MillennialsIl vostro debito sul nostro futuro

Per presentarci al meglio, diamo qualche numero.21.5% del PIL italiano è dedicato a meccanismi di protezione sociale: parliamo di circa 320 miliardi di euro. La protezione sociale include le pens...

Per presentarci al meglio, diamo qualche numero.

21.5% del PIL italiano è dedicato a meccanismi di protezione sociale: parliamo di circa 320 miliardi di euro. La protezione sociale include le pensioni di anzianità, le pensioni per i superstiti, disabilità, disoccupazione, famiglia e bambini, abitazioni e altre forme di protezione sociale.

Qui vediamo i fuochi d’artificio. 13.8% del PIL italiano (64% delle protezioni sociali) va agli anziani; l’altra sponda della popolazione (diciamo giovani, bimbi e famiglie) ricevono 1.5% del PIL (0.06% delle protezioni sociali).

Se le percentuali sul PIL non convincono, guardatele sulla spesa pubblica: 27.4% della spesa del nostro Paese è dedicata alle pensioni di anzianità, circa 220 miliardi di euro. Gustatevi bene il numero. DUE-CENTO-VENTI-MILIARDI-DI-EURO. Aggiungete circa 68 miliardi di “transazioni sul debito pubblico” – leggi interessi di un debito sottoscritto decenni fa – e 112 miliardi circa per servizi sanitari (8.4% del PIL, ovvero circa 16% della spesa pubblica), i cui maggiori utenti non siamo certo noi.

Non vi abbiamo convinti, vero? “Questo è il welfare state!” state pensando. “Sono diritti di chi è venuto prima di noi” ci state già urlando. Ok, qualche altro numero.

Istruzione secondaria: 1.8% del PIL. Asili e scuole elementari: 1.5% del PIL. Istruzione terziaria (leggi università): 0.4% del PIL. Servizi sussidiari all’istruzione: 0.2% del PIL.

Diamo uno sguardo veloce ai redditi. Gli under35 di oggi hanno un reddito inferiore del 26,5% rispetto ai loro coetanei di 25 anni fa, e le famiglie di persone con meno di 35 anni hanno un reddito più basso del 15.1% e una ricchezza inferiore del 41.1%. A questo si aggiunga che negli ultimi 25 anni la ricchezza è cresciuta del 32,3% (e la crisi???), ma mentre per gli anziani è cresciuta dell’84,7%, per i giovani è diminuita del 41,1%.

Conclusione: vi sembra la fotografia di un Paese che gestisce la propria spesa pubblica pensando al futuro? A noi no.

Ecco perché siamo qui, ecco perché nasce questo blog collettivo.

Vogliamo accendere la luce sulla più tragica delle iniquità del nostro Paese: quella intergenerazionale. Sì, perché a ben vedere nessuno di noi si è ancora dato risposta alla domanda: “Perché dobbiamo pagare per i prossimi trent’anni le decisioni di chi ci ha preceduto, senza aver avuto alcuna possibilità di dire la nostra?”. In parte, perché la Suprema Corte ci ha ribadito più volte che esistono “diritti acquisiti”. In parte perché non siamo una generazione che sa fare squadra e puntare a obiettivi comuni.

Vogliamo sfidare queste difficoltà, costruire un consenso su policies innovative, e volare oltre gli sterili confini della dicotomia “giovani choosy/giovani sfruttati”.

Inoltre, riteniamo che spetti a noi stessi aiutarci a sopravvivere in un mondo più complesso: qui pubblicheremo soluzioni a problemi concreti, che riguardano la ricerca di lavoro, di un’abitazione, la conciliazione tra realizzazione professionale e vita familiare.

In queste pagine, in sintesi, osserveremo e analizzeremo la realtà, studieremo le pieghe del contratto sociale del nostro Paese, proporremo soluzioni, idee e prospettive. Del resto noi siamo il futuro, e vogliamo viverlo da protagonisti, non da vittime.

Alessio Mazzucco

Andrea Danielli

Fabio Argentiero

Federico Pancaldi

Claudia Coppola

Andrea Garnero

Floriana Bulfon

Leonardo Stiz

Andrea Venturini

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