Camillo di Christian RoccaArchivio blog – Agosto 2006

Raccolta mensile del blog


Arrivederci a settembre

8 agosto


Niall Ferguson sulla Lira

Lo storico inglese spiega ai lettori del Los Angeles Times i danni e i benefici che l’Euro ha creato agli italiani

8 agosto


Roma fa schifo, non è bellissima (anche se il gelato è più buono altrove)

Dibattito tra i conservatori John Derbyshire e John Podhoretz

8 agosto


Poca sharia/2

Trovato un accordo geniale e bizantino sulla (poca) legge islamica nella nuova Costituzione irachena

6 agosto


Oil for food, accuse di corruzione all’ex braccio destro di Annan

Anticipazione del rapporto Volcker di martedì. Benon Sevan un po’ nei guai.

6 agosto


Alcune bombe dei fascisti-islamici in Iraq sono iraniane

Lo dice oggi un articolo del New York Times

6 agosto


Insomma, aveva ragione Bolton

L’Iran manda a quel paese l’ennesima profferta europea
e spiega che non rinuncerà al nucleare. Ora se ne sono accorti
anche gli europei. Non ancora i giornali italiani. Scatta la regola dei
venti anni, cioè tra venti anni diranno che Bolton in fondo
aveva ragione.

6 agosto


Bye-bye, multiculturalismo

Blair decreta la fine del politicamente corretto sul fondamentalismo islamico

6 agosto


E’ agosto, tornano i classici

Oggi il teorico della superiorità antropologica
della razza di sinistra, Michele Serra, scrive che Zawahiri e Bush sono
uguali, solo che Bush è più ignorante e più
cattivo.

6 agosto


Non s’ha da fare

De Benedetti cede ai girotondisti del suo giro e non accetta l’investimento di Berlusconi. Oggi con lettera su Repubblica

6 agosto


“Ciao bello”

Qui Ricucci è considerato molto simpatico, specie per i suoi
sfottò al salotto buono della finanza e per le cose che dice in
quelle intercettazioni (alcuni passaggi sono fenomenali). Anche
nell’intervista di oggi al Corriere è molto simpatico. E molto
meglio di tutti quelli con la puzza sotto il naso che lo criticano.
Fazio a parte, la cosa più scandalosa di questa vicenda, al
solito, è il comportamento della magistratura che passa ai
giornali non solo le intercettazioni rilevanti, ma anche i messaggi
d’amore e di vita privata di Anna Falchi a Ricucci. E la stampa che si
sente moralmente superiore accetta di essere usata come buca delle
lettere. Siamo un paese ridicolo

6 agosto


Contro il logorio della vita moderna (ma in Giappone)

Cynar a parte, ecco uno spot pubblicitario di una medicina o di uno scotch anti stress da lavoro,

5 agosto


Un fiume di droga

Scienziati scoprono che nel Po scorre l’equivalente di 4 chili di cocaina al giorno.

5 agosto


In America altri 207 mila nuovi posti di lavoro (solo a luglio)

Paul Krugman non l’ha ancora perso.

5 agosto


Questo blog non si vende*

* per ora

5 agosto


Mas-si-mi-lia-no?!? Meglio Ugo

Avete
visto i giornali di oggi a proposito di Zawahiri? Titolano tutti sul
ritiro dall’Iraq e nessuno cita l’Afghanistan (che per Zawahiri non
è slegato dall’Iraq). Come sapete, ho sempre pensato che il
motivo della disinformazione spacciata dai nostri giornali fosse
ideologico, antiamericano, postcomunista, terzomondista. Spesso mi
è venuto il dubbio che all’ideologia antiamericana si coniugasse
una certa ignoranza e sciatteria della categoria. Ma oggi mi è
venuta l’illuminazione. Nei titoli mettono solo l’Iraq per un motivo
semplicissimo: la parola Afghanistan è troppo lunga e nei titoli
non ci sta.

