Res Cogitans

Quasi quattrocento anni fa, il filosofo e matematico francese Renè Decartes usava l’espressione Res Cogitans per descrivere il pensiero immateriale, distinguendolo dalla materia fisica di cui è costituito il corpo e il mondo che ci circonda. Questo dualismo tra mente e materia visti come elementi di due diversi piani di realtà ha permeato secoli di cultura occidentale e tuttora informa tanto il linguaggio quanto il senso comune. Quattrocento anni dopo, il pensiero scientifico, sviluppatosi anche grazie alla filosofia cartesiana, è stato capace di gettare luce sui più fitti misteri della natura, dall’infinitamente piccolo delle particelle elementari fino all’infinitamente grande dei movimenti di intere galassie, ma rimane silente di fronte all’insondabile enigma della natura del res cogitans. Cos’è quel pensiero da cui Cartesio faceva discendere la sua stessa esistenza? Qual è il suo legame con la complessa struttura della gigantesca rete neurale dalla quale sembra avere origine? Quali sono le basi fisiche di fenomeni quali la percezione, la memoria, la coscienza? La moderna ricerca nel campo delle neuroscienze cerca di indagare queste questioni fondamentali a partire da un assunto molto semplice: la possibilità di capire i fenomeni della mente a partire dallo studio del cervello. In queste pagine proverò allora a raccontare alcune storie di questa titanica impresa scientifica, partendo dalla riflessione sulle ricerche più importanti, selezionate per le speranze che prospettano nella cura delle malattie del sistema nervoso, per gli spunti di riflessione che offrono sulla natura dell’uomo, per le loro implicazioni sociali, economiche e politiche. Cercherò di accostarmi al punto di vista del lettore senza particolari conoscenze scientifiche ma tuttavia curioso di arrivare a una comprensione non superficiale delle conoscenze umane sul rapporto tra la mente e il cervello. Proverò a trasmettere parte del fascino che l’idea di un’indagine scientifica sulla natura della propria identità più intima ha sempre esercitato su di me. Lo farò nella consapevolezza e nella speranza che il significato più profondo della scienza non sia solo quello di cambiare indirettamente la società, tramite il progredire della tecnologia o della medicina, ma sia anche e soprattutto quello di arricchire la descrizione del mondo in cui viviamo.  

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