I tuoi figli ritorneranno entro i loro confini (Geremia, 31: 17)

Diario di un Oleh Hadash (nuovo immigrato) da Gerusalemme. Emigrare è una scelta difficile anche per chi non lo fa con l’acqua alla gola, costretto dalla fame e dalla miseria. È difficile anche per chi parte per una propria scelta di vita, decisa liberamente, con convinzione, senza costrizione. Emigrare in Israele è ancor più difficile perché questo, lo sappiamo, è un paese particolarmente impegnativo. Nato il 14 maggio 1948, dopo otto ore lo Stato di Israele viene attaccato dai cinque eserciti degli Stati che lo circondano, Libano, Siria , Iraq, Egitto e Transgiordania. L’esercito israeliano, contro ogni previsione, resiste all’attacco e, un anno dopo i paesi aggressori sono sconfitti. Sono passati più di sessant’anni da quei fatti, ma la pace sembra ancora molto lontana. Israele, paese con quasi otto milioni di abitanti è al centro di tensioni, aspettative, paure e speranze nelle quali si raccolgono non una ma tante, tantissime storie. 

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