Camillo di Christian RoccaLa quarta punta?

Milano. Un’ipotesi fantapolitica, ma neanche troppo. Un minuto prima di presentare le liste elettorali, Silvio Berlusconi decide di rimescolare le carte e annuncia che “per il bene del paese” il candidato premier del centrodestra non sarà lui, ma “un personaggio eccezionale”, “l’anima del governo”. Ovvero il dott. Gianni Letta. Una genialata o un colpo di teatro? Una balla o un ballon d’essai?

Edmondo Berselli: “Se il candidato fosse Letta, sarebbe una rassicurazione per il paese. Ritroveremmo la coperta di Linus, la garanzia delle garanzie, la pettinatura suadente, l’andreottismo incipriato. Sarebbe la soluzione perfetta: dopo aver colpevolmente rinunciato al maggioritario, ritroveremmo la democristianità del proporzionale. Dirò di più: anche se non vincesse sarebbe un trionfo”.

Aldo Grasso: “Il colpo di teatro indubbiamente ci sarebbe. Letta è la perfetta eminenza grigia nata per non apparire, è uno che indossa l’abito politico come abito da lavoro. Per restare nella metafora, è come il grande Toni Capuozzo che si è presentato ai Telegatti con lo smoking preso a noleggio: l’abito del dovere professionale e non dell’interesse personale. Sarebbe un ribaltamento d’immagine rispetto a Berlusconi: Letta è la quint’essenza dei vecchi democristiani, che sapevano far credere di fare politica per gli altri, non per se stessi. E poi è un grande smussatore, l’uomo che non offenderebbe mai nessuno, neanche Prodi. Detto questo, non mi sembra uno scenario possibile. Primo, perché i grandi nemici dell’operazione sarebbero proprio Casini e Fini, i pretendenti al trono delusi. Secondo, perché comunque Letta per gli elettori non ha immagine propria, sarebbe una maschera trasparente: dietro di lui gli italiani continuerebbero a vedere Berlusconi”.

Renato Mannheimer: “Letta non mi pare che abbia un grande appeal. Con tutto il rispetto nei suoi confronti, è sconosciuto. Certo se poi va in tv e si rivela un grande comunicatore, allora tutto è possibile… Ma se è così, Berlusconi deve fare il cambio subito, oggi stesso, anzi avrebbe dovuto farlo già ieri. Se lo fa troppo a ridosso delle elezioni, Letta non avrà il tempo di farsi conoscere. Escludo però che ci possano essere scambi significativi di voti tra un polo e l’altro. Berlusconi o Letta, gli elettori di centrosinistra correranno a votare Prodi. La sfida quindi è sugli indecisi. Berlusconi sta tentando di convincerli, e ci potrebbe ancora riuscire. Fini ci riuscirebbe, probabilmente anche Casini”.

Gad Lerner: “Io personalmente brinderei di fronte a una scelta di questo tipo, di fronte a un tale gesto di debolezza. Con tutto il rispetto per Letta non credo abbia appeal elettorale. Comunque io non ci credo. Un’ipotesi di questo tipo a poche settimane dal voto suonerebbe come una ritirata. Per gli elettori di centrodestra sarebbe deprimente, quasi come gettare la spugna. E’ più probabile che Berlusconi faccia un colpo di teatro simile soltanto dopo un’eventuale vittoria, qualora volesse puntare al Quirinale lasciando a Letta l’ordinaria amministrazione”.

Gianni Cuperlo: “Questo scenario non cambierebbe nulla, non modificherebbe i rapporti di forza ormai consolidati. Non sarebbe la classica mossa del cavallo, spiazzante. Piuttosto sembrerebbe una mossa disperata, la presa d’atto che il centrodestra è destinato a perdere. Sei mesi fa probabilmente avrebbe avuto qualche effetto, avrebbe contribuito a creare un’offerta nuova per gli elettori di centrodestra. Fatta così, a ridosso del voto, non mi pare possa risolvere la crisi strategica, di consenso e di contenuti, del centrodestra. Sarebbe un palliativo. Al centrosinistra cambierebbe poco, perché non è soltanto una coalizione antiberlusconiana. Come tutte le opposizioni del mondo democratico, ovviamente fa una campagna contro il suo governo ma ha anche una seria proposta”.

Antonio Socci: “Letta chi, Enrico? Rivendico innanzitutto di averla avanzata io, questa candidatura di Gianni Letta, prima di altri. Detto questo, se Berlusconi avesse fatto una mossa di questo genere alcuni mesi fa – magari anche scegliendo una figura di maggiore impatto politico sugli italiani, Tremonti o Formigoni, non importa – avrebbe compiuto un gesto da grande politico. Oggi, mi sembra fuori tempo massimo. Vorrebbe solo dire che Berlusconi, ai primi di marzo, si accorge che la sua campagna mediatica supplementare non ha spostato nulla nell’elettorato, e allora manda avanti una controfigura a perdere. L’articolo del Domenicale di Dell’Utri che ha lanciato la candidatura di Letta mi sembra un po’ ipocrita, un modo per dire ‘dovresti farti da parte’ senza saperlo dire. Per carità, Letta è bravissimo, ma in queste condizioni servirebbe solo a coprire la sconfitta”.

Angelo Panebianco: “Mi sembra un’ipotesi più vicina alla fantapolitica. Poteva avere un senso politico un anno fa, o ancora in dicembre. Buttare Letta nella mischia ora, o peggio a marzo, sarebbe solo un’ammissione di debolezza ed equivarrebbe a bruciarlo politicamente. L’unico aspetto positivo sarebbe quello di sottrarre all’opposizione il simbolo odiato contro cui concentrare la propria azione. Ma in ogni caso l’operazione avrebbe un costo: Letta è poco conosciuto dagli elettori, non ha alcuna riconoscibilità pubblica, perciò la sua campagna elettorale sarebbe a handicap”.

Marco Travaglio: “Peggiorerebbe la situazione. Intanto perché non credo che Gianni Letta abbia mai suscitato passioni politiche. Sarà anche un politico molto efficace dietro le quinte, ma se guidasse il centrodestra sembrerebbe un ritorno alla preistoria politica, neanche alla Prima repubblica ma agli anni Cinquanta. Abituato a Berlusconi, il popolo di centrodestra resterebbe spiazzato. Non ho mai capito se in Berlusconi prevalga il narcisismo di chi crede che al mondo non esiste nessuno migliore di lui oppure il narcisismo di chi non accetta l’idea di perdere, quindi fa perdere un altro al posto suo. Rispetto al centrosinistra, questo colpo di teatro non cambierebbe nulla. Letta è uno dell’azienda. Altra cosa sarebbe se Berlusconi scegliesse Casini o Fini. A quel punto sparirebbero conflitto di interessi, editto di Sofia eccetera. Sarebbe un bel casino per il centrosinistra. Ma secondo me Berlusconi non si fida di loro. Credo che voglia mantenere la guardia al bidone, perché deve ancora risolvere i suoi problemi. Sa che perderà le elezioni, ma cerca di prendere più voti possibile per provare a contare nel caso il centrosinistra si sfasci come l’altra volta”.

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