Elena Inversetti
Inversamente
2 Dicembre Dic 2019 1140 02 dicembre 2019

Proposta tecno-educativa: la app che ci spiega le parolacce

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Sembra che non sia più tempo di "spiegazioni" né di "ascolto". In ogni ambito.
Però, se hai dei figli e lavori nella "comunicazione", non puoi arrenderti all'apparente abdicazione del significato.
Un estremo tentativo di allenamento del cervello alla comprensione del mondo e degli altri va pur fatto.

Quindi, in questo tempo digitale, in cui il flusso algoritmico in cui siamo immersi, più o meno consapevolmente, ci distraiamo sempre di più, ho pensato ... chiediamo aiuto proprio alla tecnologia per tornare a comprendere il senso delle cose.

In questo contro-flusso ho perciò pensato di partire dalle e con le parolacce. Mezzo linguistico sempre più diffuso. Trasversale le generazioni e le occasioni.

Perché le usiamo così tanto? Perché ci servono così tanto?

Il turpiloquio è forse allegato mezzo comunicativo efficace a disposizione degli analfabeti della parola? Oppure si tratta dell'ultimo baluardo della lingua a cui fa appello chi è costretto a vivere in un mondo di analfabeti?

I giovani che “hanno tutta la vita davanti” possono scegliere di non diventare analfabeti e di considerare i mezzi cognitivi e linguistici per optare al turpiloquio creativo, come alternativa parodistica e provocatoria, in-vece del turpiloquio meramente triviale?

Propongo dunque ai giovani smanettoni, nerd, digital addicted, sviluppatori, startupper ... di inventare un'app che, invece di geolocalizzare la nostra persona e di algoritmizzare i nostri acquisti online, si sintonizzi h24 sulla frequenza del nostro turpiloquio .

Ogni volta che ci scappa un vaffa e co l'app si accende e la voce della persona che più stimola il mondo o che più ci mette in soggezione oppure verso la quale nutriamo una certa riverenza racconta il significato del gergo usato. Fa insomma l'etimologia della parola e magari informa pure in merito alla sua storia. Infatti il turpiloquio vanta una lunga e conclamata tradizione di uso letterario e cinematografico. Pure le arti visive si avvalgono di immagini e icone dagli espliciti rimandi triviali.

Ma senza addentrarci in questioni di poetica, una volta sviscerato il significato più recondito della parolaccia, ecco quale app ci suggerisce nomi o alternativa alla Pippi Calzelunghe.

Ho fatto un test e sto cercando proposte, soprattutto divertenti. Tutto QUI

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