Alessandro Sannini
La nota
20 Gennaio Gen 2020 1026 20 gennaio 2020

Milano, Una entusiasmante esperienza di Roméo et Juliette alla Scala

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Faccio una digressione artistica e di gusto del lunedì mattina accanto ai soliti argomenti tra Economia, Finanza e Space Economy sulla bella esperienza di visione di Roméo et Juliette alla Scala nel turno di Sabato un vero e proprio ‘drame lyrique’, responsabile della rivoluzione estetica dell’opera francese nella seconda metà dell’Ottocento. Dunque un ‘drame lyrique’, un tipo d’opera che – come scrive Emilio Sala – “se da una parte tradisce (ma a volte anche esibisce) l’influenza del modello wagneriano, dall’altra contiene numerose e francesissime modalità di reazione ad esso. Come il rifiuto degli effetti plateali e della grandiosità, la ricerca di un dramma il più possibile interiorizzato e la scoperta di un canto tipicamente francese. Acclamatissimo Vittorio Grigolo che viene indicato come il miglior tenore in attività a livello internazionale. L’allestimento di Bartlett Sher, tradizionale nella scenografia e moderno nel lavoro sulla recitazione, è già stato apprezzato alla Scala nel 2011 è molto vicino forse alla fotografia e agli stilemi di comunicazione della moderna industria cinematografica per dirla banalmente in 4K ed un pò HDR. Pubblico variegato Sabato Sera, qualche volto noto della Milano delle professioni, un bel pò di stranieri, qualcuno con outfit con colorazioni improbabili, ma sopratutto molti russi in prima fila.

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