Il patto segreto con PfizerA gennaio 1,7 milioni di dosi di vaccino all’Italia

Il retroscena raccontato da Repubblica e l’incontro tra il ministro Speranza e i vertici dell’azienda. I primi a essere vaccinati saranno medici e infermieri. Ieri la notizia dell’efficacia al 90% nella fase tre della sperimentazione

Foto Cecilia Fabiano / LaPresse

Il giorno dopo la notizia dell’efficacia del vaccino Pfizer-BioNTech sul 90% delle infezioni nella fase tre delle sperimentazioni, Repubblica racconta che già a fine ottobre il ministero della Salute italiano si sarebbe mosso per assicurarsi a gennaio 1,7 milioni di dosi in Italia.

L’incontro in videoconferenza sarebbe avvenuto il 29 ottobre scorso. Alcuni dei massimi rappresentanti della Pfizer si collegano in video-conferenza con Roberto Speranza. L’obiettivo è pianificare tempistica e dettagli logistici per avviare la vaccinazione anti Covid di 1,7 milioni di italiani già a partire dalla seconda metà di gennaio 2021.

La previsione, soprattutto dopo le notizie di ieri, è che l’Agenzia europea possa vagliare l’ultima fase della sperimentazione e approvare il farmaco tra la fine di dicembre e la prima metà di gennaio. Dal 20 gennaio, il governo partirebbe quindi con l’immunizzazione di tutti gli operatori sanitari e di buona parte degli ospiti delle Rsa. Mentre l’esercito collaborerà al trasporto dei materiali e alla pianificazione della logistica.

La tempistica del vaccino, con il virus che galoppa, diventa fondamentale. Ne discutono a lungo il ministro e i vertici della Pfizer. Il colosso farmaceutico spera di ottenere entro fine dicembre il semaforo verde dell’Ema. Più probabile, però, che l’ultima fase della sperimentazione rubi qualche settimana in più e si arrivi fino a metà gennaio. A quel punto, però, scatterebbe immediatamente il piano di vaccinazione, visto che la produzione è già iniziata.

Il contratto per la fornitura è europeo. Speranza, insieme al ministro tedesco della Salute, è intenzionato a chiudere il patto di distribuzione tra gli Stati membri entro venerdì. All’Italia spetterà quasi certamente il 13,5% del totale della prima tranche. Si tratta di 3,4 milioni di dosi. Trattandosi di un vaccino che ha bisogno di due somministrazioni, significa fornire una copertura a circa 1,7 milioni di persone.

L’organizzazione del piano vaccini è oggetto del lavoro della commissione riservata istituita al ministero. I problemi logistici, oggetto dell’incontro con il ministero, sono imponenti: dove e come conservare milioni di vaccini, come trasportarli in sicurezza, dove effettuare le punture? L’esercito si occuperà del trasporto, forse di allestire alcune delle strutture necessarie a somministrare il vaccino. E con molta probabilità sarà coinvolto anche il commissario straordinario Domenico Arcuri.

Con la curva epidemiologica che non si appiattisce e l’ipotesi di un lockdown generalizzato per tutta Italia nei prossimi giorni, il vaccino serve anche a questo: a indicare una luce in fondo al tunnel, a far eventualmente digerire al Paese anche alcune settimane di chiusura generalizzata. Tenendo a mente anche che se pure il vaccino AstraZeneca dovesse essere pronto entro gennaio, l’Italia potrebbe vaccinare subito un altro milione e mezzo di cittadini.

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