5 agosto


Noi crociati, compreso Prodi

5 agosto


“Il Manifesto sbaglia negro”

Fenomenale
Libero: ha scoperto che il “negro” che il Manifesto aveva messo ieri in
prima pagina come un povero immigrato cui la destra cattiva non vuole
concedere diritti, è un italiano, ricco, istruito, ex
funzionario di Palazzo Chigi, ora all’Onu e di Forza Italia.

5 agosto


“E’ uno scontro tra ideologie: da una parte la libertà, dall’altra la dittatura”

Come al solito, con poche, semplici ma efficaci parole, George Bush ha spiegato meglio di chiunque di che cosa stiamo parlando.

5 agosto


Tocco e ritocco

Ieri
vi avevo detto dell’imbarazzante difesa che pareva quella dell’Inter di
Bruno Gravagnuolo sull’Unità. Oggi il benemerito Informazione
Corretta di Angelo Pezzana ripubblica il testo di Gravagnuolo e lo
devasta.

4 agosto


Ve lo meritate, Galeazzi

4 agosto


Ucciso in Iraq il blogger Steven Vincent

Ecco il suo ultimo articolo, di ieri

3 agosto


“Chissenefrega, Figo ne ha 50”

Quel
genio di Maurizio Crippa ha commentato così la formidabile
notizia apparsa oggi sulla prima pagina di Libero secondo cui Oba
Martins non avrebbe 20 anni, ma 27.

3 agosto


Un paese ridicolo (e una sinistra ancora peggio)


Mattia Feltri oggi descrive alla perfezione lo stato dell’Italia e
della sua sinistra. Il leader Prodi (il meno votabile di sempre) ha
chiesto di eliminare il Segreto di Stato. I deputati della sinistra si
sono accodati, via il segreto di Stato. Bagarre. Cossiga dà di
“cialtrone” a Prodi. segreto di Stato come “arbitro venduto”. Il
centrodestra replica: perché non l’avete tolto voi quando
eravate al governo? Già, perché? Perché il Segreto
di Stato non c’è più, è stato eliminato dai
codici. Le uniche parole sagge sono di Daria Bonfietti: “Non c’è
nessun segreto di Stato. E’ una cosa indegna, un alibi, una scusa per
parlare di queste cose una volta l’anno, prendere l’applauso e
chiuderla lì. Tanto vien comodo, no? Quelli di destra sono son
tutti porci, noi tutti buoni.. Sentirli (Prodi, Diliberto ecce, ndr) mi
ha fatto di nuovo cascare le braccia”
– L’Unità
pateticamente si arrampica sugli specchi per provare a coprire la
figuraccia a proposito dell’Onu, svelata ieri da Magdi Allam. Leggetevi
i pezzi di Gravagnuolo e Fontana, e ditemi se non c’è da
chiamare i vigili urbani.
– Il Manifesto, giornale comunista, dedica la sua pagina a tre a
un’intervista simpatetica al Papa del Terrorismo (come da articolo ieri
del Foglio, ripreso dal Weekly Standard), al Turabi.
– Tutta la questione Fazio ha dell’incredibile. E c’è chi sostiene che non debba dimettersi.
– Deve esserci un problema alla mensa del Palazzo di Giustizia
milanese, non è possibile che siano tutti così questi
magistrati. Sappiamo del caso Sofri. Sappiamo di Mani Pulite. Oggi, su
Libero, Giovanni Terzi (portagonista della Tangentopoli 2, ma poi
assolto) racconta di quando i magistrati regitrarono e trascrissero
dieci mesi di telefonate con la sua amante che ovviamente con il caso
non c’entrava niente. Ora c’è il caso delle telefonate sulla
storia bancaria, con la Clementina Forleo di nuovo sugli scudi.
Clementina Forleo è un giudice che considera i banchieri (che
non hanno commesso alcun reato) più pericolosi degli stragisti
in Iraq. Per Clementina Forleo erano resistenti e non terroristi.
Clementina Forleo è anche la stessa magistrato che si fece
avanti e mostrò il tesserino del lei non sa chi sono io, quando
i poliziotti milanesi arrestarono un sospetto a una fermata del tram.
Sono certo: ci deve essere un problema alla mensa.

