2019 Prezzo: 17,00€ 156 pg

 Iscriviti alla newsletter

Vuoi essere sempre aggiornato? Iscriviti alla newsletter de Linkiesta.it .

Quando invii il modulo, controlla la tua inbox per confermare l'iscrizione

 Seguici su Facebook