Maurizio Sgroi
il Cronicario di Crusoe
26 Novembre Nov 2019 1425 26 novembre 2019

L’auto aziendale non si tocca, meglio quella privata

Macchina Vecchia

Proverbio del 26 novembre E’ sciocco innestare un bambù su un ciliegio

Numero del giorno: 5.800.000.000 Spesa annua per l’informatica nella PA italiana

Avere un governo che riconosce di aver fatto una minchiata – quella sulle auto aziendali nella fattispecie – è eroico abbastanza da meritare il plauso del vostro cacciatore – nonché propalatore – di minchiate qui presente. Sicché applaudiamo al nostro Primo Minestra che oggi, invitato all’Aci, ha ammesso che “sulle auto aziendali dobbiamo fare ammenda: con umiltà ci siamo messi al lavoro per rimodulare la misura fino a svuotarne l’effetto negativo che potrebbe avere sul sistema produttivo”.

Nell’attesa di scoprire che tipo di pratica paragnosta metterà in campo il governo per “svuotare l’effetto negativo”, possiamo immaginarne l’esito finale: gli automobilisti aziendali torneranno a sorridere.

Mi rimane il dubbio che piangeranno gli automobilisti casalinghi, quelli che l’auto se la comprano. E d’improvviso mi risuona la voce dell’uomo dal monte, stavolta in diretta dall’Aci, che nel suo solito studio comparato che fotografa i buoni e i cattivi nota assai contrariato come quasi 14 milioni di auto italiane siano ante euro 4 (il 35% del parco circolante) e che gli autobus Diesel Euro 3 rappresentano il 60% del parco autobus nazionale. “Una pianificazione eco-razionale della mobilità deve, quindi, prevedere investimenti per l’eliminazione o la sostituzione con usato recente”, dice il saggio.

Al Primo Minestra, uomo notoriamente sagace, non sfugge l’invito. E poiché è anche uomo di mondo (convenienza) ha già pronta la risposta. “Raccolgo l’invito a valutare la proposta del rinnovo del parco auto”, dice. Un obiettivo “compatibile con una scelta eco-razionale per prendere consapevolezza del fatto che in Italia abbiamo il parco auto più vecchio d’Europa”. Ma attenzione: “Non sarà rinnovato necessariamente attraverso meccanismi incentivanti”.

E allora come si fa a far cambiar l’auto senza dare incentivi all’automobilista casalingo dovendo pur depurare la negatività dalla norma sulle auto aziendali?

Fuochino…

A domani.

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