Cura ItaliaForza Italia vuole dare più soldi a tassisti e Ncc

Un contributo una tantum del 25% dell’ultimo fatturato, e senza alcuna soglia reddituale. A proporre l’emendamento è stato l’intero gruppo dei forzisti in Senato. Ma tanti nel settore prendono le distanze

Laurent EMMANUEL / AFP

Un contributo una tantum del 25% dell’ultimo fatturato, e senza alcuna soglia reddituale. Tra gli emendamenti presentati in Senato al decreto Cura Italia spunta l’aiuto in più per tassisti e conducenti Ncc. A firmarlo è stato l’intero gruppo di Forza Italia a Palazzo Madama, su proposta di Anitrav, l’Associazione nazionale imprese trasporto viaggiatori. Ma in tanti, nel comparto, prendono già le distanze. «Il calo medio del lavoro nel settore è del 90-100%, è vero. Ma con la crisi generalizzata in corso, chiedere il 25% anche per chi lavora nel settore del lusso con fatturati di oltre 100mila euro non ci sembra giusto», dice Francesco Artusa, coordinatore nazionale Ncc di Fai Trasporto Persone.

Taxi e società di noleggio con conducente rientrano nella lista dei servizi che possono continuare a operare, anche dopo il lockdown. Ma con gli spostamenti limitati, le città deserte e l’assenza di turisti, le corse si sono quasi azzerate. Gli unici movimenti, negli ultimi giorni, ci sono stati lungo i confini con la Francia e la Svizzera per riportare a casa gli italiani di ritorno atterrati a Nizza o Ginevra. Ma anche lì ora il flusso è quasi finito. E nelle società e cooperative si rischiano diversi posti di lavoro.

Il decreto Cura Italia all’articolo 89 ha stanziato 2 milioni di euro per l’acquisto delle paratie divisorie per separare il posto di guida ai sedili destinati ai clienti. E il comparto di taxi ed Ncc, come tutti, può accedere all’indennità da 600 euro prevista per gli autonomi o alla cassa integrazione allargata.

L’emendamento di Forza Italia, ora, prevede che venga riconosciuto in più «un contributo, una tantum e a fondo perduto, per l’anno in corso, pari al 25% del fatturato dichiarato nell’ultimo bilancio depositato dalle imprese di noleggio con conducente» o dell’ultima dichiarazione dei redditi presentata dal titolare della ditta individuale Ncc. Analogamente, lo stesso contributo del 25% viene richiesto per i tassisti.

L’emendamento, con molta probabilità, verrà respinto. Soprattutto in un momento in cui la coperta dei fondi a disposizione appare sempre troppo corta. Ma il tentativo di Forza Italia – commentano fonti informali – è anche un messaggio al comparto dei taxi in particolare, che è sempre stato un bacino elettorale sensibile. Con Maurizio Gasparri da sempre al fianco dei tassisti romani, dalle battaglie contro le liberalizzazioni alle proteste contro Uber.

Intanto, mentre si cerca di capire come e quando si potranno ricevere i primi bonus da 600 euro, c’è chi nelle associazioni di categoria prova ad aiutare gli iscritti che a fine mese si sono ritrovati senza incassi. La Fai ha erogato questa settimana un bonus da 500 euro alle 50 partite Iva iscritte con redditi più bassi. Mentre alcuni autisti sono dovuti ricorrere agli avvocati dopo che si sono visti scalare dal conto corrente le rate del leasing dell’auto, nonostante la sospensione imposta alle banche dal decreto Cura Italia.

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