Francesco Carini
Homo sum
2 Gennaio Gen 2020 1235 02 gennaio 2020

"Joker" resterà un simbolo e la diseguaglianza ne è uno fra i motivi principali

My Card The Joker

di Francesco Carini - Homo Sum

Joker: «Cosa ottieni se metti insieme un malato di mente solitario, che la società abbandona e lo tratta come immondizia, te lo dico io cosa ottieni: ottieni quel cazzo che ti meriti».
(Arthur Fleck in Joker, di Todd Philips, 2019)

Il cattivo ha sempre destato fascino, un pò perché rivela il lato inconscio di ognuno di noi, dall’altro lato perché, come spesso accade con i criminali, il male è determinato dalle azioni della società bene, in cui poveri e diseredati rappresentano un possibile normale risultato per cui non ha colpa nessuno, una controindicazione di uno sviluppo economico che comporta scarti e diseguaglianze, le quali, a partire dall’infanzia, si ripercuoteranno per tutta la vita creando spaccature fra chi ha e chi non ha, traducibile nella nostra realtà (in cui il denaro può comprare l’essenza) con: fra chi è e chi non è. E proprio in quest’ambiente si sviluppano i miti del gangster e del bandito, trattato in modo straordinario da autori quali Robert Warshow e storici del calibro di Eric J. Hobsbawm. Ma ci sono altri tipi di criminali, che hanno in comune con alcuni banditi e gangster (che tratterò a breve più approfonditamente in un altro spazio) alcuni tratti, come il fatto di essere personalità borderline nati in ristrettezze e difficoltà che non di rado, chi giudica e amministra neanche immagina, e Joker è uno di questi.

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