3 agosto


“Alcuni amici del National Endowment for Democracy in Italia”

La Ned risponde, sul Corriere, alle farneticazioni di Gianni Minà, di cui un amico vi aveva parlato il 9 luglio.

3 agosto


Sulla notizia

Finalmente
Rep. ha commentato la notizia dell’accordo tra il suo padrone e il Cav.
E’ sceso in campo Ezio Mauro, con un editoriale mooolto difensivo.

3 agosto


Arriva un altro Goldwater

Don, nipote di Barry, si candida a governatore dell’Arizona

3 agosto


Correzione oggettivista

Ho
ricevuto tre gentili e informate e-mail da lettori a proposito di Ayn
Rand, che io ho definito anarco-capitalista. In realtà la
scrittrice russo-americana era oggettivista, vale a dire non voleva
abbattere lo Stato come Rothbard e gli anarco-capitalisti. Lo voleva
semplicemente “minimo”. Non era anarchica, ma era iper-capitalista come
dimostrano i suoi romanzi, quel dollaro portato a mo’ di ciondolo al
collo e uno dei suoi boys che da grande poi è diventato Alan
Greenspan. Come sempre accade quando si è quattro gatti, appena
ti giri un attimo i quattro gatti litigano e si dividono. Ma, insomma,
è giusto specificare e tante grazie.

2 agosto


Colpo di mano?/2

“The
most bitterly fought case of the Clinton years was the nomination of
Bill Lann Lee as Assistant Attorney General for Civil Rights. Mr. Lee
was given a hearing. But when it became clear that he would be defeated
on the floor of the Republican-controlled Senate, it was Democrats who
blocked a vote. In response, Mr. Clinton decided against a recess
appointment that would expire at the end of that Congress. Instead, he
named Mr. Lee as “acting” Assistant Attorney General, which allowed him
to serve until the end of Mr. Clinton’s term. Democratic Senator Robert
Byrd protested, and even Mr. Clinton admitted this wasn’t “entirely
constitutional.”

2 agosto


Le nazioni non sono unite

John Bolton lo sa, ecco perché è l’unica speranza di salvezza dell’Onu

2 agosto


Colpo di mano?

“President Bush has used the recess appointment 106 times in four years; Bill Clinton made 140 such appointment during his two terms”

2 agosto


Un killler (con tre elle) e la spazzatura della storia

Oggi
il giornale comunista Il Manifesto ha aperto la sua prima pagina con
una grande foto di John Bolton e un titolo: “Un killler all’Onu”. Non
so se avete capito: un killler (con tre elle) Per i comunisti, Bolton
è un “killler”. Un “killler” con tre elle, due erano troppo
poche. Non credo abbiano mai definito “killer”, neanche con due sole
elle, Osama Bin Laden o un qualsiasi fondamentalista islamico,
tantomeno i loro compagni-che-sbagliano, i loro
compagni-dell’album-di-famiglia, i loro
compagni-resistenti-stragisti-di-bambini, i loro dittatori-preferiti,
da Mao a Pol Pot, da Saddam a Milosevic, da Castro a chiunque torturi e
uccida in nome del popolo e del progresso socialista. Non credo abbiano
mai titolato “un killer all’Onu” quando al Zarqawi fece saltare in aria
il quartier generale dell’Onu a Baghdad. Non credo che questi comunisti
in cachemire se ne vergognino. Figuriamoci: non si vergognano nemmeno
di essere comunisti. Anzi ne sono orgogliosi. Venti anni fa, come
diceva Reagan, erano “la spazzatura della storia”. Ora sono solo
patetici.

