Mi consentoDa Totti al figlio del boss, ora l’inchiesta è mediatica

Da Totti al figlio del boss, ora l’inchiesta è mediatica

L’inchiesta sul calcio-scommesse ci sta regalando una dopo l’altra una serie di chicche imperdibili. Fin qui l’oscar va sicuramente al procuratore di Cremona Roberto Di Martino che al termine dell’interrogatorio fiume di Mario Pirani, il dentista scommettitore, non ha trovato di meglio che rilasciare la seguente dichiarazione: «La sensazione è che ci sono grossi problemi in serie A, che ci siano incontri truccati. È una sensazione, e una sensazione senza riscontri non è una prova. Ma la sensazione è che in serie A le combine non siano frai giocatori ma fra le società». Affermazioni che ovviamente hanno attirato le critiche di Andrea Monti, direttore della Gazzetta dello Sport, che ha buon gioco nello scrivere che magari dalla magistratura ci si attende accertamento del reato più che sensazioni.

Poi, nella notte, è giunta la notizia di un’intercettazione tra due indagati in cui addirittura si alluderebbe a Francesco Totti: il numero dieci della Roma avrebbe rivelato al calciatore Corvia che in Fiorentina-Roma (finita 2-2) ci sarebbero stati molti gol. Al telefono, uno dei due lo definisce il capitano della giallorossa. Nome che riporta alla memoria degli amanti del genere la mitica Longobarda, squadra allenata da Oronzo Canà nel film L’allenatore nel pallone, con Lino Banfi. Tra i nomi citati nelle intercettazioni pubblicate dai quotidiani compare anche quello di Christian Vieri. Insomma, il ventilatore si è azionato e ora fermarlo è impossibile.

Infine, un caso che è un po’ giudiziario e un po’ giornalistico. La Procura di Napoli ha riaperto l’inchiesta su Napoli-Parma 2-3 dello scorso campionato. Il caso fu sollevato lo scorso 5 febbario dal Fatto Quotidiano: la presenza a bordo campo di Antonio Lo Russo, fino a quel giorno un uomo ancora libero (oggi non più, è accusato di associazione mafiosa e traffico di droga), figlio di un esponente della criminalità organizzata; e uno strano traffico di scommesse sulla partita che il Napoli stava vincendo 1-0 e finì col perdere. Con l’inchiesta del calcio-scommesse di Cremona, il filone napoletano è evidentemente tornato di moda. Il sindaco de Magistris ieri ha persino gridato la sua indignazione nei confronti del Calcio Napoli («È assurdo che venga consentito a certa gente di stare a bordo campo, sono meravigliato che il Napoli lo consenta»), beccandosi la secca replica del presidente De Laurentiis: «Quel signore nella foto era accanto a un rappresentante delle forze dell’ordine, non sta a noi controllare la fedina penale di chi va allo stadio».

E oggi il giornale più venduto a Napoli, il Mattino, pubblicava in prima pagina una foto in cui alla gioia per il momentaneo pareggio azzurro di Hamsik faceva da contraltare, sullo sfondo, la non esultanza di Antonio Lo Russo. Fare due più due è un gioco da ragazzi. Nel pomeriggio, invece, Sky Sport 24 manda in onda un filmato in cui invece viene mostrata l’esultanza del figlio del camorrista. Insomma, da prova inoppugnabile a dettaglio insignificante. Sono gli effetti collaterali di un’inchiesta che finora sembra curare più gli aspetti mediatici che il rispetto di quei principi cari a Cesare Beccaria.