Benvenuti a Tromaville

Benvenuti a Tromaville

Oggi compie 30 anni uno dei più grandi film di serie B mai fatti: The Toxic Avenger. E quest’anno compie 40 anni anche la Troma, la casa di produzione che l’ha girato e che dagli anni Settanta è diventata sinonimo di film così brutti che sono belli.

Fondata nel 1974 da Lloyd Kaufman e Michael Herz, la Torma ha nel suo catalogo film dai titoli come Redneck Zombies (Buzzurri zombie), Surf Nazis Must Die (I surfisti nazisti devono morire), Cannibal! The Musical (Cannibale! Il Musical) e, naturalmente, l’intera saga di Toxic Avenger, il vendicatore tossico. E questa è la sua storia.

Il cartello che dà il benvenuto a Tromaville, la città in cui sono ambientati tantissimi film Troma

Lloyd Kaufman s’innamorò tardi del cinema, a 24 anni, mentre studia a Yale. Il merito non è del corso di studi che stava seguendo — era iscritto a cultura cinese — ma dei suoi compagni di stanza che guardavano film a tutte le ore. Ci volle pochissimo, dice Kaufman, per innamorarsi dei film e di registi come Ernst Lubitsch, John Ford, Roberto Rossellini, Michelangelo Antonioni e Federico Fellini. E ci volle ancora meno per iniziare a prendere in mano la macchina da presa e provare a farne di propri.

Nel 1969, mentre è ancora a Yale, Kaufman gira già il suo primo film: The Girl Who Returned. E dimostra esattamente quanta passione ha per il cinema e quanta è pronto a mettercene. Nell’autobiografia, All I Need to Know about Filmmaking I Learned from the Toxic Avenger, Kaufman racconta che il film è stato girato con una videocamera Bolax che poteva filmare al massimo 40 secondi per volta e che non poteva registrare il sonoro, motivo per cui l’intero film è raccontato da una voce fuori campo che spiega cosa sta succedendo. The Girl Who Returned non è un bel film, ma è il primo di una lunghissima carriera e ha già parecchie delle caratteristiche che sarebbero diventate distintive dello stile Troma. Nessun rispetto per il buon gusto (il film è zeppo di scene con donne svestite che fanno esercizi), trame assurde (nel film esistono solo due stati, uno popolato solo da uomini e uno popolato solo da donne) e, soprattuto, un approccio completamente punk all’autoproduzione.

Uscito da Yale e dopo una serie di piccole esperienze nel mondo del cinema, insieme Michael Herz, uno degli attori che ha partecipato a The Girl Who Returned, Kaufman decide di mettersi in proprio e i due fondano una casa di produzione. Il modo in cui è stato scelto il nome della società spiega immediatamente l’atteggiamento dei due non solo nei confronti del cinema, ma del mondo. Quando si accorsero che tutti i nomi che suonavano bene erano già stati registrati presso lo stato di New York, cercarono «la parola che suonasse peggio mai pronunciata nella storia dell’umanità». Era il 1974 ed era appena nata la Troma.

I pilastri su cui si fonda la società di Kaufman e Herz sono l’autoproduzione e l’indipendenza. In una recente intervista al sito italiano Splattercontainer, Kaufman racconta di aver «scelto di fare film di serie B e film di exploitation perché volevo fare le cose a modo mio. La Troma è in grado di fare film in cui crediamo senza conformarsi a qualche formula e vendere fuori dai [circuiti dei] principali studios di Hollywood».

La Troma lo dimostra da subito questa sua grande forza, producendo film fuori dagli schemi e velocità sconvolgenti (alla fine, il conteggio raggiunge quasi 100 film prodotti, due film e mezzo all’anno dal 1974 a oggi). Iniziano con una valanga di commedie sexy con titoli come Squeeze Play!, Waitress!, Stuck on You! e «altri che finiscono col punto esclamativo». Un genere che, pur nato come produzione indipendente e irriverente, nel giro di pochissimi anni venne riassorbito da Hollywood che lo trasforma in successi commerciali come Animal House e Porky’s, entrambi film che alla Troma devono molto. A fianco di queste produzioni arrivano presto anche gli horror splatter, film pieni di violenza, sangue e — ovviamente — effetti speciali arrangiati alla bell’e meglio.

Il primo grosso successo della Troma è The Toxic Avenger. Un film su un nerd sfortunatissimo a cui dei bulli ne combinano di tutti i colori e che, dopo essere caduto nel classico barile di materiale radioattivo, diventa il mostruoso vendicatore tossico («il primo supereroe… del New Jersey», dice il poster del film), si prende una rivincita e diventa l’eroe della città. The Toxic Avenger è costato 500.000 dollari ed è finito per guadagnarne almeno il doppio, ha avuto tre seguiti con un quarto in lavorazione, ha ispirato un musical e, incredibilmente, dato vita anche a una serie di cartoni animati intitolata Toxic Crusaders, in cui il vendicatore tossico combatte l’inquinamento insieme ad altri tre amici radioattivi. Ma, sopratutto, è il film che ha definito l’immaginario della Troma.

La critica cinematografica Rebekah McKendry scrive nel libro Cinema Inferno: Celluloid Explosions from the Cultural Margins che da Toxic Avenger in poi, i film della Troma diventarono un genere tutto loro, fatto di tanti generi messi insieme: horror, fantascienza, commedia demenziale, action… E che il successo cult della casa di produzione deriva proprio da questo: l’essere perfettamente prevedibile nel continuare a riproporre gli stessi elementi in film sempre diversi. La migliore dimostrazione di tutto questo è Tromaville, la città in cui sono ambientati tantissimi film Troma. Una specie di universo cinematografico condiviso e governato da regole coerenti ma molto diverse dalle nostre. Sempre Rebeka McKendry scrive che: «la sessualità è normalizzata a Tromaville. Tutti sono molto arrapati, ed è normale. Il sangue spruzza come geyser, ed è normale. E anche l’umorismo grezzo è normale». E ogni volta che gli spettatori tornano a Tromaville sanno di ritrovare sempre le stesse esagerazioni, la stessa irriverenza, la stessa satira.

Un fotogramma da Class of Nuke ‘Em High, perfetto esempio dell’ironia Troma

Un altro aspetto fondamentale dei film Troma, garantito dalla totale indipendenza della casa di produzione, è l’approccio sociale. The Toxic Avenger è un brutto film su un nerd che diventa un brutto supereroe grazie a bruttissimi effetti speciali, ma è anche una feroce critica alla nostra società. Sempre nell’intervista a Splattercontanier, Kaufman dice di aver creato «The Toxic Avenger dopo aver letto un articolo su come i film horror non erano più commerciali, combinandolo con notizie in merito ai rifiuti tossici e disastri». Alla base del film Troma c’è sempre la realtà, i problemi del mondo e la voglia di usare il cinema per parlarne e, anche se in un mondo di assurda finzione che perde pezzi da tutte le parti, risolverli.

Negli scorsi anni, la Troma ha caricato online decine e decine di film completi e tutti i link sui titoli dei film nell’articolo qui sopra portano al video su YouTube. Sono alcuni tra i peggiori film mai girati. E proprio per questo sono bellissimi.