Grane saraceneLunga ascesa e rapida caduta del Populismo Pugliese

La regione che fu la culla dell’asse Pd-M5s ora minaccia di diventarne la tomba, «ma forse mi sto facendo prendere dall’entusiasmo», scrive Francesco Cundari nella newsletter “La Linea”. Arriva tutte le mattine dal lunedì al venerdì più o meno alle sette

Ulivi pugliesi infestati dalla Xylella Fastidiosa - Wiki commons

Dall’Ilva alle trivelle, dalla Xylella al tap, dalla sistematica confusione di ruoli tra magistratura e politica al più puro clientelismo democristiano nascosto sotto vari strati di retorica rivoluzionaria, non c’è argomento di politica nazionale o locale su cui i fautori dell’alleanza tra Partito democratico e Movimento 5 stelle non abbiano trovato in Puglia la loro Regione guida. Terra di Michele Emiliano e Giuseppe Conte, ma politicamente anche di Massimo D’Alema e Domenico Arcuri, senza dimenticare, naturalmente, due illustri e versatili numeri due come Rocco Casalino e Francesco Boccia, la regione che è stata la culla dell’alleanza giallorossa minaccia ora di diventarne la tomba. Ma è possibile che mi stia facendo trascinare dall’entusiasmo. Di certo lo strappo consumato da Conte a poche ore dalla notizia dell’inchiesta per voto di scambio che ha portato alle dimissioni di un’assessora della giunta Emiliano non poteva essere più clamoroso. L’Avvocato del Popolo ha annunciato infatti il ritiro unilaterale dei grillini dalle primarie con cui avrebbero dovuto scegliere, assieme ai democratici, il prossimo candidato a sindaco di Bari (ma che peccato, per una volta che il partito di Elly Schlein si decideva a tirarle fuori dalla naftalina). Una decisione che segna forse la prima vera spaccatura nella Mecca del Populismo Pugliese.

La scelta di Conte è tanto più pesante perché assomiglia molto al colpo di grazia inflitto a un sistema, e a una lunga stagione politica, cominciata con l’elezione del magistrato Emiliano a sindaco di Bari, esattamente vent’anni fa, e poi con la sua ascesa alla Regione e agli onori della politica nazionale. Tra inchieste giudiziarie e attacchi anche piuttosto scomposti da parte del governo, con la minaccia di commissariare il Comune di Bari, e la reazione, non sempre composta, del sindaco Antonio Decaro, i passi falsi del centrosinistra sono stati sempre più numerosi. A cominciare dalle assurde confidenze di Emiliano sui suoi incontri (assieme a Decaro, che però ha smentito) con i famigliari di un boss. Il colpo alle spalle di Conte fa dunque tanto più male perché arriva adesso, nel primo e più serio momento di difficoltà attraversato dai democratici nella regione. Straziante, al riguardo, lo sfogo della segretaria del Pd, che secondo il Corriere della sera avrebbe detto ai suoi: «È veramente sleale. Umanamente e politicamente». Beata gioventù. Ancora più illuminante il virgolettato attribuito ai dirigenti del Pd, mediamente un po’ meno giovani e forse anche meno ingenui, riuniti nella sede di largo del Nazareno (sempre a proposito del loro ex «punto di riferimento fortissimo», s’intende): «Vuole la nostra resa e intende imporci il suo candidato, ma stavolta ha sbagliato i conti». Dove ovviamente il termine rivelatore, quasi un’involontaria confessione, è «stavolta».

Questo è un estratto di “La Linea” la newsletter de Linkiesta curata da Francesco Cundari per orientarsi nel gran guazzabuglio della politica e della vita, tutte le mattine – dal lunedì al venerdì – alle sette. Più o meno. Qui per iscriversi.

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