«Bocciare chi si comporta male a scuola non serve a niente»

La deputata Milena Santerini risponde a un blog de Linkiesta che la chiama in causa. «È giusto punire chi si comporta male a scuola, anche severamente. Ma far ripetere l’anno è inutile»

Cara Linkiesta,

Ringrazio un vostro blogger per aver dedicato attenzione alla mia proposta di rivedere la soluzione della bocciatura per chi si comporta male a scuola. Tuttavia vorrei fare alcune osservazioni, proprio perché il dibattito è utile e vorrei coinvolgere quante più persone preparate possibile.

Il web survey di Skuola.net dice che 2 studenti su 5 sono contrari all’abolizione della bocciatura. In teoria, sono sempre una minoranza, osservo. Ammettiamo però che la notizia sia che c’è una consistente minoranza che vuole comunque questa sanzione (per gli “altri”..).

Siamo sicuri che non stiamo confondendo bocciatura con “punizione”? o con “comportamento esigente da parte della scuola e degli insegnanti”? o con “giusta severità” verso chi bulleggia, vandalizza, offende etc..? perché su questi punti non c’è discussione, è la prima che metto in dubbio, non i secondi. Forse su questa differenza non si è fatta chiarezza.

Il problema è stabilire se il modo migliore di intervenire in questi casi sia BOCCIARE. Anzi tutto, si ferma una persona facendo ripetere lo studio di materie dove magari ha voti sufficienti o addirittura buoni. Cioè la punizione è incongrua: ti comporti male in condotta, ti sanziono sullo studio.

Inoltre si sposta il problema senza risolverlo. La persona difficile, o ribelle, o violenta si trova semplicemente a ripetere i comportamenti nella stessa classe. Perché evidentemente lo “spauracchio” della bocciatura non lo aveva fermato prima, difficile che senza un intervento che educativo cambi da solo.. a meno che non si pensi che per maturare basta far passare del tempo. Difficile, non avviene così, anzi i comportamenti problematici in genere si acuiscono.

Oppure la persona bocciata lascia la scuola (ottimo risultato per un’istituzione educativa… infatti, i dati ci dicono che in maggioranza chi è bocciato nel biennio se ne va, andando a ingrossare le fila dei drop out senza formazione e lavoro, i NEET, veri e propri ghost della società italiana, invisibili e senza futuro).

Questo dicono tutti i dati internazionali, anche a proposito delle bocciature per studio. Non servono, spostano solo il problema. La scuola va cambiata, deve diventare coinvolgente e interessante, e per i ragazzi problematici ci vuole un’attenzione in più, senza buonismi.

Qui è in gioco la responsabilità della scuola e degli adulti che non dovrebbero “scaricare” i problemi ma assumerli a partire da comportamenti problematici, stabilendo giuste sanzioni, anche più severe delle bocciature (dalle sanzioni economiche a quelle riparative verso le persone o i beni, dal servizio sociale obbligatorio che fa veramente maturare il rispetto verso gli altri etc.etc).

Se poi gli studenti intervistati chiedono di far maturare i compagni hanno ragione. Ma non è questo il modo in cui avviene. E non mi pare lungimirante che lo si chieda per non essere disturbati mentre si sta faticando… in pratica escludendo le mele marce mentre i bravi lavorano. Ho il sospetto che convenga a tutti risolvere le situazioni difficili, non nascondere la polvere sotto il tappeto. Ritengo che siamo tutti fortemente interessati a non far crescere giovani da un lato assenti o violenti, dall’altro individualisti e interessati solo a non essere disturbati.

Se invece i “bravi” chiedono GIUSTI interventi verso gli “altri” hanno ragione!

La scuola dovrebbe, e non è retorica, far crescere dei veri cittadini. Chiediamoci come farlo senza far finta che una bocciatura risolva i problemi. Siamo sicuri che quel disagio espresso da alcuni studenti non c’entri nulla con come si insegna a volte a scuola (naturalmente senza generalizzare) o con la spinta a concorrere senza dare gli strumenti per vincere? o non c’entri con il modello di adulti che devono fare i furbi, eludere la legge, non pagare le tasse, cavarsela senza fatica o impegno (sul sito ci sono anche consigli per come fare il maggior numero di assenze strategiche o per sfoderare le migliori scuse quando non si è preparati..)

Spero che Linkiesta dia spazio a questo commento, dato che il dibattito è aperto per assumerci tutti le nostre responsabilità.

saluti

Milena Santerini