Edoardo Varini
Due o tre cose che so del mondo
21 Gennaio Gen 2020 1708 21 gennaio 2020

Kristalina e l'italica crescita fiacca. Ma fiacca...

Georgieva

La nuova direttrice operativa del Fondo Monetario Internazionale, insomma, la numero uno, si chiama Kristalina Georgieva, ed è un’economista bulgara di 67 anni.

Di certo meno glamour di chi l’ha preceduta, la parigina di tre anni più giovane Christine Madeleine Odette Lagarde, è stata Commissario europeo per il bilancio e le risorse umane nella Commissione Juncker, nel 2010. Questo per dire che non è una sprovveduta.

Il messaggio, a noi italiani, giunge chiaro: economicamente parlando il prossimo biennio mondiale sarà debole, ma il prossimo biennio italiano sarà tragico. Possiamo certo anche dirlo in maniera più forbita, come Kristalina ha fatto, ma il senso resta quello.

«Si vedono i primi segni di stabilizzazione, sebbene su un livello basso», dice la Georgieva, «ma la crescita mondiale rimane ancora fiacca e non ci sono chiare indicazioni di una svolta». Ma per il nostro Paese è peggio: «La crescita è molto modesta, il debito è alto e la produttività bassa, inferiore a quella degli altri Paesi».

Per dirla in cifre: il Pil mondiale salirà del 3,3%, quello italiano dello 0,2, che è poi come dire che non salirà.

E la ricetta per farci salire è sempre la stessa: «Ridurre il debito pubblico e favorire la crescita».

Ora, al di là della cronica mancanza del volano delle opere pubbliche e degli sprechi che sarebbe poco elettoralistico ridurre, lo vogliamo dire che la crescita deve essere anche demografica, e che la crescita demografica è quanto di più improbabile possa verificarsi nel nostro Paese? Siamo l’unico Paese europeo ad avere questo problema.

Dal 2001 al 2014 la popolazione italiana era aumentata di 3,8 milioni di persone, mentre negli ultimi 4 anni è diminuita di 300mila unità.

Sempre nell’ultimo quadriennio la popolazione tedesca è aumentata di 2 milioni di persone e la francese di 760.000.

E infine la favoletta che si vince con l’export: non è vero. Si vince con i consumi interni, ed in particolare con i consumi delle famiglie e con gli investimenti tecnici.

Magari poi non si riesce a fare quel che si dovrebbe ma che almeno lo si sappia e lo si tenti.

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