ScoperteContro l’inquinamento ci potrà salvare solo la suberina

Gli scienziati stanno hackerando le piante per creare una nuova specie in grado di ridurre la presenza di anidride carbonica. Si risolverebbero due problemi: l’inquinamento e la produttività

Per ora non bastano: le piante sul pianeta non sono sufficienti per sequestrare abbastanza anidride carbonica e ripulire i cieli del mondo. Le soluzioni, allora, sono due: o se ne piantano di più (come sta facendo Linkiesta) oppure se ne inventano di nuove, in grado di immagazzinare più anidride carbonica. E questo è quello sta cercando di fare la professoressa Joanne Chory al Salk Institute di Studi Biologici, di San Diego, una delle strutture di ricerca biotecnologica più importanti del mondo.

L’idea è di concentrarsi sulla suberina, una sostanza alla base del sughero, che si trova nelle sue radici. È, per sua natura, in grado di assorbire CO2 senza decomporsi (processo che, alla sua conclusione, restituirebbe l’anidride carbonica nell’atmosfera). Il trucco immaginato dagli scienziati è di intervenire nel Dna della pianta e creare una pianta con un sistema di radici più grande, resistente ed esteso, in grado cioè di assorbire più anidride carbonica per pianta e trasportarla sottoterra. In altre parole, la “pianta ideale” per combattere il cambiamento climatico.

Certo, la questione – come spiega il Guardian – è importante: la modifica genetica, una volta messa a punto, sarebbe trasferita anche su altre piante, cioè quelle più coltivate al mondo: il riso, il mais, il frumento. Il nuovo sistema di radici arricchirebbe i terreni, permettendo di coltivare di più e di avere rese ancora maggiori: per sfamare una popolazione crescente.

Certo, avrebbe anche un certo effetto nella questione, non proprio di facile soluzione, dei brevetti e delle sementi consentite e non consentite, ma queste sono cose che non appartengono alla scienza, bensì al mercato e alla politica.

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