Elisabetta Favale
E(li's)books
10 Febbraio Feb 2020 1707 10 febbraio 2020

L’ultima intervista di Eshkol Nevo

Nevo

Il libro

«Un tempo mi alzavo felice e oggi mi alzo triste. Non sono certo di sapere il perché»

Cosí comincia questo struggente e, insieme, feroce romanzo in cui, sotto l’occasionale forma di un’intervista a un sito internet, uno scrittore provvede a mettere a nudo il suo cuore. Le risposte, che si susseguono come «fuochi d’artificio», non risparmiano nulla: passioni, amori, inimicizie, tradimenti, la stessa apparente vanità dell’esercizio della scrittura, magnifica via di fuga quando la vita imbocca sentieri troppo stretti, ma futile scappatoia quando la vita arranca miseramente per la via, e la donna amata non trova piú in te la felicità, la figlia abbandona casa, l’amico si ammala. Non c’è scrittore, è noto, che non menta nelle interviste, che non risponda, appunto, da scrittore, in maniera calcolata, cauta, misurata. Un’ipocrita precauzione che non alimenta queste pagine, che non costituiscono per niente un educato diario intimo. Sono pagine in cui irrompe la verità nuda e cruda, divertente, triste, scandalosa, politicamente scorretta, una verità cosí vera da aprire non soltanto le porte alle stanze nascoste di una vita, ma da mostrare persino come al suo centro si insedi spesso la piú spudorata menzogna. Dai quesiti piú banali: Cosa la spinge a scrivere?, Come descriverebbe la sua giornata lavorativa? a domande di carattere piú intimo: Che tipo di bambino era? fino ad arrivare agli interrogativi temuti da ogni fragile anima: Quand’è stata l’ultima volta che le si è spezzato il cuore? lo scrittore danza, con le sue risposte, sul proprio abisso personale, su quella voragine che costituisce la zona d’ombra di ogni singola esistenza.

La mia lettura

Ho amato il Nevo de La simmetria dei desideri e di Tre piani, devo ancora leggere Nostalgia e Soli e perduti, mi metterò in pari però perché è uno di quegli autori che mi piace approfondire, di cui voglio leggere tutti i libri!

L’ultima intervista non è un romanzo ma è esattamente quel che dice il titolo, una lunga intervista le cui domande, più o meno semplici, più o meno banali, sono il giusto spunto per l’autore che riesce a raccontarsi e lo fa divenendo egli stesso personaggio.

“Ho fatto alcune scelte fondamentali: matrimonio. Figli. Un mutuo. La vita ha imboccato un sentiero troppo stretto, e la scrittura era l’unica cosa che mi permetteva di spaziare”.

Mi sono sentita, confesso, come se stessi leggendo il diario segreto di qualcuno, i sentimenti che lo scrittore “espone” in queste pagine sono i più intimi, la scrittura è dichiaratamente medicina per salvarsi da se stesso, dal desiderio di lasciarsi andare:

“Dal di fuori non si vede, ma io lo so che sto affondando”.

La paura della malattia e della perdita di Ari, il suo amico, la loro squadra del cuore l’Hapoel Gerusalemme, la figlia che va all’università in mezzo al deserto, la mancanza ma anche le confidenze sulla sua scrittura:

“ La verità è che nei miei romanzi ci sono, sempre stati frammenti di autobiografia, che generalmente affido ai personaggi femminili”.

Mi piace immaginarlo nello studio di campagna che aveva affittato solo recentemente, in un “moshav”, una sorta di fattoria, insediamento agricolo, che ha il nome del poeta Haim Nachman Bialik e che si è rivelato semplice fonte di distrazione! E mi piacerebbe essere la sua lettrice tipo, quella che guarda alla sua scrittura con entusiasmo e senza falsa indulgenza.

Una domanda dietro l’altra ed ecco che si compone il ritratto di un uomo disorientato dai fatti della vita, c’è nostalgia in ogni risposta, in ogni racconto che ne segue:

“Una conversazione intima con una persona a noi cara per me è uno dei due massimi piaceri che la vita ci regala.”

Ho scoperto anche che ha scritto un racconto che poi non ha pubblicato: La fotografia di Ma’Ayan ed eccolo qui, il racconto!

Infine, la Linea Verde, i lettori dell’insediamento Ma’ale Meir, Iris la bibliotecaria:

“Se nei miei libri cerco di negare che esista una sola verità, di scalzare i narratori che si considerano onniscienti, come potrei rifiutare l’opportunità di conoscere persone che pensano e vivono in modo tanto diverso dal mio?”

Eshkol Nevo padre, marito, amico, uomo, scrittore, arrivati in fondo a l’ultima intervista avrete l’impressione di conoscerlo e non starete più di tanto a domandarvi cosa è vero, cosa non lo è, se è Nevo uomo o Nevo personaggio a raccontare tutto questo.

L’ultima intervista - Eshkol Nevo – Neri Pozza – (Traduzione di Raffaella Scardi) Pp. 413 € 15,30 brossura

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