Camillo di Christian RoccaMa di che stiamo parlando?

Al direttore – Ma di che stiamo parlando? Perché sprechiamo tempo e fatica? Si guardi intorno. Una inconsapevole collega del ben più coscienzioso Borghezio, giovedì sulla prima pagina di un giornale comunista, ha commentato la strage di trenta bambini iracheni in fila per le caramelle in un modo che non ci si può credere nemmeno a leggerlo e rileggerlo. Ho dovuto farlo tre volte. L’articolo della poveretta cominciava così: “I bambini di Baghdad usati dai marines come scudi…”. Non so se ha capito: “I bambini di Baghdad usati dai marines come scudi…”. Glielo ripeto: “I-bambini-di-Baghdad-usati-dai-marines-come-scudi…”. Nessuno ha protestato. Non si sono lette prese di distanza. Non c’è stato nessun intellettuale di quelli che si sentono moralmente superiori che ha fiatato. Niente. Nessuno ha detto che, forse, la poveretta comunista è andata un ciccinin oltre. E’ sabato, suvvia. Fa caldo e c’è da andare a Capalbio a parlar di rivoluzione.

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