Camillo di Christian RoccaRE: NO SUBJECT di Christian Rocca & Luca Sofri

Caro Christian, come sai sono uno fedele. Le cose cambiano, i gusti si evolvono, le novità diventano vecchie, ma io un briciolo di affetto lo mantengo sempre: anche per Phil Collins. Così, ho ordinato su Amazon il nuovo romanzo di John Grisham e me lo sono letto. E allora diciamo che rimango affezionato alla mia prima lettura del Socio, e poi avevo vent’anni, e che consento all’autore una certa sapiente mano nel creare della suspence e della curiosità. Ma dopo il librino di natale e quello sul vecchio sud, ci mancava pure quello ambientato in Italia, alla che-dolce-e-pittoresco-paese-è-questo. Già quando il protagonista arriva a Treviso, e il narratore indugia per decine di pagine sugli anziani nei caffè che leggono i giornali e perdono tempo chiacchierando, sugli italiani che non sanno fare la fila e sul fatto che tutti si vestono eleganti, stavo per appisolarmi. Quando poi arriva a Bologna e ricomincia tutta la manfrina, con tanto di consigli gastronomici e candida meraviglia per gli usi locali, stavo per scrivere alla Mondadori per dir loro che questo potevano pure lasciarlo perdere. Chissà come faranno a tradurlo, poi, che per metà è la spiegazione di come si dice in italiano mushrooms, wine e tomato.

Caro Luca, mentre è a Bologna, Grisham chiede per caso che cosa sono i tortellini? Lascia stare quelli della Mondadori, please. Non azzeccano un libro buono da mesi, ma ad aprile dovrebbero far uscire un saggio fondamentale per capire l’America di oggi. Si intitola The Right Nation, che sta per la nazione di destra e che si crede nel giusto. E’ stato scritto da due giornalisti dell’Economist preparatissimi. In un primo momento Mondadori voleva tradurlo con “O con noi o contro di noi”, poi si sono convinti a lasciarlo in inglese. Non ho capito se dietro c’era il medesimo disegno criminoso ordito da quel genio che ha tradotto il film con Jim Carrey “Eternal Sunshine of the Spotless Mind” con “Se mi lasci ti cancello”, oppure il fatto che in Italia quelli che si credono nel giusto sono di sinistra.

Caro Christian, avranno le loro buone ragioni.

Caro Luca, il nuovo disco di Beck esce a fine mese ma circola su internet da un bel po’. Si intitola “Guero” ed è completamente diverso da quello acusticissimo di un paio di anni fa. C’è molto funk rock, parecchia elettronica e a un certo punto Beck prova a rappeggiare come Eminem. Non so mai se Beck somigli più ai Beatles o ai Rolling Stones. Comunque mi piace. In questi giorni però sento molto The Final Cut dei Pink Floyd con l’i-Pod. Parla di guerra, di Afghanistan, di Reagan e di Breznev e della Thatcher. Non condivido una parola di quanto dicono, ma la musica mi è sempre piaciuta. Mi sono accorto soltanto adesso che a un certo punto Roger Waters dice, in italiano, “scusi, dov’è il bar?”. Anzi lo dice due volte. Ho fatto una ricerca, pare sia un omaggio al padre che morì sulle spiagge di Anzio per liberarci dal nazi-fascismo. Non ci credo. Secondo me, semplicemente, avrà avuto le sue buone ragioni.

Caro Christian, grazie: quello “scusi dov’è il bar” al liceo ci aveva sempre incuriosito. Ti ricordi che poi, qualche anno fa, era nata una discussione su un’altra canzone dei Pink Floyd in cui loro avrebbero cantato le gesta di Rita Pavone? In realtà dicevano qualcos’altro, ma l’equivoco fonetico rimase. Io adesso ascolto molto James Blunt. È un cantautore inglese che mi ricorda un po’ David Gray e Damien Rice, che hanno fatto due dischi bellissimi e due gran botti commerciali negli ultimi anni (Rice è tornato di moda dopo che una sua canzone apriova “Closer”, il film deprimente di due mesi fa). Quello di Blunt non è così bello, ma potrebbe sfondare, e anche lui ha una storia strana: prima di buttarsi nella musica è stato anche nel contingente NATO in Kosovo. The times they are a-changing.

Caro Luca, ora che abbiamo cominciato a esportare la democrazia in medio oriente stiamo riuscendo anche in un compito più difficile: esportare l’iPod in casa di Bill Gates. Pare che al campus di Redmond, dove ha sede la Microsoft, 16 mila impiegati su 25 mila vadano in giro con le magiche cuffiette bianche. I manager della Microsoft sono incavolati neri e invitano a non usarlo. Gli iPoddisti sono trattati come traditori dell’azienda e costretti a nascondere l’apparecchio sotto sciarpe e cappelli. Ma Al-Billgates non vincerà.

Non si interrompe un’emozione, figuriamoci la Soncini!

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