2 agosto


Le grandi sconfitte di Camillo

L’articolo di Zucconi su Bolton è fantascientifico. Non mi riferisco
all’opinione di Zucconi sul nuovo ambasciatore Bolton (ciascuno ha la
sua), né alla coerenza di un ragionamento che da un lato dice
che l’Onu fa schifo e, dall’altro, accusa di ogni turpitudine chi
ripete le stesse cose. Mi riferisco alle notizie scombinate contenute
nell’articolo. Eccone alcune. Bolton è definito “non solo un
militante impeccabile e fervido di quella destra ideologica e
imperiosa” (e passi, qualunque cosa voglia dire), ma anche “il mazziere
antemarcia del neoconservatorismo”. Dopo le contumelie a Bolton,
Zucconi quindi gli contrappone “la formidabile e aggressiva
ambasciatrice di Reagan, Jean Kirkpatrick”, una brava altro che Bolton.
Bolton è un pazzo fanatico, la Kirkpatrick invece una
“formidabile”. Solo che Zucconi fa confusione: se c’è un
“mazziere antemarcia del neoconservatorismo”, be’ questa è la
Kirkpatrick (tra l’altro si chiama Jeane, non “Jean”), non Bolton.
Kirkpatrick è una delle fondatrici del movimento neocon, Bolton
invece è un conservatore tradizionale, ma soprattuto un fedele
esecutore delle linee dell’Amministrazione per cui lavora. Cioè
Zucconi ha distrutto e deriso le tesi folli dei neocon, facendo
contemporaneamente l’elogio di una dei boss neocon che all’Onu ha fatto
esattamente quello che farà Bolton. Un miracolo. Poi Zucconi
dice che “dai tempi dell’amministrazione Reagan” (tornata di nuovo
cattiva), Bolton si è assunto il ruolo di picconatore di accordi
internazionali e cita, tra gli altri, la Corte di giustizia
internazionale, che però risale ai tempi di Bush padre e di
Clinton. Ovviamente nessuna parola sul fatto che Bolton ha messo su la
più grande coalizione internazionale contro la proliferazione
nucleare, la Proliferation Security Initiative.
I lettori di Rep.
però sono fortunati: nelle pagine interne c’è un ottimo
(come al solito) articolo di Alberto Flores d’Arcais che spiega le cose
come stanno. PS
Zucconi scrive che Bush ha aggirato “a forza il verosimile no del
Senato”. Ma che dice? Ma di che parla? Ma come è possibile che
su un grande giornale nazionale siano pubblicate queste cose che non
stanno né in cielo né in terra: e non per errore (che
capita) ma solo per dimostrare una tesi preconcetta? E’ esattamente
l’opposto, ovviamente: quello del Senato è un verosimile
Sì. E’ questo, infatti, il motivo per cui i Democratici fanno
ostruzionismo, per evitare che la maggioranza pro Bolton confermi
Bolton. Se fosse verosimile il No, come scrive Zuccopycat, naturalmente
spingerebbero per il voto in aula.

2 agosto


Le grandi vittorie di Camillo

Oggi il Corriere ci ha risparmiato un articolo di Caretto su Bolton

2 agosto


L’ultima cosa ridicola del Nadagate

Bob
Novak spiega che il nome di Valerie Plame era bello e stampato sul
Who’s who. Ovviamente questo chiude la vicenda, perché anche se
nel libro non c’era scritto che la Plame era un’agente Cia è
evidente che se sei un agente coperto impegnato all’estero in missioni
segretissime non è carino che i cattivi sappiano che tuo marito
èun importante ambasciatore del Dipartimeno di Stato, no?

2 agosto


Titolo di Repubblica, cronaca di Napoli

2 agosto


Tiritirità

 Magdi Allam sul Corriere ha spiegato bene le falsità pubblicate ieri dalla Padania rossa

2 agosto


Una minchiata, “a termini di legge”

Oggi
Ennio Caretto, sul Corriere della Sera, è riuscito a scrivere
questa frase: “Rove è accusato di avere svelato ai media il nome
di una agente segreta della Cia sotto copertura, Valerie Plame, un
reato a termini di legge, per screditare la sua smentita che Saddam
possedesse l’atomica”. L’unica cosa corretta, a malapena, è il
nome di Valerie Plame. Tutto il resto è fiction, ed è
incredibile che il Corriere continui a pubblicare questa robaccia. Rove
non è accusato da nessuno, salvo che da Caretto (a meno che
Caretto non abbia uno scoop mondiale e parapsicologico che anticipa il
risultato dell’inchiesta di Fitzgerald). Rove ha saputo il nome della
Plame da chi ha scritto l’articolo che svelava il nome di Valerie
Plame, ovvero da Novak (basta informarsi scartando il Corriere). Fare
il nome della Plame non era reato, a termine di legge. La Plame non era
un agente coperto. Aveva un lavoro d’ufficio a Langley dal 1997. La
Plame non ha smentito che Saddam avesse l’atomica, anche perché
nessuno ha mai detto che Saddam avesse l’atomica. Caretto confonde
Plame con suo marito e “avere l’atomica” con “cercare l’uranio
arricchito”, cosa che il marito della Plame, tenendone all’oscuro
Caretto, ha confermato.

