Letterina ai ragazzi che tirano le uova a Moody’s

Letterina ai ragazzi che tirano le uova a Moody’s

Stamattina li ho sentiti passare sotto casa. Era presto, stavo sistemando l’apertura del giornale, raccogliendo le idee per la giornata, e pubblicando un’infografica proprio sulla scuola. E ho sentito le grida di un corteo e un megafono che gracchiava: “Chiediamo cultura, ci danno polizia, questa è la loro democrazia!”.
Confesso, ho una certa simpatia per gli adolescenti che parlano di politica, più o meno qualunque cosa dicano. La politica mi appassiona, da sempre, più di ogni altra cosa, e vedere dei giovanissimi che la impugnano – con tutte le ingenuità del caso – mi piace sempre. Stamattina invece ho provato un certo fastidio, o forse solo un po’ di tristezza, per quel motto che sembrava resuscitato dal fondo di anni in cui, verosimilmente, i loro genitori avevano l’età che loro hanno oggi. Più tardi, nel loro corteo, i ragazzi sono arrivati dalle parti della sede di Moody’s e delle banche: per tirare le uova al grido di “speculatori!”.
Avendo fatto la somma di tutto, e pur pensando che la scuola italiana sia in decadenza, mi è venuto da pensare che – dopo tutto – un giorno di scuola in più, a questi ragazzi, avrebbe fatto davvero bene. Hanno naturalmente il diritto di sognare e di arrabbiarsi: ma sapendo perchè, contro chi, e per fare cosa.

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