A Manhattan per lo yoga nudi. Però prima bisogna lavarsi

A Manhattan per lo yoga nudi. Però prima bisogna lavarsi

NEW YORK CITY – Non c’è nulla di più potente di una nuova moda, anche se vecchia. Un po’ come riproporre, nella collezione primavera estate 2012, i pantaloni a zampa e gli zatteroni: tutto già visto ma, con qualche piccolo cambiamento, tutto quasi come nuovo. Avviene lo stesso con lo yoga, una disciplina seria e antica, i cui benefici non sono messi in discussione. Tanto che non c’è palestra di New York in cui non esistano corsi di yoga, oltre agli innumerevoli centri Bikram, templi del famoso “hot yoga” che comprende una serie di 26 posture intervallate da cicli di respirazione, il tutto in una sala con 40 gradi di temperatura e un alto tasso di umidità.

I centri Bikram di Manhattan offrono, normalmente, lezioni classiche di 90 minuti, dalle 7 del mattino fino alle 22 no stop con un costo che va dai 25 dollari per la lezione singola a pacchetti mensili di 140 dollari per un numero illimitato di sedute. In una classe vengono ammesse normalmente una quarantina di persone, a volte qualcuna in più. Il totale è da capogiro e racconta nel dettaglio il successo di una disciplina che, però, è oggettivamente salutare. Ma un po’ “vecchio stile”, almeno per i seguaci dell’ultimissima moda, già un “must” fra i vip di Hollywood che è quella dello “nude yoga”.

Rispolverando un po’ la filosofia della California hippy anni 70, i centri di “yoga senza vestiti” hanno cominciato a diffondersi a partire dalle grandi città come, appunto, New York, proponendo la nudità (abbinata alle posture) come uno strumento per la completa liberazione dai propri limiti e costrizioni. I primi “adpeti”, come sempre, sono stati i volti noti del cinema e dello spettacolo, fra cui Nicholas Cage, Halle Berry, Gwyneth Paltrow, Naomi Watts, Jennifer Lopez che hanno usufruito, ovviamente, di corsi privati, magari all’interno delle loro case. Negli ultimi mesi, tuttavia, il numero dei centri dove è possibile seguire corsi di “nude yoga” si sono moltiplicati in tutti gli Stati Uniti e anche in alcune città europee.

A New York, creatrice e fondatrice del Naked Yoga NYC è Isis Phoenix, istruttrice certificata di Vinyasa Hatha Yoga e Reiki che racconta come la sua esperienza sia nata quasi per caso. «Una mattina ho iniziato a fare yoga prima di vestirmi – dice Isis – e ho provato un profondo senso di liberazione e ho cominciato a riflettere su questa cosa». Liberarsi dalle proprie paure, dai sensi di colpa, dalla vergogna è, dunque, l’obiettivo principale dello “nude yoga”, associato ovviamente a quelli dello yoga più “tradizionale”.

Celebrare e onorare il corpo, in qualsiasi sua forma e dimensione è parte essenziale di un processo di purificazione, guarigione e superamento delle inibizioni “che sono diventate parte del nostro Dna”. Durante le lezioni, che in genere comprendono una decina di studenti, nessuno, insegnante compresa, può indossare alcun tipo di capo di abbigliamento. «Questo – dice Isis – per garantire una maggiore comfort a tutti». La nudità, fra l’altro, è ammessa solo ed esclusivamente all’interno dello sala dove si svolge la classe; in tutti gli altri spazi è obbligatorio essere vestiti. «I nuovi studenti – spiega ancora la Phoenix – sono sempre un po’ nervosi. Per questo la nudità viene raggiunta attraverso un rituale molto rilassante di circa dieci minuti».

Inutile dire che non sono ammessi né tollerati contatti di alcun tipo fra i partecipanti alla lezione, perché la pratica dello “nude yoga” non ha nulla a che fare con il sesso o con l’approccio sessuale. Anche se (è capitato e capita) gli uomini, ad esempio, possono avere un’erezione. «Ogni reazione o espressione del corpo è benvenuta – chiarisce l’insegnante – perché è parte della celebrazione del nostro corpo. Anche una donna durante il suo ciclo mestruale deve sentirsi assolutamente a suo agio durante la lezione».

In effetti, le donne che partecipano alle lezioni di “nude yoga” sono in numero inferiore agli uomini, laddove nelle classi di yoga “tradizionale” sono sempre più numerose. Difficile dire se in ciò ci sia una maggiore predisposizione degli uomini a mostrarsi nudi o un loro insito desiderio di godere della vista di un corpo femminile, fatto sta che le donne preferiscono prenotare lezioni private. Una scelta comprensibile ma costosa. Se una lezione in gruppo costa intorno ai 40 dollari, la singola ne costa circa 200: decisamente non alla portata di tutti. Pare, fra l’altro, che superati i primi minuti di imbarazzo e panico, la nudità diventi quasi naturale per tutti i partecipanti che, nella maggioranza dei casi, tornano per un’altra seduta. Fra tanta spiritualità e celebrazione della naturalità del corpo, non bisogna però dimenticare i principi fondamentali della pulizia e del rispetto reciproco: i responsabili dello Nude Yoga raccomandano, perciò, di arrivare nella sala “freschi di doccia”: il cattivo odore è vietato come l’abbigliamento, ed entrambi vanno lasciati altrove.