La musica che ascoltiamo è sempre più alta

Dagli anni ’90 un aumento esponenziale

Una ricerca di The Echo Nest, società americana partita dal MIT Media Lab che si occupa di analisi della musica per gruppi come Spotify e MTV, ha messo a confronto il volume delle 5000 canzoni più popolari per ogni anno dal 1950 (315.000 canzoni in totale). E ha confermato un trend che da tempo viene percepito nel mondo musica: il volume delle canzoni si sta alzando.

L’analisi mostra che l’aumento è stato continuo, ma che è a partire dagli anni Novanta che è diventato davvero consistente: il volume della musica che ascoltiamo è cresciuto del 39% negli ultimi vent’anni.

Si potrebbe pensare che la popolarizzazione di generi musicali “potenti” come grunge e metal siano responsabili di questo aumento. Ma il fenomeno si muove in autonomia e ha piuttosto a che fare con il lavoro delle le case discografiche. Chi lavora nel settore la chiama loudness war, guerra del volume. L’obiettivo è far suonare le canzoni dei propri artisti come “più forti” rispetto a quelle degli artisti delle case discografiche concorrenti. Perché , almeno in apparenza, più il volume di una canzone è alto, meglio la canzone suona.

Ma c’è un problema. Che si parli di musicassette, vinili, CD o mp3, il volume di una canzone si può aumentare solo fino a un certo limite. C’è un tetto legato al supporto, fisico o digitale che sia, che non si può superare. E come si fa quindi ad aumentare il volume delle canzoni? Semplice: non è il volume massimo delle canzoni a essere aumentato tantissimo negli ultimi 20 anni, è il volume medio. Si è ridotta la differenza tra i suoni con un volume più alto e i suoni con un volume più basso all’interno delle canzoni.

I tecnici del suono dicono che si riduce la gamma dinamica. I suoni più bassi vengono alzati di volume ma, per via del tetto massimo, altrettanto non si può fare con i suoni alti. E così le canzoni suonano più forti ma più piatte. Da notate che il fenomeno non riguarda solo le nuove canzoni che vengono prodotte, ma anche le riedizioni di quelle vecchie.
La cosa è molto chiara nell’animazione qui sotto, che mette a confronto la versione del 1983 di Bollicine di Vasco Rossi con quella rimasterizzata e pubblicata nel 2003 nella raccolta Sarà migliore.

Twitter: @jacopocolo

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