1 agosto


Che L’Unità sia la Padania rossa…

non
è certo una novità. Ma oggi ha tentato una manovra da
giocatori di tre carte che davvero non ci si può credere. Per
voler dare ragione a Prodi (e a Zarqawi) sull’occupazione
internazionale (sotto egida Onu) si è inventata una serie
incredibile di cose. Una per tutte: secondo Toni Fontana l’Onu non ha
mai autorizzato l’intervento militare, “né l’occupazione”.
Ovviamente l’Onu non solo ha autorizzato l’occupazione, ma ha chiesto
in tutti i modi agli altri Stati chenon hanno partecipato di inviare
truppe. Ecco la fiabesca interpretazione dell’Unità: prima ha
citato una risoluzione, la 1472, del marzo 2003, che però
è precedente alla caduta di Baghdad. Poi si è dimenticato
di dire che la 1483 invita gli Stati membri ad assistere gli iracheni
nelle riforme e nella sicurezza. Si è dimenticata della 1500,
quella che riconosce il governo provvisorio iracheno e che ha deciso
l’invio della Missione Onu in Iraq (L’Unità non ne parla,
sennò metterebbe anche l’Onu tra gli occupanti. Cosa che,
peraltro, hanno fatto Zarqawi & co: facendo saltare il quyartier
generale Onu, uccidendo 22 persone, uno dei quali l’inviato di Annan,
Sergio Viera de Mello). Poi c’è la 1511 che, secondo L’Unità, chiede una rapida fine dell’occupazione quando, come è noto, “autorizza
la Forza multinazionale sotto comando unificato a prendere tutti i
provvedimenti necessari per contribuire al mantenimento della sicurezza
e della stabilità in Iraq” e “esorta i Paesi Membri a dare il
proprio contributo, in virtù di questo mandato delle Nazioni
Unite, anche con l‘invio di forze militari, alla Forza multinazionale sopramenzionata”. Un imbroglio che non ha precedenti nella storia del giornalismo,
Poi c’è la 1546.
Secondo l’Unità, questa afferma che l’Onu è impaziente di
vedere la restituzione della sovranità, ma l’Unità non si
è accorta che la sovranità è stata restituita,
seguendo il calendario Onu, il 30 giugno del 2004 e che quella
risoluzione saluta, appunto, la fine dell’occupazione.

1 agosto


Ieri e oggi, improvvisamente

Un articolo sul magazine del New York Times, un editoriale e un lungo
articolo di prima pagina sul New York Times, un editoriale e un
articolo di prima pagina sul Los Angeles Times e un articolo di prima
pagina sul Washington Post a proposito di quello che dicevo ieri
mattina: il dibattito politico iracheno intorno alla Costituzione.
Grazie, ma che fatica

1 agosto


Nadagate, sempre più Powellgate (ovvero sempre più Nadagate)

Togliete lo spin anti Casa Bianca da questo servizio di Time e
troverete che Powell, Armitage, Grossman e Ford, ovvero gli anti Bush
(chiamiamoli così) della vecchia amministrazione, sapevano di
Wilson e di sua moglie prima che Wilson scrivesse il famoso editoriale
sul NYT contro Bush. E scoprirete che fu Wilson a parlare anonimamente
con la stampa del suo viaggio: con il Washington Post e con Nicholas
Kristof del New York Times.

1 agosto


Le newsletter de Linkiesta

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Un altro formidabile modo di approfondire l’attualità politica, economica, culturale italiana e internazionale.

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