E di colpo all’Expo son tutte rose, l’unica spina è Boeri

E di colpo all’Expo son tutte rose, l'unica spina è Boeri

E d’improvviso, sotto il cielo dell’Expo di Milano, esplode il sereno. Fino a ieri volavano parole in aperta contraddizione l’una con l’altra: esproprio, comodato d’uso, vendita, rassicurazioni, rettifiche, smentite. Pagine di giornali e bit tenuti in ostaggio per due anni. Sui terreni di proprietà  dei Cabassi e dell’Ente Fiera, quelli che ospiteranno il più grande progetto per l’Expo, a Milano, siamo stati abituati a sentire le ipotesi più fantasiose. In realtà, oltre ai conflitti tra l’ex giunta Moratti e l’antica opposizione di centro-sinistra, si consumava – dentro la faccenda – un braccio di ferro interno tra Regione e Comune. Precisamente tra il governatore Formigoni e l’ex sindaco Moratti: tra i quali non vi è mai stato un grande amore. Su Expo ancora meno. Ora le nubi paiono dissipate: è bastato il nuovo sindaco Giuliano Pisapia per chiudere una trattativa incagliata da due anni. Ieri è stata firmata l’opzione di vendita dei terreni tra Cabassi e Regione. A un prezzo assai inferiore alla valutazione dell’Agenzia Territoriale: 49,6 milioni di euro contro i 120 stimati. Entro il 20 ottobre sarà siglato il contratto di acquisto definitivo. Tutte le polemiche spese ieri mattina, sul prezzo esoso dei terreni – polemiche su cui ha insistito l’assessore alla Cultura e progettista di Expo per la Moratti Stefano Boeri – sono cadute. Con un happy end che neanche nella migliore delle ipotesi. La Moratti si è dimessa da commissario straordinario, un volo ha portato a Parigi, al Bie, il neosindaco Pisapia e l’ad Expo Giuseppe Sala, freschi di carte sulla proprietà dei terreni. Resta solo da definire la partecipazione della newco che ha acquistato l’area. Per ora vi è la Regione, il comune vi entrerà con il il 51%, la Fiera di Milano il 35%, il Comune di Rho e la Provincia – se vorranno esserci – l’1%. Una vittoria – quella di Pisapia – sorprendente, determinata da un buon lavoro di squadra con Formigoni e Sala. A questo punto, il cerino in mano è rimasto proprio a Boeri, pizzicato oggi sull’ipotesi di conflitto di interessi perfino dal Corriere della Sera. Le sue deleghe a Expo devono essere consegnate domani. Qualcuno ipotizza che gli rimanga in mano un pugno di mosche: una scatola vuota dentro la cui pancia vi sarebbe solo libertà di manovra sugli eventi legati all’appuntamento del 2015. Con le dimissioni della Moratti rimane vuota la casella dei poteri decisionali straordinari su Expo: proprio adesso che ci sono i terreni, i bandi da fare, i lavori da assegnare. Un bel bottino, non c’è che dire. A chi finiranno?

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