E a Pontida si canta: «Scilipoti alè!»

E a Pontida si canta: «Scilipoti alè!»

Da lontano potrebbe sembrare una bomba a orologeria. Invece è una sveglia. «Manca un’ora», c’è scritto, «alla sveglia per Berlusconi». Il cartello è appeso proprio di fronte al «sacro pratone» da dove parlerà Bossi. Un Bossi che oggi ha anticipato: «Ci daranno tre ministeri al Nord. Berlusconi è d’accordo. Ma per la pace non basta». I militanti aspettano. L’Mgp (il Movimento giovani padani) ha organizzato il campeggio, come al solito, e tra le tende si aggirano i giornalisti per raccogliere impressioni. Ma la base è preparata. Tutti si aspettano tensione contro gli alleati di governo e allora fanno i goliardici, intonando uno dopo l’altro i cori più impensabili per questo consesso. Non «secessione, secessione!» ma il meno ritmico «federalismo solidale!». Non «Abbiamo un sogno nel cuore, bruciare il tricolore!», ma «Responsabili, responsabili. Scilipoti, Scilipoti!». E al posto di «Bossi, Bossi, Nord, Nord!», «Viva il Sud e viva Alfano alè, viva Alfano alè». 

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«Non solo non siamo razzisti, ma siamo aperti e solidali con tutti. Vogliamo la politica delle porte aperte. Gli extracomunitari li amiamo. Non vogliamo solo gli extraterresti». E iniziano: «Chi non salta un marziano è!». Poi il discorso passa sui rom… «Tutti a Milano! Venite tutti a Milano!».

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Poi la goliardia si fa prendere la mano. «Su, un coro per Che Guevara!». E parte: «Ernesto, Ernesto!». E Vendola? «Mica possiamo essere nemici di Vendola dopo che Bersani ci ha chiesto di lasciare Silvio». E intonano: «E Nichi è uno di noi, uno di noi!». Ma qui il gioco politicamente corretto si inceppa e presto la frase varia in «Nichi UNA di noi!».

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