Parenti serpentiI quarant’anni della Lega tra i nostalgici del fondatore e i seguaci di Salvini

La contesa nel Carroccio ricorda quella tra gli orfani di Beppe Grillo e i sostenitori di Giuseppe Conte. Arduo stabilire cosa sia peggio tra quelli che si inginocchiavano davanti all’ampolla del Dio Po e quelli che si inginocchiano davanti a Putin, scrive Francesco Cundari nella newsletter “La Linea”. Arriva tutte le mattine dal lunedì al venerdì più o meno alle sette

Una bella foto di famiglia ritrae sui giornali di oggi Matteo Salvini che taglia la torta per i quarant’anni della Lega assieme ai ministri del suo partito, tra quello che intende difendere i valori cristiani vietando alle scuole di chiudere per il Ramadan e quello sposato con rito celtico. In perfetta coerenza, del resto, con la storia di un partito che è stato secessionista e nazionalista, liberista e statalista, neopagano e cattolico-tradizionalista.

Una storia che rende ancora più surreale il ricorrente dibattito sul tradimento delle origini, con la relativa polemica tra i nostalgici del fondatore e i seguaci dell’attuale segretario, così simile all’analoga contesa tra gli orfani di Beppe Grillo e i sostenitori di Giuseppe Conte nel Movimento 5 stelle. Arduo stabilire cosa sia peggio, in ogni caso, tra quelli che si inginocchiavano davanti all’ampolla del Dio Po e quelli che si inginocchiano davanti a Putin. Forse perché in realtà, come si diceva una volta, sono peggiori entrambi.

Questo è un estratto di “La Linea” la newsletter de Linkiesta curata da Francesco Cundari per orientarsi nel gran guazzabuglio della politica e della vita, tutte le mattine – dal lunedì al venerdì – alle sette. Più o meno. Qui per iscriversi.

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