La Lega abbandonerà il Sud della Padania al suo destino?

La Lega abbandonerà il Sud della Padania al suo destino?

Prima il Nord! E questo va bene, è sacrosanto. Ma quando i padani meridionali sono arrivati davanti al palco del raduno dei popoli padani di Venezia hanno avuto quasi un mancamento. Un viaggio in pullman dalle Marche, dall’Umbria, dall’Emilia e Romagna, da Siena o da Firenze intonando il Va’ pensiero, e poi… o che scherzi sono questi? O dove sono le nostre bandiere? Ci vogliono far grulli? Sul fondale pronto per i discorsi dei leader leghisti le insegne mancano, mancano proprio. E sì che di spazio ce n’era tanto, e ci hanno infilato pure il vessillo della Polonia, dell’Ucraina, della Slovenia, della Confederazione Elvetica e, secondo in basso a sinistra, del Fürstentum del Liechtenstein. A ingrandire un po’ l’immagine del palco, gli amanti di bandiere ne riconosceranno altre ancora:

Ma i poveri toscani, umbri, emiliani, romagnoli, marchigiani, abituati negli ultimi anni a essere vezzeggiati come avanguardisti geografici del leghismo più rampante, le loro di bandiere continuavano con occhi sperduti a ricercarle. Lì attorno alla scritta «Per l’Europa dei popoli» proprio non c’erano, e qualcuno provava a confortare la delusione con lo spirito: «Cioè, ma non siamo riusciti quasi a niente in ItaGlia, ora puntiamo addirittura all’Europa»?
La Padania, oltre ad avere il suo sole delle alpi federale, ha 13 bandiere nazionali (le ricopiamo qua sotto dal sito ufficiale della Lega Nord):

Rapido è il confronto, e il passaggio dal Ce l’ho duro a celomanca. Del tutto assenti dal palco: Toscana, Marche, Umbria, Emilia, Romagna e pure Valle d’Aosta. E la questione si complica ancora. Terza in alto a sinistra dietro l’oratore è la bandiera della Liguria. Ma non quella leghista, bensì quella ufficiale, e assai odiata, della Regione di Burlando. Non odiate, ma pur sempre confuse, le due di Veneto e Friuli Venezia Giulia. Anche in questi casi non fanno mostra di sé i vessilli padani ma i soltanto quasi-uguali gonfaloni regionali della Repubblica Italiana. Quest’ultimo fatto placa un po’ gli animi, sembra un sintomo più di confusione grafica che di volontà politica: «La Lega è più unita che mai», dirà il consigliere regionale umbro Gianluca Cirignoni, che aveva lanciato la polemica su Facebook, ma che getta subito acqua sul fuoco. In realtà, nelle regioni meridionali della Padania qualcuno teme il fuggi fuggi. I voti saranno pochini e qualche eletto potrebbe essere tentato di accasarsi altrove. La Toscana è commissariata dal mantovano Gianni Fava, e i veleni non mancano. E quel «Prima il Nord!» a non pochi del Centro Italia sembra un atto di esclusione nei confronti dei fratelli d’oltreappennino. La Lega Nord di Bossi non è riuscita a dividere l’Italia. Riuscirà ora quella di Maroni a spezzare in due la Padania?