Camillo di Christian RoccaRE: NO SUBJECT di Christian Rocca & Luca Sofri

Caro Christian, archiviata anche formalmente l’estate e le sue depravazioni, vorrei portarmi avanti con i consigli di stile per l’anno prossimo. No, non ce l’ho con i tarrismi convenzionali e inespugnabili: la bandana, i pinocchietti, quelle robe lì. Penso che un presidente del consiglio che si metta la bandana dimostri comunque un fegato notevole, se proprio non si può avere un presidente del consiglio sobrio ed elegante. Quello che andrebbe abbattuto è invece il simbolo della medietà conformista di buona borghesia: il tristo pulloverino annodato intorno alle spalle. Stabilirei delle multe per chiunque lo esponga sopra i sedici anni, presidente del consiglio compreso. Tutti convinti che gli “esalti la linea delle spalle”, sosterranno pubblicamente che è lì nel caso “rinfrescasse”. Un accidente: sta lì per sottolineare il carattere nazionale, la presunzione di eleganza da corso Vercelli, che non è via Torino e non è Madison Avenue. Il pulloverino di cotone intorno alle spalle rischia di diventare l’emblema nazionale, allacciato intorno all’altare della patria. Schiena dritta, e golf di lana legato in vita, da camminatori di montagna, che diamine!

Caro Luca, depravazioni dell’estate?!? Qui ci aspetta un autunno caldissimo. Tu forse non lo sai, ma siamo di fronte alla prova provata della decadenza dei nostri costumi. Alla diagnosi comprovata della crisi della sinistra. Ma che dico "crisi della sinistra”? Qui siamo davanti alla fine della storia. Qui c’è un secolo che si annuncia brevissimo. Ci sono lo scontro di civiltà, il pericolo del meticciato e la conferma delle analisi sulla stanchezza dell’occidente. Di che parlo? Di questo: a partire da ottobre, tutti i lunedì mattina che Dio manderà in terra, sul circuito radiofonico Area si consumerà un evento imperdibile, irripetibile, quasi irriferibile ma farò lo sforzo e te lo riferisco: Piero Fassino, ovvero il segretario di quei Ds che un tempo volevano costruire l’Uomo Nuovo e lottavano per le magnifiche e progressive sorti della classe lavoratrice, condurrà una trasmissione radiofonica in coppia con Piergigi Diaco, il nostro fenomenale Bruno-Vespa-in-erba che un paio d’anni fa con un libro premonitore aveva annunciato urbi et orbi che nel 2006 avrebbe vinto lui. Ci siamo. Mi inchino innanzi al furbetto del carrierino. Complimenti sinceri all’amico Diaco. Ma la notizia che prova la decadenza dei nostri costumi non è nemmeno questa: c’è che nel salutare l’evento mediatico i giornali di sinistra hanno definito il caro Diaco un “polemico conduttore”.

Caro Christian, non esagerare. Diaco se lo è meritato, un programma settimanale sul circuito radiofonico Area. Spero metta buona musica, da dj quale si qualifica. In questi giorni esce il disco nuovo di Neil Young, “Prairie wind”, registrato a Nashville subito prima che lui venisse operato per un aneurisma al cervello. Il mese scorso l’ha suonato dal vivo, sempre a Nashville, e il concerto sarà trasformato in un documentario da Jonathan Demme. Ti ricordi di quando davano al cinema i “film musicali”? Woodstock, Tommy, The wall, Ciao nì? Fra poco ce li avremo nell’iPod, vedrai.

Caro Luca, siamo in tempi di pulizie d’autunno. Così ho deciso di mettere ordine alle canzoni dentro il mio iPod. Mi sono imbattuto in interi dischi dei Duran Duran, in flebo tossiche di Claudio Rocchi, in un’agghiacciante selezione di progressive italiano degli anni Settanta e in qualche inutile Sting. Ma il gruppo più imbarazzante nella mia libreria di iTunes è un altro, eppure lo adoro: do you remember gli Styx? Ogni volta che la funzione random mi regala The Best of Times, Rockin’ the Paradise, Suite Madame Blue, Crystal Ball, Come Sail Away o The Grand Illusion il primo istinto è quello di guardarmi intorno e sperare che non ci sia nessuno ad ascoltare. Mi vergogno un casino. Però quasi mi scappa una lacrimuccia: fanno schifo, sono trashissimi, ma mi piacciono da matti. Sì, lo so. Sembrano i Supertramp sfigati (che già, di loro, non erano messi benissimo). Sì, lo so. Sembrano i Bee Gees, più commerciali. La mia fidanzata, ieri mi ha detto per quale diavolo di motivo ascoltassi i Pooh in inglese. Sì, lo so. Ha ragione lei. Ma non li ho cancellati.

Caro Christian, non accetto lezioni morali sui Supertramp da uno a cui piacciono gli Styx. Anzi, ritiro l’espressione: “non accetto lezioni” è una delle cose più stupide che si possano dire, eppure son sempre lì tutti a non accettare lezioni. Ne accettassero qualcuna di più, sarebbe meglio per tutti. Ma per non correre rischi, ti lascerò con un consiglio, più che una lezione: tra pochi giorni esce in America l’opera omnia di Calvin & Hobbes. Si trova su Amazon, è la migliore striscia americana degli ultimi vent’anni, insieme a Bloom County, e il suo autore smise di disegnarla all’apice del successo mondiale, senza aver mai voluto cederlo a nessun merchandising o pubblicità. È quella del ragazzino e della tigre, per capirsi.

Caro Luca, come te lo devo dire che i fumetti non li sopporto, tranne Ken Parker? Piuttosto, visto che tieni il golf sulle spalle come si fa negli Hamptons, ordina su Amazon “The complete New Yorker: eighty years or the nation’s greatest magazine”. Costa 63 dollari ed è l’archivio completo in 8 dvd degli oltre 4 mila fascicoli della rivista più radical chic del mondo. L’editore del New Yorker è Conde Nast, lo stesso di GQ. Pensa quando pubblicheranno in dvd la raccolta completa della nostra corrispondenza: “The Complete re:no subject – Svariati anni della più prestigiosa rubrica del paese”. Finalmente potremo spiegare che cosa significhi il titolo che abbiamo scelto e ringraziare i Rem per averci dedicato “All the way to Reno” e Bruce Springsteen per il singolo “Reno”.

Non si interrompe un’emozione, figuriamoci la Soncini!

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